Redditi online: sì o no?

Premetto che la questione dei reditti disponibili online è una delle più delicate (e spinose) degli ultimi tempi: il limite tra intelligente mezzo contro l’evasione e violazione della privacy (con tutte le conseguenze del caso) è decisamente labile e sopratutto strettamente personale. Per qualcuno sarà una bella iniziativa, per altri una mossa grave e irrispettosa, eppure non si può certo decidere di pubblicare i dati solo di qualcuno: personalmente non so cosa pensare; a livello teorico l’idea è geniale, sul piano pratico l’idea di essere adocchiato da qualche banda di rapinatori non mi entusiasma poi molto. Certo è che una ventata di verità è proprio quello che ci voleva (e ci vorrebbe): le poche ore in cui i dati sono stati disponibili sono state sufficienti a sollevare un polverone di dimensioni colossali e tutti quei furbetti – passatemi il termine un po’ inflazionato – soliti a truccare il loro conto in banca hanno passato perlomeno un brutto quarto d’ora. Almeno quello…

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3 thoughts on “Redditi online: sì o no?

  1. Non ho ancora deciso come pormi nei confronti di questa faccenda: oscillo fra pro e contro. Dapprima ho pensato “Stavolta l’hanno combinata grossa”, poi “Però è così che si attua la lotta all’evasione”, in seguito “Questi dati faranno mooooolto comodo alla malavita”, poi ancora “Ma figurati se i delinquenti non hanno modi ancora più attendibili per individuare le loro vittime”, e dopo “Sì, vabbe’, ma servirgli quelle informazioni su un piatto d’argento…”, infine “In fondo la legge italiana lo ammette, e in Finlandia addirittura basta un sms per ficcare il naso nelle tasche del vicino”. Anche se dal sondaggio di Repubblica.it risulta che 2/3 dei visitatori sono favorevoli alla divulgazione, temo che il governo uscente abbia scelto il modo migliore per non farsi rimpiangere dall’italiano medio. Io gli elenchi li ho scaricati da eMule (sono o non sono una curiosona? 😉 ), e con una certa sorpresa ho scoperto di esserci anch’io… con reddito zero, ovviamente!

  2. Maxxeo sempre alla cresta dell’onda e pronto a seguire la tendenza per far salire le visite eh?!?
    Comunque a me non è che interessi molto, mi sorprendo soltanto che con tutto il reddito che ha dichiarato Grillo (si parla di milioni di euro) non so come si permetta di andare nelle piazze a imporci di diminuire i consumi ecc. ecc. mentre lui è il primo a marciare in queste stronzate prendendo pure soldi. (scusate lo sfogo, ma tipi che fregano la gente come Grillo per scopi commerciali non mi stanno a cuore, lui e i suoi vaffa day dellla minchia…)
    Quindi se da un lato sono sfavorevole alla messa online di dati privati, molto appetitibili per eventuali furti, da un lato sono favorevolo allo smascheramento di redditi assurdi di certe celebrità.

  3. @Gwendalyne:
    Effettivamente è stato un mezzo passo falso per il governo uscente, soprattutto prevedendo quanto verrà strumentalizzato da quello attuale… 😦
    @Gossipsta
    A dire la verità, più passano i giorni e meno l’argomento tira, anche se continua a destare parecchia attenzione… indipendentemente da tutto, mi premeva scriverne un post a riguardo (se poi si unisce l’utile al dilettevole… ;)).
    Sono abbastanza d’accordo pure su Grillo, anche se nel periodo a cui risalgono i dati (2005), non era ancora diventato quello che è ora…

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