La Storia Segreta di Stewie Griffin

Tricia Takanawa: Signor West, vorrebbe dire qualche parola ai nostri telespettatori?
Adam West: Scatola, tostapane, alluminio, sciroppo d’acero; no, questa me la rimangio, faccia conto che io non l’abbia detta.

Alla fine l’ho trovato e l’ho pure guardato: La storia segreta di Stewie Griffin, è l’ennesimo acquisto uscito dalla mia Wish List (il cui titolo, per esteso, sarebbe I Griffin presantano La storia segreta di Stewie Griffin Inedita, Oltraggiosa, Senza Censure!). Il primo film de I Griffin, destinato però al solo mercato video, non è altro che un “episodione” nel pieno stile della serie animata, le cui sole differenze sono la durata (un’ora e mezza) e un filo narrativo leggermente più importante del solito. Se infatti oltre un anno fa scrivevo che le storie raccontate sono spesso paradossali e servono come collegamento per effettuare vari flash-back, il vero fulcro della serie, in quest’ultima produzione le gag dal sapore citazionistico rimangono, ma la durata prolungata ha lasciato tanto spazio anche alla trama. Quest’ultima, particolarmente incline nell’evolversi nei modi più disparati, vede principalmente il piccolo di casa Griffin, Stewie, alla ricerca di quello che pare essere il suo vero padre; in realtà questa porzione della storia non è poi così predominante rispetto alla parte precedente (ovvero come il piccolo decide di mettersi alla ricerca del presunto genitore) e a quella successiva (esilarante, ma piena di spoiler per chi non si è ancora gustato il film), a cui si aggiungono gli spezzoni prima dell’inizio e dopo la fine, dove l’inviata del caso ci mostra la prémiere del film e le prime impressioni, intervistando direttamente i protagonisti.
A deludere sono invece i contenuti speciali, che seppure non siano da buttare (è possibile anche vedere il film nelle varie fasi di animazioni), potevano essere realizzati in maggiore quantità. Scomodo anche il 4:3, ma d’altronde, essendo parte di una serie tv, non potevamo aspettarci altrimenti.
Nel complesso il film è ben oltre la sufficienza, oltremodo apprezzabile da chi segue (o seguiva, visto il disinteresse di Italia1) la serie televisiva, poco consigliato a chi non è mai piaciuto questo tipo di comicità. E a tutti coloro per cui animazione significa bambini, visto che il target a cui si riferisce questo prodotto è ben altro.

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