Toy Story 3, primo trailer

Non solo gli americani possono già godersi Up (e lo stanno facendo in massa, stando ai dati del box office), ma prima del film hanno la possibilità di vedere pure il teaser trailer dell’attesissimo Toy Story 3. Non è mica giusto, però.

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Susan Boyle, il talento che prevale sul personaggio. O il contrario.

boyle

Lo ammetto: Susan Boyle non è mai rientrata nelle mie simpatie. Brava è brava, ovviamente niente da ridire sulla voce, ma non riesco a credere ad un progetto che si fonda così palesemente sulla contraddizione: insomma, Susan Boyle, elevata a paladina del talento puro, mi pare soltanto uno dei tanti prodotti discografici/televisivi degli ultimi anni. Certo, può contare su una voce grandiosa, ma anche (e soprattutto) su un aspetto che – paradossalmente – l’ha spinta molto. Se Susan Boyle fosse stata una donna ordinaria, con un aspetto ordinario, con una storia ordinaria e una voce straordinaria forse non avrebbe sfondato in questo modo: invece, grazie ai provini per Britain’s Got Talent, Susan è diventata un personaggio. Che dietro ci fosse la stessa Boyle, l’entourage del programma o qualche casa discografica, quel video – tra i più visti di sempre su YouTube – l’ha presentata di fatto come la bruttina (un orco, addirittura) mai stata baciata e vittima del bullismo. Poco importa che la maggior parte delle notizie appena citate siano state smentite (e il trucco abbia poi fatto la sua parte), il fenomeno era già partito: qualche settimana fa Susan Boyle diventava star del web prima e della tv poi grazie alla spettacolarizzazione di una storia neanche troppo rara, ma che nessuno aveva mai raccontato. E, per carità, non c’è niente di male, ma non presentate la Susan imprecante o diva come la Cenerentola del Duemila.

Caccia all’intruso

“Tutto l’universo obbedisce all’amore” di Franco Battiato, “Il paradiso dei calzini” di Vinicio Capossela, “A te” di Lorenzo Jovanotti, “Egocentrica” di Simona Molinari, “Luca era gay” di Povia, “Sincerità” di Arisa, : sono questi i titoli dei sei testi finalisti della seconda edizione del Premio Mogol, il riconoscimento promosso dall’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta nato nel 2008 con lo scopo di premiare il miglior testo tra le canzoni popolari italiane edite ogni anno.

Lo strano caso di Billy Ballo e Alessio Saro

La notizia dell’arresto di Alessio Saro, passata pure in sordina in un primo momento, non mi aveva sorpreso: cose del genere purtroppo succedono (anche se non dovrebbero succedere) e l’imputato non era neanche così celebre da immaginare una tale ondata mediatica. Quello che non avrei mai immaginato è il movimento – in difesa dell’attore – nato sul web, proprio dallo stesso popolo italiano assai intransigente quando si parla di bambini. “Lei era conseziente” è senza dubbio la difesa più gettonata. Magari dimenticando che “lei” ha 13 (tredici) anni e lui 33 (trentatre). Che i due facevano tutto di nascosto, che lei ha passato una notte con lui mentendo ai genitori, che lui sapeva perfettamente la sua età tanto da spingerla a mentire alla Polizia. Di chi puo’ essere la colpa dunque? Dei genitori, della società, di Facebook, della televisione o di chi, a trent’anni passati, nato e cresciuto in un mondo senza Facebook, non ha saputo resistere alle “provocazioni di una tredicenne”? Per alcuni la risposta non è così banale. Magari per gli stessi che, prima di difendere Alessio Saro, difendono Billy Ballo.

Che la par condicio abbia graziato i cinema?

(ANSA) – ROMA, 17 MAG – Nella versione italiana del film Notte al museo 2: la fuga, si parla a sorpresa anche di Silvio Berlusconi. Lo rivela Tv Sorrisi e canzoni. Nel film, nelle sale da venerdi’, a un certo punto Napoleone rivela che Berlusconi discenderebbe proprio da lui, a causa di un’antica relazione amorosa sull’Isola d’Elba che gli ha permesso di lasciare in Italia tanti discendenti. Le battute su Berlusconi si devono a Filippo Ascione, sceneggiatore chiamato a riscrivere i dialoghi. 

Il primo era divertente, ma niente di più: l’attesa per il sequel era infatti più o meno nulla, fino ad oggi. Perlomeno questa battuta è carina.

Domani 21.04/2009

domani

Parlare di Domani 21.04/2009 non è certo semplice. Il progetto di per sè è lodevole, quindi parlarne male sarebbe una vera ingiustizia; al tempo stesso la canzone non è di certo un capolavoro e sprecarsi in lodi di maniera sarebbe vagamente incoerente. L‘ho ascoltata per la prima volta stamattina su Music Line, l’ectoplasmatico programma musicale di Rete 4 (ectoplasmatico perchè di solito va in onda a notte fonda, ma ogni tanto fa capolino a sorpresa in qualche buco del palinsesto), dopo averne sentito parlare un po’ ovunque. Quindi, no, non l’ho ancora scaricata, ma conto di farlo al più presto. Il pezzo non è male, perlomeno è apprezzabile il lavoro fatto per fondere più di cinquanta voci differenti in un unico brano (tra l’altro già edito, quindi difficoltà doppia): insomma, i 99 centesimi li vale tutti. Meno lodevoli invece le dichiarazioni di Caterina Caselli e compagni: «Rubano il brano di beneficenza» titola il Corriere, citan do la produttrice discografica. Parole pure condivisibili, ma che sembrano allontanarsi un po’ troppo dal senso originale del progetto: Orrore A 33 Giri sintetizza alla perfezione i miei dubbi (e di tanti altri) in questo post. Se il progetto mira solo a raccogliere fondi per l’Abruzzo, non sarebbe davvero stato meglio vendere il brano ad offerta libera?