Ruggeri contro il Web, il Web contro Ruggeri

Ne hanno parlato in parecchi sulla blogosfera, ma anch’io voglio dare il mio piccolo contributo nella “lotta” contro Enrico Ruggeri: in un’intervista di oggi sul Corriere per promuovere il suo ultimo disco, ha lanciato dure accuse alla tecnologia e soprattutto su internet. In particolare, relativamente alla sua canzone «Il giorno del black-out», che inneggia proprio ad un cortocircuito generale, dice:

La canzone parte dalla considerazione che in questo mondo stai a chattare con uno che sta a Canberra, ma non sai nulla della vita di chi vive sopra di te e di cui senti i passi ogni giorno […] Immagino un mondo fantastico dove tutto si spegne e si torna a parlare. Da bambino mi ricordo che si andava dal vicino di pianerottolo e si trovava la porta aperta. Non capiterà mai, ma è bello scriverci un brano.

Inutile dire che le accuse lanciate dal cantautore non hanno basi molto solide: il Web non è l’origine di tutti i mali, tanto meno le chat (e il fatto stesso che le citi quasi come sinonimo di internet la dice lunga sulla sua competenza), e i cattivi rapporti con il vicinato non ne sono certo la conseguenza! Se poi a dire queste parole è un cantautore prestato alla TV (il suo «Bivio» è lentamente sprofondato nel trash), le dichiarazioni perdono ancor più di significato…