X Factor: seconda puntata

La seconda serata. Nuovo prime time per X Factor, ricco di colpi di scena, comprese le eliminazioni di Vittoria e Luna, due pezzi da novanta bruciati fin da ora. Non ha trattenuto la rabbia per questo Mara Maionchi che si è lasciata sfuggire un vaffa di troppo. Memorabile pure il botta e risposta con Francesco Facchinetti (Maionchi: Non è proprio il caso che parli Facchinetti: Comunque io comunque ti ritengo una grande professionista per tutto quello che hai fatto Mara: Chissenefrega!), che consacra definitivamente la giurata come la vera star del programma. Tutto il video lo trovate qua. Nel complesso, X Factor tiene bene anche nella seconda puntata: buono il ritmo, piuttosto riuscite le fasi più “leggere” (con il picco di Mauro il poeta cimiteriale), rimane però sempre troppo lunga la durata.

Palinsesto. Quella andata in onda ieri era l’ultima puntata programmata per il Lunedì: dalla prossima settimana infatti X Factor andrà in onda il Martedì, sempre su RaiDue, sempre alle 21.05, per evitare la concorrenza del Grande Fratello, che conta anch’esso su un target giovane; peccato che da ora in avanti dovrà vedersela con Carabinieri e le fiction acchiappa-ascolti di RaiUno…

Ascolti. Dopo i deludenti risultati di sette giorni fa (1.978.000 di spettatori e 9,35% di share), X-Factor sale, leggermente, a 2.077.000 e 9,91%: non tutto è perduto e forse la nuova collocazione potrebbe salvare il programma dal flop. Speriamo.

Vittoria (16-24) e Luna (16-24), eliminate della settimana
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Amadeus può (finalmente) darsi all’ippica

Amadeus aveva dichiarato proprio ieri la volontà di ritirarsi dalla tv nel caso Canta e Vinci!, il nuovo programma musicale di Italia1, avesse floppato di nuovo. E i risultati arrivati stamattina non sono stati certo incoraggianti: 2.143.000 spettatori per uno share del 8,09%, un vero e proprio colpo basso per il conduttore che appena tre mesi fa, con la puntata pilota, aveva totalizzato quasi cinque punti in più (12,90% con 2.899.000 spettatori).
Nell’intervista a Il Giornale aveva dichiarato:

E dopo due anni a Mediaset dove ho presentato solo due programmi, questo è un momento di svolta, se va bene tutti contenti, sennò mi do all’ippica! Magari decido che è arrivato il momento di dedicarmi completamente alla mia passione: i cavalli.

Effettivamente il suo ritorno a Mediaset (ci aveva già lavorato dal ’93 al ’99) non è stato dei migliori: dopo i successi dei preserali su RaiUno, su Canale 5 aveva raccolto miseri risultati sia con Formula segreta che con 1 contro 100. L’ennesima prestazione deludente non sarà certo ben gradita da Mediaset: se le altre nove puntate previste non miglioreranno, è davvero probabile che il conduttore emigri verso altri lidi, non necessariamente televisivi.

Touch! Generation senza confini.

 

Bisogna premettere che gran parte del successo che il Nintendo DS ha avuto e sta avendo (ne parlavo qui) è dovuto al particolare approccio che Nintendo stessa ha instaurato con quelle fascie di consumatori che hanno avuto poco a che fare con i videogiochi: una questione prevalentemente commerciale (e pure un po’ utopica), si è concretizzata invece nella collana Touch! Generation. I titoli appartenenti a questa categoria avrebbe dovuto, almeno inizialmente, essere tutti quelli che non avrebbero potuto nascere su una console differente: mi riferisco prevalentemente a Nintendogs (per l’uso massiccio di touch-screen e microfono), Brain Training (l’immediatezza è data soprattutto dalla possibilità di scrivere come nella realtà) e Electroplankton (che tenta di essere un visionario strumento musicale a base di pennino e voce). Con il tempo, e l’enorme successo, si sono poi resi conto che tutti questi giochi non appartenevano a nessuna categoria precedentemente creata e il termine Touch Generation è passato ad indicare tutto ciò che non è ben inquadrato secondo i classici canoni videoludici: secondo il sito ufficiale, ad oggi sono 25 i titoli DS e addirittura 6 per il Wii (che, secondo la prima concezione, poco avrebbe a che vedere con la TG)!

A mio parere, una buona parte dei giochi inseriti in questa collana hanno lo scopo di “traghettare” l’utenza dai giochi più originali a quelli più tradizionali: effettivamente, comprarsi un DS per il solo Brain Training non è molto conveniente. La definizione stessa di Touch Generation («una raccolta di titoli per la console Wii e per la console portatile Nintendo DS che offre una varietà di modi unici e accessibili di giocare», dal sito touchgenerations.com) dovrebbe escludere giochi come Picross DS, Animal Crossing, Tetris DS, Harvest Moon DS e Phoenix Wright Ace Attorney e il sequel Justice for All, tutti precedentemente usciti su altre console con risultati altrettanto ottimi.

Una variante di Picross era già uscita su console Nintendo: all’epoca, intorno al 1995, si chiamava Mario’s Picross e riproponeva, su SNES e GameBoy, il medesimo concept accattivante: colorare determinate celle in base ai numeri scritti ai margini di esse. Difficile a spiegarsi, facile a farsi.

Animal Crossing è invece il MORPG di casa Nintendo: impersonando un giovane personaggio, dovremo vivere la nostra vita in un villaggio di animaletti antropomorfi; decisamente divertente, ma non una novità: c’era già su Nintendo64 e GameCube. Il boom, però, l’ha fatto su DS.

Non ha bisogno di presentazioni Tetris: uno dei puzzle games più accattivanti di sempre e uno dei videogiochi più celebri di sempre. Centinaia le versioni di esse, una (piuttosto completa e dedicata alle vecchie glorie Nintendo) su DS.

Anche Harvest Moon, sebbene non sia una saga celeberrima, è una realtà piuttosto consolidata: ben 23 le diverse versioni a partire dal 1997, di cui ben 7 per DS. In Italia invece c’è solo il primo (e il più scadente), Harvest Moon DS.

Per Phoenix Wright: Ace Attorney la spiegazione è invece un po’ più lunga: nei prossimi giorni un bel post farà luce su questa saga tanto apprezzato quando sconosciuta. E soprattutto, come la Touch! Generation insegna, adatta a tutti.

Tre anni di Nintendo DS

Sono perfettamente consapevole del fatto che festeggiare l’anniversario dell’entrata in commercio di un prodotto sia assurdo. Eppure è bello ricordare che sono passati tre anni dall’11 Marzo 2005, debutto ufficiale del Nintendo DS in Italia e nel resto dell’Europa. In questi trentasei mesi sono successe tante cose e, relativamente al mondo videoludico, questa console ha saputo toccare vette inaspettate: sembrava dovesse segnare la fine della Nintendo, invece adesso sta per diventare la macchina da gioco più venduta di tutti i tempi.

X-Factor: la prima puntata

X-Factor è cominciato. In quasi due milioni hanno seguito la prima serata (contro i cinque affezionati del Grande Fratello) che ha presentato i quindici candidati alla vittoria e ne ha già esclusi tre (Adriano, le Cherries e Maria Teresa). Nonostante i risultati, lo show è stato decisamente interessante; i timori di ieri sono stati confermati solo in parte: Francesco Facchinetti è piuttosto inadeguato al suo ruolo, ma il format è tale che alla fine il personaggio che ha minore importanza è proprio il conduttore. Protagonisti indiscussi sono invece i tre giurati: Simona Ventura, poco qualificata dal punto di vista musicale ma adatta al contesto (meglio in questa veste che in quella di conduttrice urlante), Morgan, adeguato nel ruolo di tutor musicale, e Mara Maionchi, il Personaggio con la P maiuscola del programma. Buona la preparazione dei ragazzi, sensato il risultato del televoto e le eliminazioni, bella pure l’atmosfera da evento che si era creata in studio, merito soprattutto dell’interminabile anteprima; da rivedere invece la durata del programma: decisamente troppo lungo nonostante i ritmi non siano stati molto lenti. Nel complesso X-Factor versione italiana si rivela alle altezze delle aspettative; peccato solo che gli ascolti, deludenti, non fanno prevedere niente di buono.

X-Factor, non toglieteci la speranza

Comincia stasera X-Factor, il talent show che si propone di scoprire una nuova stella del firmamento musicale. Grande successo all’estero e apprezzato pure dalla critica (l’ultima edizione inglese ha visto trionfare Leona Lewis, affermata ormai anche da noi), tenta adesso di ripetere la formula anche in Italia: nonostante gli illustri precedenti (i poco entusiasmanti Superstar e Operazione Trionfo), X-Factor ha tutti i numeri in regola per funzionare. In realtà il condizionale sarebbe d’obbligo viste le premesse non molto confortanti, a partire dalla conduzione (Francesco Facchinetti, mandato allo sbaraglio dalla Ventura) e dall’onnipresenza della stessa Simona, che, pur avendo rinunciato al ruolo di conduttrice, si è riciclata in quello di giurata. E pare che anche i concorrenti non siano nuovi a questo mondo.

Manga: Naruto il mito 28

Come Death Note, anche Naruto è uno dei prodotti giapponesi di maggior spessore: sia il manga che l’anime (entrambi in prosecuzione sia in Giappone che naturalmente in Italia) hanno ricevuto e stanno ricevendo grandissimo successo in tutto il mondo. Merito di questo successo è certamente imputabile alla giusta alchimia di generi: tanta azione assieme ad una componente tattica (e riflessiva) e a qualche risata; insomma, Naruto sta qualche spanna sopra a Dragon Ball, paragone obbligato visto il successo e l’orientamento shonen comune ad entrambi. Il grande successo in Italia è arrivato con la trasmissione della serie animata (da Settembre 2006 su Italia1, tuttora in onda) e la nuova edizione del manga, Naruto il Mito, inizialmente addirittura quindicinale, da questo mese bimestrale. Tante altre informazioni sia sulla versione cartacea che sulla serie animata sono nel Portale di Naruto su Wikipedia.

Una sorta di nuovo inizio per Naruto? Il volume 28 (uscito il 6 Marzo per l’edizione Il Mito, parecchi mesi fa per la prima) è ambientato due anni e mezzo dopo le vicende narrate nei primi ventisette numeri: partito Sasuke e fallita la missione di Shikamaru, avevamo lasciato i ninja del Villaggio della Foglia (e dei nuovi alleati della Sabbia) alle prese con la nuova vita quotidiana. Si prospettava invece una nuova vita per Naruto e Sakura, entrambi alle prese con nuovi allenamenti: il primo in pellegrinaggio assieme a Jiraya, la seconda alle prese con l’arte medica insieme al nuovo hokage Tsunade. Le nuove vicende si aprono proprio con il ritorno di Naruto al villaggio natale e l’incontro con i vecchi amici e le tante novità: il nuovo Gruppo Sette (composto da Naruto stesso, Sakura e Kakashi), la promozione a chunin dei vari ninja della Foglia e l’elezione a Kazekage di Gaara. La nuova routine viene però immediatamente interrotta da ALBA, l’organizzazione dei vari ninja traditori, che attacca il Villaggio della Sabbia per rapirne lo stesso Kage…

  • NARUTO Il Mito 28 (Masashi Kishimoto)
    Planet Manga – € 3.90 – 06/03/2008 – 11×17 – 192 pp