Susan Boyle, il talento che prevale sul personaggio. O il contrario.

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Lo ammetto: Susan Boyle non è mai rientrata nelle mie simpatie. Brava è brava, ovviamente niente da ridire sulla voce, ma non riesco a credere ad un progetto che si fonda così palesemente sulla contraddizione: insomma, Susan Boyle, elevata a paladina del talento puro, mi pare soltanto uno dei tanti prodotti discografici/televisivi degli ultimi anni. Certo, può contare su una voce grandiosa, ma anche (e soprattutto) su un aspetto che – paradossalmente – l’ha spinta molto. Se Susan Boyle fosse stata una donna ordinaria, con un aspetto ordinario, con una storia ordinaria e una voce straordinaria forse non avrebbe sfondato in questo modo: invece, grazie ai provini per Britain’s Got Talent, Susan è diventata un personaggio. Che dietro ci fosse la stessa Boyle, l’entourage del programma o qualche casa discografica, quel video – tra i più visti di sempre su YouTube – l’ha presentata di fatto come la bruttina (un orco, addirittura) mai stata baciata e vittima del bullismo. Poco importa che la maggior parte delle notizie appena citate siano state smentite (e il trucco abbia poi fatto la sua parte), il fenomeno era già partito: qualche settimana fa Susan Boyle diventava star del web prima e della tv poi grazie alla spettacolarizzazione di una storia neanche troppo rara, ma che nessuno aveva mai raccontato. E, per carità, non c’è niente di male, ma non presentate la Susan imprecante o diva come la Cenerentola del Duemila.

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