Michael Jackson

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La morte di Michael Jackson è la notizia del giorno. Probabilmente, anche dell’anno. Senz’altro trasversale: tutti, nessuno escluso, è rimasto colpito dalla notizia e tutti, in qualche modo, sentono il bisogno di partecipare al lutto. Jackson era ampliamente criticabile. Questo è forse l’aspetto più rilevante: le operazioni chirurgiche, la condotta di vita, l’eccentricità, le accuse di pedofilia, il volto sfigurato; tutti elementi che portavano a deriderlo, compatirlo e – perchè no – disprezzarlo. Fino ad oggi, perchè la morte – specie quando giunge così all’improvviso – rende tutti più umani, sia noi che commentiamo con più o meno partecipazione che chi ci lascia. La morte cancella davvero ogni colpa? No, però in parte è giusto che sia così. Che Michael Jackson sia ricordato per quello che ci ha lasciato, non per quello che si presume abbia fatto.
Impressionante è anche l’affetto dei fan e del web in generale: basta dare un’occhiata su Google Trends di oggi. Sui 100 termini più cercati su Google, moltissimi sono dedicati a Jacko; curiosamente però tra i primi cento manca la keyword più semplice: “michael jackson“. A voi le conclusioni*.

* A me piace immaginare che – a differenza di altre star di minore spessore – nessuno abbia bisogno di cercare il suo nome per capire chi è Michael Jackson. 🙂

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