Archivio per la categoria 'Libri'

Time out

Eccolo qui. E’ per colpa di questo cellulare se il blog non è stato aggiornato per giorni e se i lavori per il nuovo template (quasi ultimato, a dire la verità) stentano a finire. Del Nokia N73 avevo parlato proprio poco tempo fa, elogiandolo non poco, e le impressioni, dopo tre giorni di utilizzo massiccio, sono tutt’altro che negative: lo schermo è grandissimo e ben definito, la fotocamera ottima (volendo carica le foto direttamente su flickr!) e il Symbian permette l’installazione di un sacco di applicazioni utilissime. Non ho ancora provato l’UMTS che, a differenza da quanto riportato da Vodafone, risulta presente pure dalle mie, sperdute, parti. Se non si fosse capito, lo adoro. Ed è sempre per colpa di questo gioiellino se di Harry Potter e i doni della morte, regalato oggi, non ho letto neppure la prima pagina. Non che la copertina invogli più di tanto, ma devo pur sempre sapere approfondire il finale della saga…

Una bomba ci salverà dalle bombe

E’ incredibile constatare come possa essere così incostante per quanto riguarda il fattore attesa. Esempio pratico: non comprare Super Mario Galaxy al dayone (ovvero nel giorno stesso di uscita) sarebbe stato per me un dramma di notevoli dimensioni. Al contrario sono riuscito ad aspettare un paio di giorni per guardarmi la registrazioni delle ultime, attesissime, puntate di Heroes. Ci sono poi casi particolari per cui il tempo assume proporzioni completamente differenti: è il caso di un libro, Presi per il caso, presente nella mia wishlist da almeno tre anni. Non sono mai andato ad ordinarlo in una libreria come farebbero le normali persone, al più ho spulciato qua e là in qualche ipermercato, non ho tentato di acquistarlo online, al più ho cercato le informazioni basilari, eppure se potessi lo farei mio all’istante. Il suddetto libro, comprendente un imprecisato numero di pagine, l’ho scoperto quasi per caso, leggendo le pagine (strappate) di un Focus di qualche anno fa: l’autore, tale Federico Bini, si era divertito a reinterpretare delle statistiche vere con fare ironico. Tra i vari esempi che la rivista scroccava citava ce n’era uno un po’ particolare, che cerco di riportare al meglio della mia memoria:

Come combattere la paura terrorismo in un aereo? Semplice, basta portare con sè una bomba: se infatti le possibilità di imbarcarsi su un areo con una bomba sono dell’x%, le possibilità che sull’areo ce ne siano ben due (quella del kamikaze e la nostra) crollano all’y%.

Ovviamente al posto delle variabili x e y c’erano dei numeri ben precisi (che altrettanto ovviamente io non ricordo) e il tutto era scritto in un articolo ben più complesso; dopo lo stordimento iniziale (tzè, io l’ho riassunto in maniera ben più comprensibile XD) ho capito che se il libro si manteneva su questi livelli era una genialata assoluta e in breve è diventata la mia filosofia di vita. O quasi.

Effettivamente parlare di filosofia di vita è eccessivo, ma qualche volta, per tentare di risollevarmi il morale, ho provato a ripensarci riponendovi le mie speranze, anche per cose piuttosto futili. Chessò, è successo a scuola che se un giorno dovevo avere un’interrogazione particolarmente tosta, cercavo di venire interrogato ad altre materia nei giorni immediatamente precedenti: in questo modo le probabilità di essere interrogato per più giorni consecutivi erano davvero pochissime. Ovvio poi che sono sempre e comunque stato interrogato.

Come ha inguaiato internet (e il lettore)

E’ acquisto recente questo Come ho inguaiato internet, libro uscito a Ottobre dell’anno passato per la neonata collana Neon!. Un libricino con una copertina di quella che piace a me, sfondo bianco, scritte arancio fosforescenti e un’illustrazione tanto carina quanto incomprensibile. Con un argomento non ancora sovrasfruttato, Ciro Ascione ci introduce nel lato buio delle community: false identità, rimozioni di account ma sopratutto fake, flame e troll. In realtà più che introdurre, butta il lettore nelle terminologie del web, inserendo solo qua e là qualche definizione per rendere comprensibile il tutto a coloro che con internet non hanno un rapporto poi così idilliaco. Il libro si presenta come un manuale di maleducazione creativa in Rete, ma (per fortuna?) non si prodiga tanto nell’insegnamento: qua e là abbozza qualche utile (?) strategia, ma alla fine a prevalere sono più le descrizioni degli atti incriminati. Arriva addirittura a citare un flame che è stato rivolto a se stesso, che in sintesi (e molto più acidamente) critica il troppo attaccamento ad un libro, ed ai relativi complimenti che si aspetta, che non vale niente. In realtà, almeno ad un primo approccio, pare che tutto il libro soffra di un inequivocabile egocentrismo: Come ho inguaiato internet pare proprio come un elenco delle “avventure” di Ascione, alternato a qualche superficiale insegnamento. Che sia così o meno, resta il fatto che le 160 e passa pagine sono divertenti e godibili. L’unico dubbio sono se vale la pena di spendere i 10 Euro di copertina, soprattutto considerando che una buona parte di esse contengono vari esempi di fake facilmente reperibili online, ma d’altronde è lo stesso autore che, dalle pagine del suo libro, consiglia ai lettori insoddisfatti di consolarsi pensando agli mp3 scaricati gratuitamente e illegalmente da eMule.

Personalmente non posso consolarmi con brani mai downloadati, ma fortunatamente non ho niente da farmi consolare, visto che in compagnia di questo libercolo ho passato una piacevole mezza giornata di mezza estate. E già che ci sono vi posto pure il link a una piccola intervista che l’autore ha rilasciato a La Stampa. Questo è tutto da un improvvisato recensore in cerca di (fondati) insulti.

No kid, no party? Non secondo alcuni

Curiose le due notizie che campeggiano nella stessa (prima) pagina del Corriere.it: da una parte un estratto di No Kid, libro anti-maternità, dall’altra la curiosa vicenda di una coppia un po’ troppo distratta. Riguardo al primo caso si parla di un libro, nel 2008 in Italia grazie a Bompiani, scritto dalla psicanalista francese Corinne Maier dove viene portata avanti la teoria per la cui non bisognerebbe fare figli, supportata da 40 motivazioni. La lista pare più scritta da un blogger nel pieno della noia estiva che da un professionista: si passa dai quasi comprensibili “il parto è una tortura” e “perderete i contatti con gli amici” ai “i figli costano” e “ci sono già troppi bambini sul pianeta”. Più inquietanti sono i “sarete inevitabilmente delusi dai vostri figli” e “i figli vi portano in tribunale senza pensarci un secondo”. Chissà se invece avrebbero voluto seguire i consigli della Maier i coniugi che, nella serata di Ferragosto, hanno dimenticato la figlia in un ristorante di Algero. I due, dopo la loro cena, erano usciti per una passeggiata lasciando la piccola sola; il personale si è subito mobilitato, cercando nei pressi e telefonando al 112. E proprio ai Carabinieri i genitori avevano telefonato, comunicando la scomparsa della piccola. In questo caso a rimetterci non sono stati certo, come predica la Maier, i figli, bensì proprio la piccola arrivata alla ribalta delle cronache per un giorno.

Spoilerando

Non che me ne importi più di tanto, ma la presunta copia finita online di Harry Potter 7, che TgCom riprende pari pari per crearne un mega spoiler con tanto di titolo che più esplicativo di così non si può accessibile pure dal Mediavideo, mi puzza tanto di bufala, sopratutto per questa frase:

La copia messa on-line dai pirati informatici è stata definita attendibile dai legali della scrittrice JK Rowling.

Questo vorrebbe dire che i legali della Rowling, che ha sempre lottato affinchè il finale rimanga segreto fino a domani, avrebbero “ceduto” ammettendo candidamente che è tutto vero?
Notate comunque la copertina (a sinistra) alquanto… discutibile!


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