Lo strano caso di Twitter

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Twitter è stato creato nel marzo 2006 da una società di San Francisco, l’Obvious Corporation. #

Mi piaceva aprire così il post, sottolineando quella data in grassetto. Marzo 2006, sono tre anni esatti eppure il servizio di microblogging più famoso al mondo sta vivendo il suo boom proprio adesso, nel pieno del 2009. E la cosa più curiosa è che il boom è stato inaspettato, controcorrente. Erano le prime settimane dell’anno e pareva che Facebook, fresco di introduzione dello status online pubblico, ne fosse il successore naturale. Facebook ucciderà Twitter, così titolavano parecchi blog. Poi la notizia inaspettata: Twitter è cresciuto del 900% in un anno. E, in barba ad ogni previsione precedente, è stata Twitter mania. Demi Moore salva una suicida grazie a Twitter, Lindsay Lohan si lascia tramite Twitter, Ashton Kutcher è Twitter-dipendente. Non si parla di altro, addirittura il Corriere – lunedì passato – ha messo in home il logo azzurro per sottolineare come quella ancora in corso sia la prima catastrofe naturale 2.0. Un intervento magari fuori luogo, ma innegabilmente veritiero.
E proprio a questo riguardo, una settimana fa, il Guardian ha preparato un azzeccato pesce d’Aprile:

Edizione straordinaria: Il Guardian diventerà il primo quotidiano al mondo pubblicato esclusivamente su Twitter. #

Era volutamente esasperato, ovvio, ma non così folle come può sembrare ad una prima occhiata. I 140 caratteri di Twitter non sono poi molti meno di quelle delle più svariate agenzie, ma in compenso la velocità e la facilità di diffusione sono aspetti probabilmente irreplicabili al di fuori del network. Tanto che Google starebbe seriamente pensando all’acquisto. Che il futuro sia in qualche modo legato a Twitter?

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