X Factor @ Montignoso

Tempo d’estate, tempo di concerti: e, degna conclusione del percorso fatto in questi mesi, non potevo mancare uno spettacolo (non troppo ufficiale) di X Factor. Riuniti sullo stesso palco Tony, Ilaria, Giusy Ferreri e Aram Quartet per quasi due ore di esibizioni rigorosamente live (e ci mancherebbe).
Vi risparmierò la cronaca del viaggio e dell’attesa spasmodica per l’apertura dei cancelli (alle 18, no alle 18:30) avvenuta poi alle 19:30, impedendoci di guardare le prove; non accennerò al grigio pullman contente Aram e Giusy che ha sbagliato strada un paio di volte, passando davanti a noi ignari di tutto; non vi parlerò degli artisti che hanno aperto il concerto, tra cui la dodicenne che ha cantato Essere una donna (“non vuol dire riempire una minigonna”, ma probabilmente stare su tacchi 12 a quell’età sì) e quella che di anni ne aveva 10 anni e ballava e cantava al ritmo di Mercy.

Ad aprire la serata (quella vera) è stato piuttosto Tony, tutto sommato bravo: per essere quello che con quella faccia lì puoi cantare tutto se l’è cavata decisamente bene. Parte con le versioni ridotte di No one (con qualche improbabile strofa in italiano), Destinazione Paradiso (così e così) e Master Blaster (decisamente più movimentata delle altre – non che ci volesse molto – e cantata pure bene). Nella seconda sessione va con Mi togli il respiro: la canzone è inconsistente però si fa canticchiare da tutto il pubblico.

A seguire Ilaria: lei è brava, per carità, però è poco incisiva; la voce c’è, ma spesso manca la canzone giusta. E infatti finchè canta Snow on the Sahara e la sua Il contatto lascia un po’ interdetti, per fortuna si riprende con Let it be, che oltretutto suona pure al piano. Decisamente più coinvolgente Suono naturale, su cui mi sono già espresso in termini positivi, e Oceano: l’avrà pure cantata migliaia di volte, però live ha una marcia in più. Nel complesso, se l’è cavata discretamente.

Più energia per l’entrata di Giusy Ferreri che, malgrado la mia avversità, ha fatto un’esibizione convincente: Ma che freddo fa l’hanno cantata un po’ tutti (meno che io, che nemmeno la conoscevo :P), così come Remedios. Alla fine della serata ha interpretato pure Non ti scordar mai di me: bisogna dire che la differenza fra versione registrata e live non è molta, quindi è stata decisamente brava, eppure a me continua a non piacere. E per non cadere nel gossip spicciolo, non commenterò neppure la discutibile giacca di pelle rossa che aveva.

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