iWish

Devo farlo. E forse ce la farò. Devo prendermi il mio primo iPod, possibilmente nella sua stilosissima versione Nano. Il caro Zen Nano Plus, dopo un anno e mezzo di onorata carriera, sta perdendo pezzi: prima il coperchio della batteria, ora il tasto per alzare il volume fa le bizze. E ad oggi, come un anno e mezzo fa, sto riprendendo in considerazione l’ipotesi Nano. Tutto sembra contro questo acquisto (sconsiderato?): per prima cosa l’imminente arrivo dell’iPhone, che comunque prima di qualche anno non mi potrò permettere, secondo l’impossibilità di riprodurre i video e terzo la fragilità. Insomma, tutto andrebbe verso il più economico Zen V Plus, piccolino anch’esso, stiloso anch’esso, con la possibilità di leggere i video e anche più economico. Eppure il piccolino continua ad attrarmi: qui viene sfatato il luogo comune della fragilità e soprattutto l’accoppiata con iTunes e la disponibilità immensa di accessori sono tutti buoni motivi per meditare, meditare e ancora meditare. Eppure ho paura di pentirmi di non poter vedere i video. Anche se in fondo il mio cellulare lo sa fare…

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Dragon Question

Oggi riflettevo su quale potesse essere la migliore delle tre saghe che compongono il celeberrimo Dragon Ball. Inutile dirlo, con tutta probabilità l’opera di Akira Toriyama è IL manga e LA serie animata di sempre, perchè, con buona pace degli altri mostri sacri dell’ambito, riuscire ad oggi, nel 2007, dopo 12 anni dalla chiusura definitiva dell’ultima serie dell’anime, dopo innumerevoli repliche, ad avere in edicola l’ennesima edizione della versione cartacea e a incollare davanti al televisore quasi tre milioni di italiani è un risultato eccezionale. Punto. Non se ne discute assolutamente.

Tornando però alla migliore serie, la cosa più scontata è stata eliminare dalla rosa dei tre Dragon Ball GT, la versione più distante dalla saga di Toriyama. Lui non l’ha scritta e si vede e anche il desing dei protagonisti, seppur lo dovrebbe aver delineato proprio il mangaka, è sottotono. Nella decisione tra la prima serie e la Z qualche dubbio in più però c’è: fino a ieri avrei sicuramente parteggiato per la seconda, ma oggi, dopo aver riletto qualcuno degli iniziali tankobon di DragonBall, l’indecisione si è fatta senza dubbio più insistente. La prima serie e la seconda non hanno niente in comune. Ora, messa così sembra una provocazione, ma un fondo di verità c’è. La prima serie, quella di Goku bambino, è qualcosa di demenzialmente intelligente. O intelligentemente demenziale. Dragon Ball Z è un ottimo manga di combattimenti, con una storia sufficientemente solida, un fascino eccezionale e degli ottimi personaggi. Insomma, tutto ‘sto discorso per dirvi che non so che decisione prendere.

Ma secondo voi qual’è la migliore serie?
Inutile dirvi che i commenti qui sotto sono fatti apposta per voi.

Star*Catalogo

* Attenzione: ogni riferimento ad altri blog, hosting e affini è dovuto al fatto che questo post era originariamente hostato su ProjectGo, uno dei miei precedenti blog, e solo successivamente inserito su .maxxeo *

Quando si dice la fortuna. La cara Nintendo Italia con le sue trovate mi fa andare in bancarotta: uno spende una vita (e anche un capitale) ad accumulare le sue stelline per prenderci un bel premio. E ci puo’ stare. Loro aggiornano il catalogo dei premi ogni morte di papa. E ci può stare. L’ultima volta che l’hanno aggiornato ero a corto di stelle. E ci può stare. Il 19, verso le quattro ci hanno aggiunto qualche altro premio. E a quell’ora ero su internet. Una pausa di cinque minuti dopo tre ore che studiavo Epica. Questo non va bene. I premi non erano un granchè però un pensierino ce l’avrei fatto volentieri: c’era Naruto per il GameCube, c’era Opera per il DS. E soprattutto c’era il Nintendo Mp3 Player, ovvero la scusa ufficiale per prendermi un GameBoy Micro e mandare in pensione il mio caro Zen. Invece niente, ci mancherebbe. Come sempre mi sono perso tutto.

OT: Avevo scritto “l’hanno aggiornato” senz’acca: significa che non sono in me…
OT 2: Sì, ho aggiornato un po’ il template, adesso è molto più kawaii!

WiiSports – La Recensione

Almeno per i primi mesi, parlare di Wii corrisponderà a dire Wii Sports. Infatti, come poche volte accade (anche se Super Mario 64 docet), la killer application è disponibile fin dal day-one della stessa console: certo, Twilight Princess surclassa questo giochillo a mani basse, ma la compilation di sport creata da Nintendo è un outsider mica male. Innanzitutto va detto che nel Bel Paese (così come nel resto d’Europa e in America), Wii Sports è inserito nella confezione del Wii e quindi nel bene o nel male ve lo ritroverete tra le mani, mentre invece in Giappone è venduto separatamente; e sono proprio i giapponesi che hanno capito che il titolo in questione non è una semplice demo, bensì un gioco a tutti gli effetti, facendolo divenire il primo million seller della neonata console dopo appena tre mesi dall’uscita sul mercato.

Tennis [1] e Boxe [2] probabilmente i due sport migliormente sviluppati

Senza poco sforzo possiamo dedurre che Wii Sports è una raccolta di quattro sport, tutti da giocare Wiimote e, più raramente, Nunchuck alla mano. Porte spalancate quindi ai casual gamers che non dovranno certo scervellarsi nel capire il funzionamento di questo software: basta solo un po’ di immaginazione e il fido telecomando si trasforma di volta in volta in racchetta da tennis, mazza, palla da bowling e guantoni da boxe. Niente di più facile, direte voi, e niente di più scomodo e impreciso, diranno le malelingue. Effettivamente il pericolo di cadere in qualcosa di estremamente poco realistico c’era, così come quella di realizzare un prodotto estremamente facile e dalla breve longevità; fortunatamente Nintendo ha avuto l’accortezza di non cadere in questi tranelli producendo un lavoro che, pur nei suoi difetti, è in grado di divertire.

Innanzitutto tranquillizziamo tutti coloro che si preoccupano della precisione: il Wiimote è davvero molto preciso e Wii Sports lo sfrutta discretamente. I movimenti, ovviamente precalcolati, del tennis si adattano perfettamente al gioco, così come la fedeltà che ha la trasposizione videoludica del bowling rispetto all’originale è veramente eccelsa. Egualmente ottima la battuta del baseball, così come la boxe, che si rivela ben presto però decisamente più tecnica delle altre discipline. Leggermente diversa la storia per il golf, che qualche problemuccio lo da nei tiri brevi, costringendo i giocatori a muovere il controller con movimenti meno naturali del solito.

Quello che però stupisce di più è la bravura di Nintendo nel creare un titolo accessibile a chiunque, non solo con chi non ha mai videogiocato ma anche con gli hardcore gamers. Certo, Wii Sports non brilla per l’estrema difficoltà, ma diventare professionisti in tutte le discipline se non altro un (bel) po’ di tempo lo occupa; se poi aggiungiamo a ciò la possibilità di infrangere i nostri record in tutta una serie di sfide minori, la longevità ne giova non poco. Nel complesso possiamo dire che Wii Sports è perfetto per prendere la mano con la nuova console e per occupare le pause tra una seziona di Zelda e l’altra; proprio per questo apprezziamo la decisione di Nintendo di allegarlo direttamente al Wii.

Per quanto riguarda la realizzazione tecnica sicuramente si poteva fare di più, si attesta sulla sufficienza grazie all’utilizzo dei Mii, i simpatici alter-ego che ogni giocatore può creare con le sue sembianze, e la possibilità di utilizzarli come protagonisti nel gioco. L’amaro in bocca rimane però considerando tutto quello che si poteva fare e non è stato fatto: guardando quei campi spogli o quei paesaggi poco dettagliati ci chiediamo perchè Nintendo non abbia voluto migliorarli, almeno nel nome di quei giapponesi che così in massa hanno acquistato il titolo. Effettivamente gli spunti per migliorare Wii Sports non sono pochi: non solo si potrebbero aggiungere nuovi sport, ma sfruttare la WiFi Connection sarebbe veramente una manna dal cielo, nonché aggiungere nuove opzioni. Effettivamente il titolo pecca proprio di opzioni: si potrebbero aggiungere nuovi campi, la possibilità di affidare determinati Mii alla CPU, una modalità carriera decisamente più sviluppata. Probabilmente tutti questi spunti, oltre alle originali idee di Nintendo, confluiranno nel seguito del gioco, non ancora ufficializzato ma più che probabile. Continua a leggere

DragonBall Z: Budokai Tenkaichi 2 – first Look

Lo scontro generazionale di Gohan SSJ2 contro Bardack [1] e la rivoluzionaria Kamehameha di Goku contro il fratello Radish [2]

Dragon Ball è arrivato sul Wii dal 30 Marzo scorso. I più fortunati di voi l’avranno provato ad uno degli stand presenti in tutti i MediaWord e Saturn della penisola, gli altri magari l’avranno giocato nella versione per PlayStation 2. Perchè allora tanto clamore attorno ad uno che potrebbe essere definito uno dei tanti Wiimake? Che domande, la risposta è sempre la stessa: l’utilizzo di Wiimote e Nunchuck. E difatto questo Dragon Ball poteva rappresentare una killer application per i numerosissimi fan della saga che da quasi 30 anni appassiona giovani e meno giovani. Insomma, la possibilità di mimare, controller alla mano, la Kamehameha o la Genkidama di Son Goku era parecchio allettante. Sostanzialmente le promesse sono state mantenuto, anche se con non pochi compromessi: per prima cosa non c’è libertà assoluta. Questi comandi speciali sono utilizzabili sono in alcuni momenti e in un contesto talmente adrenalinico che alla fine a stento ci rendiamo conto di aver impersonato il nostro personaggio preferito. Quello che però sorprende di Budokai Tenkaichi 2 è che in realtà è un picchiaduro mica male: 150 personaggi ben caratterizzati, varietà di tecniche e combo assortite, per di più con un sistema di controllo quasi perfetto. Il gameplay infatti trae vantaggio dai sensori di movimento del telecomando non solo per mimare le mosse, ma per altri aspetti, come ad esempio spostarsi verso il nemico. Scuotendo il nunchuck infatti è possibile realizzare questa semplice azione in maniera molto più intuitiva rispetto alla pressione di uno dei tanti tasti. Per chi invece è più avvezzo alla pressione simultanea di più pulsanti, la Spike ha offerto la possibilità di utilizzare il controller del GameCube o il Classic Controller, sia per il gioco in singolo che per la modalità multiplayer. Una vera manna dal cielo, aggiungerei io, perchè permette di aprirsi ad un bacino molto più ampio di giocatori, in quanto ogni categoria è attratta da qualche aspetto: i casual gamers dal sistema di controllo innovativo, i fan della saga dalla portata enciclopedica del titolo e gli hardcore dalla tipica struttura da picchiaduro.

Non sono però estremamente positive queste prime sessioni di gioco, in quanto qualche difetto, inutile negarlo, c’è; innanzitutto la grafica: la scelta di adottare il cell-shading effettivamente non è sbagliata, ma talvolta appare fin troppo semplice, soprattutto per quanto riguarda i particolari dei protagonisti. Un’altra cosa del settore grafico lascia l’amaro in bocca: questa è una conversione a piè pari della versione per PS2, grafica compresa, con una conseguente arretratezza tecnologica che non si dovrebbe vedere in una console della next generation. Altro punto debole consiste nella, strano a dirsi, troppa aderenza alla trama originale: ben venga un titolo che sfrutti un nesso narrativo degno di questo nome, ma è assurdo vincere alcuni incontri per poi constatare che siamo stati sconfitti. Veramente assurdo.

In definitiva Dragon Ball BT 2 si dimostra un buon gioco, che sa sfruttare a dovere una grossa licenza, riuscendo nel difficile connubio di accontentare pubblico e critica. Tanto per darvi qualche numero in meno di tre mesi ha venduto quasi 90.000 copie nel solo Giappone, ponendosi al settimo posto dei titoli più venduti per la suddetta console. Per ulteriori informazioni vi rimando ad una futura, ipotetica, recensione.