Is the world ready for this?

La vicenda che ha scosso il mondo, raccogliendo stupore, consenso e dissenzio, è giunta al termine: Thomas Batie ha partorito. Nel caso ignoraste il nome in questione, vi basti sapere che è il celebre “uomo incinto” (in realtà donna fino a 10 anni fa), diventato fenomeno mediatico dopo la pubblicazione delle sue foto con barba e pancione ed un’ecografia realizzata in diretta televisiva; “Is the world ready for this?”, questo il titolo dello special, è stato condotto addirittura da Oprah Winfrey: segno dell’enorme interesse suscitato nell’opinione pubblica.
Una cosa del genere sarebbe potuta accadere nel nostro Paese? Sinceramente ne dubito, ma forse sarebbe stato meglio. Non tanto per l’immoralità (?) del principio “un uomo partorisce”, ma per il giro d’affari che si è creata dietro la piccola neonata: insomma, servizi fotografici, apparizioni televisive e future esclusive hanno un costo. E sinceramente non è bello dare un prezzo alla necessità umana di avere un figlio.

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Fenomenologie del trasporto pubblico

Stavo pensando: possibile che gli orari degli autobus siano sincronizzati con le condizioni climatiche? Possibile che se la temperatura sfiora i 40 gradi, il sole batte forte e non c’è un briciolo d’ombra nell’arco di venti chilometri, il pullman abbia almeno 10 minuti di ritardo? Possibile che se piove, piove forte, l’unico riparo é già occupato da decine di persone (che usano i mezzi pubblici solo quando piove, eh), il pullman abbia almeno 10 minuti di ritardo? Possibile che se fuori non fa né troppo caldo né troppo freddo, un leggero venticello rende l’aria respirabile, il pullman arriva in perfetto orario con la sua maledetta aria condizionata a temperature artiche? Parliamone…