Liberpool, la semi-reunion dei Lunapop

Ve li ricordate i Lunapop, vero? Esplosero nel 1999 con 50 Special e rimasero in vetta a tutte le classifiche con il loro primo (e unico) album per altri tre anni, fino allo scoglimento della band: l’unico a non affondare fu Cesare Cremonini che cominciò, assieme al collega Ballo, una brillante (o perlomeno più interessante) carriera da solista. Fino ad oggi degli altri non era rimasta alcuna traccia. Ma, tremate tremate, i Lunapop son tornati. Sotto mentite spoglie – si fanno chiamare Liberpool – e con metà componenti – gli “storici” Alessandro De Simone e Gabriele Galassi assieme alla new entry Andrea Capoti – hanno già inciso un singolo estivo, Onde Radio, accompagnato da un videoclip che ammicca chiaramente ad un certo pubblico (i protagonisti sono Federico Costantini e Federica Capuano di Amici). Passano gli anni, ma non cambia il sound: se almeno Cremonini ha saputo maturare un po’, quel che resta dei vecchi Lunapop è la solita leggerezza – inconsistenza? – di testi e musiche, ma senza quell'”appeal” (se così si può definire) da tormentone. Loro la definiscono una canzone che parla d’estate, delle esperienze magiche della vita che si incrocia con la musica. Ma anche dell’amore. Insomma tutti sentimenti in cui tutti si possono immedesimarsi [cit.]. Che aggiungere? Gli anni passano per tutti e, se questa è la presunta maturazione in 10 anni di silenzio, il futuro di questi Liberpool è ancora più incerto dei predecessori.

Mediaset contro YouTube, follia italiana (e spagnola)

Non c’è limite al peggio: Mediaset ha citato in giudizio YouTube per appena 500 milioni di Euro. Ovviamente il motivo del contenzioso sarebbero i mancati diritti di trasmissione del sito web: dopo VCast, dopo aver fatto chiudere Nemici di Maria, il Biscione tenta pure l’attacco al colosso di Google. E, considerato l’esito dell’analogo processo fatto da TeleCinco (sempre sotto l’ala del biscione), con tutta probabilità sarà Mediaset a spuntarla.
Addirittura i legali del network televisivo hanno messo mano alle calcolatrici per quantificare il danno: sarebbero 315.672 i giorni di visione persi. Praticamente mille anni in meno di Rete 4, Canale 5 e Italia 1. Mica male.

Andando controcorrente, spererei in una vittoria di Mediaset. Magari senza che Google debba pagare una cifra del genere,  ma sarebbe interessante ripulire YouTube da tutti i filmati del Biscione e vedere le conseguenze sugli ascolti della prossima stagione. Vedere collassare Amici. O impedire a Studio Aperto di riciclare i video proprio di YouTube. Sarebbe la giusta punizione per chi non crede (o finge di non credere) nell’importanza di questi servizi.

Diamond Weblogs + Brillante Weblog 2008

Ironia della sorte: nell’arco di una settimana mi sono arrivati ben due meme. Il primo è stato del Gossipsta: lui mi ha infatti citato nei suoi Diamond Weblogs (in cambio di un cospicuo assegno, ovvio), ovvero la lista dei suoi blog preferiti.

Gli argomenti affrontati sono sempre i più svariati e recenti, un modo per tenerti aggiornato sulle novità catturando il tuo interesse ;-) .

Pochi giorni dopo Emanuele mi ha segnalato, con grande onore, al concorso Brillante Weblog 2008 che – cito testualmente – viene assegnato a siti/blog che si distinguono per la loro brillantezza sia nei contenuti che nella grafica. La motivazione è la seguente (sono vanitoso, lo so, ma sono veramente contento):

Giovanissimo blogger ricco di grande senso dell’umorismo, che analizza con ironia e buono spirtio critico i fatterelli della nostra Tv (e dintorni).

Per entrambi i concorsi è necessario linkare altri sette blog meritevoli, che a loro volta dovrebbero rispondere al meme. Spero non si arrabbi nessuno se unisco le due liste in un’unica selezione dei Magnifici 7:

  1. DaveBlog Un’istituzione. Uno dei migliori blog italiani (e uno dei più sottovalutati). Ovviamente non ricambierà il meme, ma va citato.
  2. Dove c’è musica Uno dei pochi blog riguardo alla musica attento alle ultimissime novità (anche quelle più mainstream) e sempre interessante. Altrettanto valido è il suo C’è tutto un mondo intorno.
  3. Gossip Style Un blog fresco, piacevole da leggere, che riesce a rendere interessanti anche l’ennesimo ricovero della Britney. E poi è la mente dietro ai riuscitissimi WordPress Blog Awards.
  4. Io, Ani & bon Sono un lurker assiduo di questo blog: non ho mai commentato, eppure lo leggo da una vita. Ma non chiedetemi il perchè, forse è solo un complesso di inferiorità.
  5. Kawaii Gazette Vado controcorrente e segnalo un curatissimo blog che è tornato attivo da pochissimi giorni: Kawaii Gazette è dedicato al Giappone, al suo merchandasing e, ovviamente, a tutto ciò che è kawaii.
  6. La Curiosona La leggo dai tempi di Splinder: è incredibile come riesca a trasformare in post interessanti qualsiasi argomento. Sotto sotto, la invidio da morire.
  7. Nerd Landia Anche lui non risponderà al meme perchè giustamente è uno strip blog (no, non fa spogliarelli) e deve limitarsi a fare quei post. Eppure devo premiare la genialità di uno dei web comic più simpatici del web.

I fantastici 7 sono in rigoroso ordine alfabetico e sono frutto di scelte anche dolorose: ho inserito solo i blog che seguo da tempo (sono tantissimi quelli di qualità che ho scoperto nelle ultime settimane) e che hanno in qualche modo influenzato l’evoluzione del blog. Lascio totale libertà ai sette selezionati di scegliersi il titolo che più gli piace (Diamond Weblogs, Brillante Weblog 08 o entrambi) e soprattutto di ignorare questo meme: anche se non risponderete, nessuna maledizione cadrà su di voi e la vostra vita sentimentale non subirà alcuna modifica. 😛

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Del Noce’s Angels!

Quando lo spirito del blogger prevale su tutto: nelle ultime settimane ho seguito tutti le quattro puntate delle Del Noce’s Angels. Per chi non lo sapesse, le quattro donzelle in questione (nella foto sopra assieme a Del Noce) sono le giovani promesse della conduzione italiana che hanno condotto quattro format sperimentali nel sabato sera di Rai Uno. Una vera e propria selezione per i programmi (e le conduttrici) da promuovere in periodo di garanzia. Continua a leggere

Ugly Betty, un ottimo tappabuchi estivo

Sembra quasi che Mediaset abbia un certo risentimento verso le serie televisive americane, tanto riesce a trasformare ogni successo internazionale in clamorosi flop italiani. È il caso di Heroes (lanciato in un periodo sbagliatissimo e con assurdi spostamenti nel palinsesto), è il caso dei Tudors (già due volte sul digitale terrestre di Mya, con il debutto su Canale 5 cancellato a poche ore dalla messa in onda per lasciare spazio alla puntata fantasma di Matrix con Berlusconi e la recente decisione folle di trasmettere 3 puntate a sera per finire le trasmissioni il prima possibile) ed è anche il caso di Ugly Betty. Il telefilm in questione è infatti stato retrocesso alla Domenica (fin da oggi!) in seconda serata, senza alcuno spot che ne facesse menzione. Il motivo? I bassi numeri fatti registrare nella puntata di Martedì passato (intorno all’8% di share), un appuntamento del tutto inaspettato, visto che la seconda serie fino alla scorsa settimana è sempre andata in onda di Mercoledì. Continua a leggere

Firmino: le avventure di un parassita metropolitano

Quando ho messo per la prima volta le mani su Firmino non immaginavo che fosse un best seller internazionale, tanto meno sapevo delle accuse di plagio. Anzi, con quel suo aspetto, poco spesso, copertina essenziale, sembrava proprio un libro di nicchia, magari pure un piccolo cult, ma pur sempre orientato verso una tanto precisa quanto ristretta cerchia di lettori. E invece no, con le avventure del topo Firmino, Sam Savage, alla non proprio tenera età di 68 anni, è diventando la nuova “promessa” della scrittura internazionale. Mica male. Continua a leggere

dARI: quanto walgono?

Questi dARI mi incuriosiscono molto: presentati come la next best thing italiana, figli del web (il contratto con la EMI è arrivato grazie ad un video su YouTube fatto da una loro fan conosciuta su MySpace) e con un già nutrito gruppo di fan, hanno raggiunto l’apice del – loro – successo con una canzoncina come wALE TANTO wALE; loro la definiscono emotronik, ma di fatto è un brano assolutamente privo di senso, un’accozzaglia di suoni (rumori?) e parole random. Fin troppo assurda per essere vera, per essere seria. E altrettanto esasperata è la loro scrittura, con le v sostituite dalle w e il capslock perennemente inserito (pRATICAMENTE SCRIWONO COSÌ), molto sms friendly, uno stile subito adottato dalle nuove karampane. Ancora non ho capito se i dARI abbiano messo in scena un’intelligente (o perlomeno azzeccata) critica o se davvero credano nella validità della loro hit. A sentirli su AllMusic (intervistati oggi alla Classifica Ufficiale Di) sembrano tutt’altro che sprovveduti, ma alla fatidica domanda – “Davvero parlate così?” – non hanno saputo andare oltre un diplomatico “Mah… È tutto un pò amplificato…”. Dove starà la verità?

ChiAraMente

E’ uscito il 18 Giugno ChiARAMente, il primo album degli Aram Quartet, ma ne parlo solo ora. Questi due giorni sono stati necessari per sentire, ascoltare e comprendere i dieci brani che compongono questo breve cd: nove tra le cover presentate a X Factor ed un unico inedito, Chi (Who), prodotto dalla mente di Morgan ma bocciato dalla Sony. Partendo proprio dal talent show che li ha lanciati, è necessario abbandonare ogni preconcetto relativa alla loro origine televisiva: il programma musicale è servito solo a far avere più visibilità ai quattro, che non hanno assolutamente realizzato un prodotto commerciale “per forza”. E infatti ricalca più o meno fedelmente lo stesso percorso fatto con Morgan e Gaudi, lontano dalle scelte “gigione” (per dirlo alla Ventura) che hanno seguito altri concorrenti.
L’album comincia con il coro già sentito in Chi, ma in questo caso fa da introduzione a Pinball Wizard, brano dei Who, di forte impatto. Segue poi Se Bruciasse la Città, un’atmosfera d’annata, lontana sia dal brano precedente che dalla splendida Walk On The Wild Side: sebbene privati dell’energia che li contraddistingue, gli Aram dimostrano di cavarsela altrettanto bene (se non meglio)in un ambito decisamente più intimo. Bohemian Rapsody è invece l’unico pezzo in versione ridotta: un minuto e trenta del capolavoro dei Queen che ha, in qualche modo, battezzato l’avventura televisiva e musicale degli quattro salentini. Convince meno Un’Emozione da Poco, non tanto per la qualità dell’interpretazione (che si attesta sulla media del disco), quanto piuttosto per l’assenza del piccolo mix con Alba Chiara eseguito a X Factor: un piccolo tocco di classe e una velata critica all’uso poco fantasioso delle sette note. The Logical Song è invece l’ennesima hit inglese: anche a quattro voci si fa ben volere. Della celeberrima Per Elisa, ultima cover italiana dell’album nonché singolo ufficiale, si è invece già detto molto: l’arrangiamento è più lento (e anche meno originale) rispetto all’esibizione sul palco di X Factor e la traccia è la stessa inclusa nella compilation, ma rimane comunque uno di loro cavalli di battaglia, almeno senza considerarne il videoclip (da evitare come la peste). Segue Under Pressure, frutto di Bowie e Mercury, in una chiave molto Queen. Ultima cover in programma è la scoppiettante Is There Something I Should Know: interpretata con la grinta giusta, è l’ennesimo colpo andato a segno. Chiude il primo lavoro degli Aram la contestatissima Chi (Who), unico inedito, che si è attirato le critiche di non pochi, tra chi la definisce difficile, poco orecchiabile o semplicemente brutta. Io la penso all’opposto: il testo è interessante – ma anche piuttosto facile – e il ritornello è piuttosto ipnotico. Se solo la Sony BMG avesse creduto un pò di più in questo singolo (che, tra l’altro, è arrivato settantesimo nella classifica europea) promuovendolo come quello di una Giusy Ferreri qualsiasi, avremmo avuto un potenziale tormentone.

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Rai 4: Di tutto di più

Ebbene sì, parte stasera uno dei progetti più interessanti di Mamma Rai: Rai 4 comincerà le sue trasmissioni stasera. Nelle intenzioni del direttore, Carlo Freccero, il nuovo canale punterà al target 15-35, decisamente più giovane di quanto non lo sia quello degli altri tre generalisti: gli ingredienti principali saranno film e telefilm cult, internet e backstage dei reality. Wow. Di solito questi progetti nascono, crescono, ma soprattutto muiono nell’indifferenza totale. E qualcuno dovrà pure spiegare la differenza tra la defunta Rai Futura e questa Rai 4, a parte il voler trasmetterlo solo su Digitale Terrestre, oltretutto sul Mux A, che copre meno del 70% dei capoluoghi di provincia. E parlo solo di capoluoghi, quindi nessuna garanzia per chi abita in altre città, paesi o frazioni circostanti, eh.

WiiFit, eBay is the way?

Ci son cascato. Ho comprato WiiFit. La strategia di Nintendo ha funzionato: il prezzo alto, le scorte perennemente in sold-out e i rifornimenti random mi hanno incuriosito; il trovare una confezione sola soletta, appena arrivata in negozio, a quasi 10€ in meno del prezzo ufficiale mi ha convinto a prenderlo. Che poi si sta rivelando ben sopra le mie aspettative: è divertente, è rivoluzionario e forse (sottolineo il forse, è ancora presto per i primi risultati, eh!) funziona pure. Eppure, a stupirmi più di tutto è il prezzo che raggiunge su eBay: nuovo e sigilato a 134,90 €, quasi il doppio del normale. La domanda è d’obbligo, avrei dovuto rivenderlo per guadagnarci più di 50 Eurozzi?