L’occhio di Dio

E’ definito the eye of God, l’occhio di Dio, ma è in realtà è solo un fenomeno che si crea quando muore una stella: questa qua stava a 700 anni luce da noi; alcuni credano addirittura che il solo osserverne una foto porti benessere e miracoli (e certo). La foto però è splendida.
PS: Se cercate altre foto del genere, Gwendalyne mi ha fatto scoprire «Astronomy Picture of the Day», il sito in cui la NASA pubblica ogni giorno – da quasi quindici anni – immagini davvero suggestive. Consigliatissimo.

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Tutti pazzi per amore

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Mi accorgo solo ora di non aver mai parlato di Tutti pazzi per amore, l’interessante serie di Rai Uno giunta all’epilogo pochi giorni fa, in grado di riuscire laddove nessuno era riuscito prima: produrre una serie televisiva di qualità mirata ad un target piuttosto giovane, riscuotendo inoltre un buon successo di pubblico. Il tema affrontato non è certo una novità: ancora una volta si parla di famiglie allargate, coppie scoppiate e nascenti, vicende più o meno improbabili, ma sempre legate da un comune denominatore, l’amore, a cui si aggiunge una ingente quantità di umorismo, non soltanto inserito in maniera massiccia nella sceneggiatura, ma spesso espresso attraverso scene surreali e altrettanto surreali balletti sulle note di classici della canzone italiana. In molti hanno parlato di un prodotto di stampo internazionale, pronto ad essere esportato perlomeno in Europa: sinceramente ne dubito. Per quanto ottimamente realizzato, Tutti pazzi per amore è vincolato ad una cultura prettamente italiana: esportiamone il format, ma non il prodotto finale. Di respiro internazionale è sembrata invece la campagna promozionale: se le pubblicità televisiva aveva un taglio quasi cinematografico, altrettanto sorprendente è stata quella via Internet (già il fatto che ce ne fosse una via web è una mezza rivoluzione). Tre video, pubblicati su YouTube, hanno giocato con il nome della fiction nella migliore tradizione del viral marketing e, soprattutto, la Rai ha dato (e continua a dare) la possibilità di rivedere tutti gli episodi in streaming gratuitamente. Un’ottima mossa per dimostrare che, nonostante tutto, la Rai sa essere molto più giovane di Mediaset.
Un paio di accenni pure sugli attori: Emilio Solfrizzi, che impersona il protagonista Paolo Giorgi, è senz’altro bravo ma altrettanto sicuramente non rientra tra i miei attori preferiti; un po’ troppo esasperato per i miei gusti. In questo senso decisamente migliore Stefania Rocca, nei panni della protagonista femminile Laura del Fiore, di cui ben interpreta la personalità – anche – nevrotica. Cenno a parte per la coppia Monica-Michele (interpretata da Carlotta Natoli e Neri Marcorè) e Dottor Freiss-conduttrice, quest’ultima interpretata da una convincente Carla Signoris (che, semmai ci fosse ancora bisogno di ricordarlo, non è certo solo la moglie di…), nella speranza che la prossima stagione possa concetrarsi più su di loro.

X Factor: settima puntata

Un X Factor all’insegna del politically correct non è X Factor e infatti quella di ieri sera è stata una puntata molto più mielosa del solito. Tutti bravi, tutti talenti (e la morte dello show nel momento in cui Morgan ha deciso di parlare con Daniele “in privato”, giacché le critiche non influiscano sul televoto). Apre la puntata James Morrisson in duetto con… Ambramarie: dalla Furtado e dalla Cilmi fino alla “rocker” nostrana. La prossima sarà la Ventura (che si commuove per la prima volta in vita sua… qualcuno le ricordi che è stata lei ad eliminarla!)?
Vanno in sfida Andrea e Noemi: il primo più bravo del solito ma senza mordente, la seconda con una esibizione interessante ulteriormente arricchita dal duetto virtuale con Morgan. Esce – e ci mancherebbe altro – Andrea: paradossalmente ha mostrato tutti i suoi limiti nel momento in cui ha dato il massimo. Era azzeccato nel rivisitare (e distruggere) i mostri sacri della musica, ma non stupisce nel suo habitat naturale. Noemi invece, in quanto preferita del sottoscritto, doveva assolutamente rimanere dentro (sebbene si presupponeabbia  interrotto il trend in continua crescita di voti).
La nuova entrata è ancora del Castoldi: Chiarastella ha agilmente battuto i visto-che-i-Bastard-funzionano John Frog e il “rischiosissimo” (non si capisce bene perché) esperimento della Ventura Giulia.

PS: A sorpresa è uscita su iTunes la X Factor Compilation 2009 Anteprima, la prima raccolta di cover con tutti i protagonisti del talent fino ad Andrea. La scaletta ha qualche chicca (Lo avrei dovuto sapere di Matteo, Take on me di Enrico, Amore Caro Amore Bello del neo-eliminato) e qualche brano meno convincente (ancora una volta c’è Ti sento, stavolta interpretata da una poco convincente Ambra Marie). Da venerdì dovrebbe essere anche nei negozi. Fremo.

Sanremo 09, bocciati, promossi e rimandati.

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bocciati

  • Valletti/Vallette: idea ottima, realizzazione pessima. Laddove si è parlato solo inglese si è capito poco o nulla, ma pure le italiane non sono state da meno. La Piovan, con le sue gaffe, ha sfiorato il ridicolo; le conigliette di Playboy semplicemente inutili; le uniche a salvarsi la Pession (ma, per l’amor del cielo, fatela stare più zitta) e l’Abbagnato (tutto sommato la migliore). Stessa cosa per gli uomini: si è salvato forse solo Ivan Olita (che però soffre della stessa sindrome della Pession).
  • Sanremo.59, ribattezzato Sanremo Web per confondere le idee: un’ottima vetrina pubblicitaria, sfruttata neanche troppo bene da Ania. Ania chi?
  • Polemiche: sono l’anima del Festival e spesso divertono più della kermesse. Il troppo però stroppia, sempre.
  • Televoto: ci lamentavamo l’anno scorso, senza sapere cosa sarebbe successo nel 2009. La vittoria di Marco Carta, seguito da Povia e Sal Da Vinci (con Al Bano recuperato col televoto) era uno dei peggiori risultati auspicabili al debutto.
  • Serata dei duetti: l’appuntamento imperdibile della settimana sanremese è diventata la serata più scialba – e deludente – di questa edizione. Continua a leggere

Sanremo 09, quarta puntata

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Per prendere il volo questo Sanremo dovrebbe puntare sulla continuità: un esordio sorprendente, una seconda puntata così e così, il picco della terza e una pessima quarta serata. Quella di ieri sera è stata la peggiore serata dei duetti dal 2005, anno in cui fu lo stesso Bonolis ad introdurre questa interessantissima novità: pochissime le esibizioni che hanno benificiato del nuovo arrangiamento o che abbiano realmente apportato qualcosa di nuovo. Anche l’attesissimo (da me) duetto tra Dolcenera e Syria non ha lasciato il segno come avrebbe potuto fare. L’accoppiata più interessante è stata forse quella tra Marco Carta e i Tazenda. Già, una serata in cui il migliore è stato il pupillo della De Filippi si commenta da sola. Ma se credevate che Povia unplugged, i duetti Al Bano-Placido e soprattutto Sal Da Vinci-Gigi D’Alessio fossero il punto più basso della serata, le due eliminazioni sono state semplicemente scandalose: fuori Dolcenera e i Gemelli Diversi, dentro i già citati cantanti. Le uniche canzoni ascoltabili sono state fatte fuori, la finale sarà una cosa a tre fra Povia, Al Bano e Marco Carta (con la variabile Sal Da Vinci). Decisa anche la vincitrice delle Proposte: è Arisa con il già divenuto tormentone Sincerità. Avrei preferito qualcun altro, ma ci può stare

Sanremo 09, terza serata

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Quanto è bello cambiare idea e contraddirsi ogni giorno: la terza serata di Sanremo è stata una grande serata. La migliore di questa edizione ancora in corso, azzarderei. L’accoppiata Proposte-Grandi Artisti si è rivelata, a dispetto dell’etica (perchè effettivamente è immorale proporre solo i figli di e i raccomandati da), vincente sia dal punto di vista musicale che d’intrattenimento: un ottimo modo per valorizzare le già validissime canzoni portate dalle Proposte. Da questo Sanremo potrebbero uscire parecchi nuovi cantanti di successo. Al di là della probabile vittoria, sarà grande successo (radiofonico e non solo) per Arisa e la sua Sincerità, già pronta a tormentarci per tutta la prossima Primavera; una chance io la darei pure a Simona Molinari (la sua Egocentrica, in duetto con la Vanoni, è stata forse la migliore esibizione della serata) e Irene (che sarà pure raccomandatissima, ma la sua Spiove il sole funziona alla grande). Paradossalmente a convincere meno sono state le interpreti più brave, Malika Ayane e Silvia Aprile, penalizzate da canzoni senz’altro non eccezionali. Nell’anonimato più generale (e anche con tutte le polemiche legate al televoto) è giunto al termine Sanremo.59 con la vittoria di Ania: l’avevo già segnalata come una dei concorrenti più “famosi”, senz’altro meglio lei degli Studio 3. Vedremo sabato sera.
Le note stonate sono arrivate a fine serata con la decretazione, a notte fonda, dei due ripescati: Al Bano e Sal Da Vinci. Tristemente prevedibile il primo, amara sorpresa il secondo. Fuori invece Afterhours, Tricarico, Nicky Nicolai e Iva Zanicchi. Direi che tre delle migliori canzoni di quest’anno se ne sono andate (e stasera ci tocca D’Alessio).