La famosa nevicata dell’85

Un paio di giorni fa ho comprato un disco. Zero, Bluvertigo, €8,90. Non ne avevo ancora parlato perchè volevo ascoltarlo per bene e buttare giù una recensione: capito che la carriera di recensore (menchemeno musicale) non è il mio forte, posso parlarne in maniera un po’ più “informale” – per quanto il concetto di informalità possa adattarsi ad un blog.

Avevo già accennato ai Bluvertigo, in un post di qualche mese fa:

Non capita tutti i giorni di trovare una band che ti colpisce, che riesce a fare dell’ottima musica e dei testi che ti calzano a pennello.

Andando oltre la questione dei testi, la cosa più impressionante è che Zero è esattamente come l’avrei fatto io. Parto dal package, la cosa forse più inutile in un disco musicale: prevale il bianco, il tutto è molto elegante. Solidi qua e là che fanno tanto manuale di disegno tecnico;  il titolo Zero che scritto speculare condivide la O di Bluvertigo; il sottotitolo, quasi impercettibile, di una genialità disarmante (ovvero la famosa nevicata dell’85, giusto per scervellarsi ad una spiegazione vagamente plausibile). E poi 16 brani, un’infintà per gli standard attuali, oltre un’ora di musica fra cover, brani strumentali e tantissime belle canzoni. Il booklet con i testi di tutte le canzoni. Una serie impressionanti di citazioni e frasi da citare.