Mistero (il gioco si fa duro)

ruggeri

Un merito Enrico Ruggeri ce l’ha. Anzi due: il primo è quello di essere riuscito ad inserirsi perfettamente nel ciclo dei cantanti conduttori, senza sfigurare accanto a mostri sacri del calibro di Pupo, della Tatangelo o di Facchinetti. Il secondo è quello di fare il suo ultimo programma, tale Mistero, con grande nonchalance. Mistero, in onda ora su Italia 1, è un programma semplicemente geniale: si inserisce nel desolato palinsesto estivo proponendo storielle misteriose che attraggono lo spettatore, desideroso perlomeno di farsi due serate. Persino Giacobbo esiterebbe ad inserire nella stessa puntata feti alieni, cerchi nel grano, Nostradamus e Satana.  Eh già, il problema è proprio lui, Roberto Giacobbo. Mistero è la scopiazzatura del peggio di Voyager (sebbene sia difficile identificarne il meglio) eppure Ruggeri lo presenta con ancora più serietà del collega Rai: è questa la nonchalance prima citata. Presenta il servizio sui cerchi del grano (preso pari pari da Voyager) come fosse un’esclusiva assoluta, fa vedere immagini piuttosto scabrose alle 21.50 “perchè prima c’erano i bambini” (senza considerare la modella che ammicca davanti alla telecamera mentre la voce narrante recita versetti random) e ascolta Giovanna la donna-messa-incinta-dagli-alieni-biocompatibili senza sollevare la minima obiezione . Proprio quest’ultimo caso è il cavallo di battaglia (o il tormentone?) di Mistero. Il caso di Giovanna – il più estremo, il più inquietante, ma soprattutto quello con maggior potenziale trash – è protagonista assoluto di ogni promo e ha già monopolizzato le prime due puntate. Tornerò a parlarne e ne sentiremo parlare ancora, perchè riesce a condensare assieme alieni, cerchi nel grano e fine del mondo, come neanche il Chupacabra dei giorni migliori. Brava Giovanna.

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