Altro che l’iPhone…

watchlgFotocamera, videochiamate, 3G, lettore mp3, Bluetooth e HDSPA: è o non è il cellulare definitivo? No, non lo è perchè lo schermo è minuscolo e premere i testi sarà un’impresa (a meno che non si abbia meno di 10 anni), però  il concept dell’LG-GD910 è geniale. E, cavolo, io un coso del genere lo vorrei.

Il castello errante di Howl

castelloAmmetto di non aver mai visto opere di Hayao Miyazaki prima di ieri sera: l’occasione della redenzione è stato ovviamente l’eccezionale trasmissione de Il castello errante di Howl su Rai Tre. Eccezionale perchè di animazione nipponica in Italia se ne parla davvero poco, soprattutto in prima serata; eccezionale perchè il Castello Errante è di per se un ottimo lungometraggio. Magari un po’ complicato, non chiarissimo in alcuni passaggi (come sul finale), ma con un’atmosfera magica difficilmente ripetibile; gran parte del merito di ciò va ai personaggi, semplicemente deliziosi: dalla protagonistamone  Sophie che diventa una non troppo adorabile vecchina, alla possente (ma tenerissima) Strega delle Lande, dal simpaticissimo Rapa al de(per modo di dire) Cancer. Tutti ottimamante caratterizzati sia dal punto di vista figurativo – alta qualità come il resto del film, d’altronde – che da quello emotivo. Ma il campo dove forse l’opera riesce meglio è, come si era riproposto lo stesso Miyazaki, nella rappresentazione della vecchiaia: la trasformazione della diciottenne Sophie in novantenne (tranquilli, non è uno spoiler) riesce perfettamente a far immedesimare lo spettatore nei panni di chi vorrebbe fare molto, ma che ha un fisico che la ostacola inevitabilmente. L’opera è liberamente tratta dal romanzo omonimo di Diana Wynne Jones, che – ovviamente – spero di rimediare al più presto assieme al suo sequel.

La censura morbida

googlegrillo

Posso dirlo? Anche Beppe Grillo può prendere qualche abbaglio. Questo fatto della censura morbida di Google mi sembra una gran cavolata: l’edizione italiana – e si badi bene, solo quella italiana – non presentava il nome del comico/blogger tra i suggerimenti. Scandalo. Poco importa che cercando beppe, grillo o addirittura solo blog il primo risultato sia sempre il suo sito; poco importa che Google abbia sistemato la faccenda appena segnalata: nono, alla fine del post in questione ha scritto addirittura

Google ha corretto la censura.

Magari avrà ragione lui, però queste manie di persecuzioni cominciano ad essere un po’ noiose. Soprattutto perchè tutto si può dire, ma non che Grillo abbia poca visibilità. Google non indicizza più il mio blog e infatti le visite son crollate da qualche mese. Che faccio, grido alla censura anch’io? 😉

For a universe of knowledge

Non importa essere fan di John Lennon per provare una certa sensazione di fronte alla sua resurrezione mediatica. Un progetto assai lodevole (One Laptop per Child) per cui si è deciso di scomodare – con l’approvazione di Yoko Ono – addirittura l’ex-Beatles: è bastato qualche effetto speciale per farlo tornare a parlare. Lo spot non osa molto, ma quegli ultimi secondi mettono i brividi.

Le 20 canzoni che fanno addormentare

katyperry

Vorrei essere nato in Inghilterra: non tanto per odio del nostro Paese (oddio…), quanto piuttosto per far parte del campione statistico usato per i sondaggi. Perchè la Gran Bretagna è la patria delle statistiche a cavallo tra follia ed inutilità: l’ultima, le canzoni che meglio fanno addormentare i neonati britannici. E, un po’ a sorpresa, anziché una classica ninnananna a primeggiare c’è Patience dei Take That, seguita a ruota da Robbie Williams e Katy Perry (!). Quale miglior modo per far addormentare il proprio pargolo se non sulle note di I kissed a girl (magari senza il coltello che impugna nella foto)?

Il cavaliere oscuro

whysoserious

Quando si dice essere sulla notizia: ieri ho visto Il Cavaliere Oscuro, con giusto quei sei mesi di ritardo sull’uscita cinematografica*. Che ci volete fare, ho aspettato l’uscita del DVD (scandalosamente privo del più piccolo contenuto speciale) per godermelo come piace a me, sul divano, alla televisione. Giudizio globale: è un gran bel film, non c’è niente da fare, non occorre essere grandi esperti per capire che The Dark Knight sta una spanna sopra tutto. Non è un film su Batman, questa è forse la sua forza. L’uomo pipistrello non è il protagonista assoluto, a livello carismatico è azzerrato da Joker, è ovviamente importante nello svilupparsi della trama, ma non quanto ci si potrebbe aspettare da un’opera a lui dedicata. The Dark Knight è una parabola sull’eterno conflitto tra bene e male, tema inflazionato, sviluppato nemmeno troppo originalmente, ma che finalmente estende il suo raggio d’azione: non solo il conflitto di Batman e Joker, di Batman stesso con se stesso, ma anche quello di Gotham, quello di Harvey Dent. Personaggio parecchio interessante, capace di togliere la scena ai due protagonisti (perchè, si, Joker è protagonista perlomeno quanto Batman), simbolo della suddetta lotta eterna, con uno sviluppo e relativo epilogo forse breve, ma non frettoloso. E poi Heath Ledger, signori: senz’altro la sua precoce morte ha influenzato ed influenzerà ogni giudizio a proposito, ma il suo Joker è divino. Folle, sopra le righe, ma semplicemente straordinario. E Il cavaliere oscuro è il giusto film dove farlo comparire.

* In realtà il film verrà riproposto nelle sale statunitensi a Gennaio. Quindi, in via teorica, questo post sarebbe un’anteprima assoluta. In via teorica.

I’m dreaming of a white Christmas

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E’ Natale. Non sono mai stato tra quelli che odiano lo spirito natalizio, anzi: ben vengano regali, lucine, canzoncine e qualsiasi altra cosa finisca per –ino. E ben venga il consumismo, la vecchia storia che com’è assurdo il Natale che ormai fa parte della tradizione, l’ipocrisia generale: sarà solo esteriorità, certo, ma meglio simulare la felicità che nasconderla. E poi cosa c’è di più bello di un regalo, un pacchetto da scartare,  cosa c’è di più bello dell’attesa autoimposta? Bè, questo è il mio modo di augurarvi buon natale. E il regalo? Andate qua: sul myspace di Katy Perry c’è una sua versione di White Christmas*. Non è particolarmente innovativa, ma perlomeno a me trasmette alla perfezione il senso del Natale, qualunque esso sia: qualcosa di intimo, di strettamente personale.

* Lo so, l’idea della canzone-regalo non è nuova: l’ha già fatto Gwendalyne qualche ora fa. Ma non vi offendete mica, vero? 😉 

Sanremo 2009: tristezza a palate, Povia omofobo sui gay. Siamo messi bene.

E’ più di due anni che tengo questo blog e questo è il terzo post che parla dei partecipanti a Sanremo. Ma mai il morale era andato così in basso: questo potrebbe essere l’ultimo Sanremo e, con tutta probabilità, lo sarà. I nomi si commentano da soli: Albano, Marco Carta, Gemelli Diversi, Fausto Leali, Marco Masini, Nicky Nicolai, Sal Da Vinci (chi?), Pupo con Paolo Belli e Povia. Si, Povia. Premetto, quello che scriverò da ora in avanti è basato solo su pregiudizi, quindi sarò poco oggettivo: c’è Povia. Povia è quello che ha presentato la sua prima canzone al Festival, nonostante non fosse inedita. Ha partecipato l’anno dopo, vincendo il Festival. Due anni dopo è stato escluso e lui ha organizzato una manifestazione contro il  Sanremo tornacontocratico. Quest’anno salirà sul palco, probabilmente rimangiandosi tutto.
Altra cosa, assai più importante: la sua canzone si intitola Luca era gay. Povia anni fa disse di aver creduto di essere gay, di essersi vestito da donna. Poi ritrattò tutto, era solo un modo per farsi notare. Lui è assolutamente etero, anzi, ha converito alcuni suoi amici omosessuali, ha partecipato al Family Day, a Panorama ha detto che gay non si nasce, ma si diventa (un po’ come quando si viene picchati, testuali parole). Ora scrive una canzone che già farà discutere. E ci lamentavamo della Tatangelo.

* Di tutta la baracca di quest’anno, si salvano giusto Afterhours e Dolcenera. Silvia Aprile sarà tra le Proposte, son curioso.