Britney Spears è stonata? Incredibile…

Se sai cantare fai il cantante. Se sai scrivere fai lo scrittore (anche di canzoni). Se sai ballare fai il ballerino. Se non sai fare niente di queste cose, sei Britney Spears. O una delle sue seguaci. Il video, relativamente recente, che mostra le reali doti canore della cantante non è certo inaspettato: sarà pure un fake, ma esprime alla perfezione il concetto sopra. Che senso ha cantare “live” quando i tecnici del suono stanno rielaborando in tempo reale il tuo cantato? Basta solo un po’ di presenza scenica – e ultimamente neppure molta – per diventare una Pop Star mondiale.

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So Weird! #1

[1] Pare essere la moda del momento in Giappone: “allargarsi” gli occhi in stile manga. E parecchie ragazze, proprio per simulare lo stile dei personaggi dei fumetti e cartoni giapponesi, stanno comprando delle lenti a contatto colorate che allargano l’iride e danno appunto l’impressione di avere occhi enormi.

[2] La cara vecchia posta è stata ormai superata dalla più moderna email? Forse, ma soltanto per chi spedisce le classiche lettere: quelli di The Plug hanno infatti pensato di inviare per posta oggetti “non convenzionali”. E persino un CD (ma anche un foglio di carta igenica) è arrivato a destinazione!

[3] Effettivamente l’estate è quasi finita, quindi presto i cubetti di ghiaccio torneranno in soffitta; se però volete rinfrescare quel che resta della bella stagione in maniera originale date un’occhiata ai Tetrice: questi cubetti hanno infatti la forma dei tetramini del celebre Tetris. Peccato siano solo dei prototipi…

[4] I biglietti d’auguri saranno pure divertenti, ma ormai non stupiscono più. E proprio per questo (e anche per gli amanti dell’ecologia) sono nati i Porridge Papers: biglietti d’auguri piantabili. Cosa significa? All’interno della carta sono stati inseriti dei semi: il destinario, una volta letto il biglietto, può quindi metterlo sottoterra e attendere la nascita di un fiore o di una piantina!

Che poi sarebbe pure interessante…

…se si applicasse ovunque: compiti in classe con internet e cellulari disponibili. E’ l’iniziativa di una scuola australiana che permetterà agli allievi, come fosse un quiz televisivo, di consultare la Rete o telefonare per ottenere informazioni utili durante le verifiche. Ma attenzione, i professori parlano chiaro: l’importante è citare le fonti. Copiare, ma con stile.

La caccia ai “Pirati”

Non mi ero mai soffermato sulla questione Pirate Bay, né come lettore né come blogger; oggi però mi è capitata davanti gli occhi una notizia su cui non potevo tacere: tutti i visitatori di The Pirate Bay sono stati schedati. E, attenzione, dico visitatori e non utenti perchè gli indirizzi IP prelevati e salvati sono di tutti quelli che hanno avuto accesso al sito, senza necessariamente aver scaricato qualcosa: hai saputo la notizia e hai cercato il link per pura curiosità? Bene, potresti essere un pirata.
Ma non è finita qui perchè, a quanto pare, tramite un semplice redirect gli indirizzi sono stati inoltrati a Pro Music, che fa capo alla IFPI, un’associazione discografica internazionale (che tra l’altro ha fatto pure questo). Insomma, se sei entrato su The Pirate Bay i tuoi dati personali possono raccolti da un’associazione che rappresenta gli interessi delle case discografiche. Poco importa se hai solo curiosato qua e là o hai scaricato torrent legali.
La Alcei ha già segnalato il tutto al Garante per i Dati Personali, vedremo le conseguenze.

X Factor @ Montignoso

Tempo d’estate, tempo di concerti: e, degna conclusione del percorso fatto in questi mesi, non potevo mancare uno spettacolo (non troppo ufficiale) di X Factor. Riuniti sullo stesso palco Tony, Ilaria, Giusy Ferreri e Aram Quartet per quasi due ore di esibizioni rigorosamente live (e ci mancherebbe).
Vi risparmierò la cronaca del viaggio e dell’attesa spasmodica per l’apertura dei cancelli (alle 18, no alle 18:30) avvenuta poi alle 19:30, impedendoci di guardare le prove; non accennerò al grigio pullman contente Aram e Giusy che ha sbagliato strada un paio di volte, passando davanti a noi ignari di tutto; non vi parlerò degli artisti che hanno aperto il concerto, tra cui la dodicenne che ha cantato Essere una donna (“non vuol dire riempire una minigonna”, ma probabilmente stare su tacchi 12 a quell’età sì) e quella che di anni ne aveva 10 anni e ballava e cantava al ritmo di Mercy.

Ad aprire la serata (quella vera) è stato piuttosto Tony, tutto sommato bravo: per essere quello che con quella faccia lì puoi cantare tutto se l’è cavata decisamente bene. Parte con le versioni ridotte di No one (con qualche improbabile strofa in italiano), Destinazione Paradiso (così e così) e Master Blaster (decisamente più movimentata delle altre – non che ci volesse molto – e cantata pure bene). Nella seconda sessione va con Mi togli il respiro: la canzone è inconsistente però si fa canticchiare da tutto il pubblico.

A seguire Ilaria: lei è brava, per carità, però è poco incisiva; la voce c’è, ma spesso manca la canzone giusta. E infatti finchè canta Snow on the Sahara e la sua Il contatto lascia un po’ interdetti, per fortuna si riprende con Let it be, che oltretutto suona pure al piano. Decisamente più coinvolgente Suono naturale, su cui mi sono già espresso in termini positivi, e Oceano: l’avrà pure cantata migliaia di volte, però live ha una marcia in più. Nel complesso, se l’è cavata discretamente.

Più energia per l’entrata di Giusy Ferreri che, malgrado la mia avversità, ha fatto un’esibizione convincente: Ma che freddo fa l’hanno cantata un po’ tutti (meno che io, che nemmeno la conoscevo :P), così come Remedios. Alla fine della serata ha interpretato pure Non ti scordar mai di me: bisogna dire che la differenza fra versione registrata e live non è molta, quindi è stata decisamente brava, eppure a me continua a non piacere. E per non cadere nel gossip spicciolo, non commenterò neppure la discutibile giacca di pelle rossa che aveva.

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