Wall•E (dagli umani che hanno creato Alla ricerca di Nemo e Ratatouille)

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Mentre il mondo impazzisce per Up, io mi sono visto per la prima volta Wall•E. In mostruoso ritardo (il film è uscito nei cinema ad Ottobre, in home video a Febbraio), ma l’ho visto. Che dire? Wall•E è un film che spiazza, sorprende lo spettatore; qualunque sia l’aspettativa dello spettatore… bè, verrà disattesa. Non è un film per bambini, assolutamente. Però non è neanche un film per un pubblico maturo: è semplicemente dedicato a tutti, senza essere troppo child-oriented (niente scenette da quattro soldi, ecco) o pesante. Non è pesante neanche nei 45 minuti iniziali – quelli completamente muti, in cui Wall•E è da solo o in compagnia dell’altrettanto “taciturna” EVE – tantomeno quando l’azione comincia a prendere piede, sebbene anche qua le parole si contino sulle dita di una mano. In effetti Pixar ha fatto un ottimo lavoro riuscendo a realizzare – con ottimi risultati – un film praticamente muto nel ventunesimo secolo, ma questa è solo una delle tante imprese impossibili brillantemente riuscite. Un’altra, ad esempio, è l’espressività dei protagonisti: seppur con un character design poco accattivante (paradossalmente Wall•E ed EVE sono fin troppo realistici), le animazioni hanno saputo fare il miracolo di rendere viva ogni macchina. Dal buono ed ingenuo Wall•E alla EVE tutto pepe, ogni personaggio è caratterizzato alla grande. La storia in sè è invece la più classica delle storie d’amore: senza fare spoiler, posso dire che si evolve nel più classico dei modi – con tanto di scontato lieto fine. Lo stesso lieto fine (vagamente incoerente) che coinvolge la popolazione umana e la Terra: la critica all’inquinamento e, soprattutto, all’obesità perde in questo modo un po’ di efficacia.
Wall•E rimane comunque un capolavoro dell’animazione, capace di competere con i lungometraggi “tradizionali” e – soprattutto – sorprendere. Sempre e comunque.

PS: Menzione a parte per gli splendidi titoli di coda. Belli e geniali.

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