Bugiardo

Il bello dell’essere blogger è che, a differenza di giornalisti/recensori/autori, puoi gestirti autonomamente e non rispettare alcun limite, anche autoimposto: era probabilmente per espiare qualche peccato (pure grave, probabilmente) che avevo deciso di scrivere un paio di righe sull’ultimo album di Fabri Fibra, «Bugiardo». Che in realtà è uscito da più di un anno, quindi nessuno sentiva più l’esigenza di una pseudorecensione da parte mia.
Ma, tranquilli, il post non s’ha da fare: il sottoscritto ha retto l’ascolto di ben 7 (sette) tracce, salvo poi crollare all’ottava. Come si fa a considerare musica quella-roba-là? Che poi, per carità, i gusti son gusti, ma già dopo i primi cinque minuti l’istinto è quello di spengere tutto e investire meglio il proprio tempo. Passati all’intro di La Soluzione, l’istinto si concretizza in un passaggio inevitabile: anche se qua e là qualche idea interessante c’è – vedi Andiamo a Sanremo o, volendo, Questo è il nuovo singolo – il tutto è affogato nella ripetitività e ostentata trasgressione tipica del rAp (ma anche no). Si salva giusto In Italia: meglio la versione in duetto con Gianna Nannini, che ha un ritornello decisamente più melodico ed incisivo, rispetto a quella del solo Fibra.
Non voglio essere sentenzioso (ergo non vi dirò di distruggere il CD e farne scempio), ma se già avete apprezzato poco i singoli passati in radio in questi anni, state alla larga da Bugiardo. Per gli altri – e per i masochisti come il sottoscritto – ascoltatelo gratis e legalmente su Deezer.

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