Altro che calciomercato: la Ventura potrebbe sostituire la sostituta di se stessa!

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C’è poco da fare, quando anche le notizie vanno in vacanza e gli aggiornamenti del blog cominciano a latitare, l’unico argomento capace di infiammare queste pagine è lo stesso: X Factor. E ieri sera Dagospia – con il benestare di Davide Maggio – ha lanciato la bomba: l’ipotesi Mori potrebbe rientrare in favore di… Simona Ventura! A quanto pare la signora Celentano avrebbe cominciato a pretendere decisamente troppo (D’Agostino parla di controllo assoluto, Maggio di una controfigura per i provini), suscitando le antipatie della produzione, pronta a silurarla nonostante il suo ingaggio sia stato confermato pubblicamente in più occasioni. E se davvero Claudia Mori dovesse uscire dai giochi a poco più di un mese dall’inizio della trasmissione, il ritorno della Ventura sarebbe l’opzione più credibile, visto che i tempi stringono e trovare ed istruire un nuovo giurato richiederebbe troppo tempo. Considerato poi che per la Mona nazionale l’ipotesi San Remo sembra sfumata (in favore di una ben più gettonata Clerici), un comeback non sarebbe poi così improbabile. E, per quanto sembra strano dirlo, un pochino ci spero.

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Eli Stone

elistone

Eli Stone, la cui prima serie è finita ieri sera su Italia 1, è un caso anomalo dei serial americani. Perché, al contrario di come spesso succede, è stato un pò boicottato dalla Rete: troppo simile ad Ally McBeal (anzi, una scopiazzatura poco riuscita), programmato addirittura in prima serata quando il ben superiore Chuck è relegato a notte fonda. E ancora: in America l’hanno chiuso per bassi ascolti, ci sono appena due serie, in Italia flop assicurato. Impossibile non aver letto – oggi come alla presentazione dei palinsesti estivi – critiche del genere su blog e forum vari; critiche in gran parte fondate, ma che non rendono giustizia al povero Eli Stone. Effettivamente il telefilm non parte in quarta, ci mette un po’ per carburare e non stupisce più di tanto: Eli Stone è semplicemente una buona serie. Non perfetta, ma divertente, che riesce a far riflettere e che crea una discreta dose di dipendenza: gli ultimi tre episodi poi, quelli che Italia1 ha trasmesso nella minimaratona di ieri sera, sono stati un avvincente susseguersi di emozioni nonché un dignitosissimo finale di stagione. Considerando poi che Eli Stone è stato una delle poche prime visioni di questa torrida estate (e tenendo bene a mente quello che invece la tv estiva propone quotidianamente) non ci si può davvero lamentare. Assolutamente.

Buona la seconda

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Qualcuno forse si ricorderà del blog che la Rai aprì l’anno scorso in occasione delle Olimpiadi: doveva essere un filo diretto con Pechino, alla fine venne abbandonato dallo stesso autore perchè i commenti vennero intasati di critiche – assolutamente fondate – sulla gestione dell’evento (in maniera peraltro piuttosto discutibile, visto che la motivazione ufficiale recitava “Il blog non è un forum, dove individuato un ambito di discussione, tutti possono dire tutto, a ruota libera, interagendo tra loro“). Adesso la Rai ci riprova: è infatti attivo da pochi giorni il blog per i mondiali di nuoto Roma09. Un blog tutto sommato piacevole perchè sembra realizzato con passione e voglia (vera) di scrivere: nessun post per cui strapparsi i capelli, anzi, ma un’atmosfera decisamente accogliente. Nel mare della disorganizzazione in qui vertono questi mondiali, qualcosa che funziona c’è.

E alla fine fu Italia.it

italia

Io penso che, al di là di ogni critica, il vero problema del portale Italia.it sia il prezzo. Cioè, per quanto possa essere intuitivo, per quanto possa essere geniale, per quanto possa essere davvero utile e fruttuoso, un sito non può costare 5 milioni di Euro (che poi è la stima del governo, quindi nessuno ci assicura che la cifri non lieviti misteriosamente), specie se l’assegno a sei zeri viene gentilmente offerto dalle tasche dei contribuenti*. Il vero problema è che, se anche il Governo realizzasse un portale sorprendentemente valido – e anche se la Brambilla passasse tutta l’estate tra link e feed – quei milioni di euro non sarebbero comunque giustificabili. Detto questo, il “nuovo” Italia.it è pure peggio del primo. Tutto tranne che “emozionale” (qualunque cosa voglia dire).

* Stessi contribuenti che nelle intenzioni della Brambilla dovrebbero collaborare – a titolo gratuito – a migliorare il portale.

♫ Kid Cudi ft. Kanye West & Common – Make her face

Dopo mesi di heavy rotation, proprio quando sembrava giunto il momento di metterla da parte, Kid Cudi e Kanye West mettono le mani su Poker Face: il risultato è questa Make her say (titolo originale, costretto poi a censurare, Poke her face), ben lontana dall’essere definita capolavoro, testo discutibile, ma incredibilmente estiva. Il sample di questa versione sembra persino più martellante dell’originale… trovato il tormentone estivo?

Perchè Google è sempre Google

bing

Non ho ancora analizzato a fondo Bing, il nuovo motore di ricerca con cui Microsoft tenta (per l’ennesima volta) di strappare il predominio di Google, quindi non so dire se sia davvero migliore dello storico rivale. In realtà non mi interessa neanche tanto saperlo: utilizzo sempre e solo Google in virtù delle numerose comodità che offre, tra cui diversi servizi di cui non potrei davvero fare a meno (Google Reader, Gmail, Google Docs, oltre a Chrome) che perfettamente si integrano al motore di ricerca. Leggendo l’articolo di Repubblica.it proprio riguardo a questo argomento non sono però riuscito a fare a meno di provare Blind Search. Blind Search è un sito che permette di cercare contemporaneamente la stessa parola su tre motori di ricerca (oltre a Google e Bing anche Yahoo!) e visualizzarli nella stessa pagina, nascondendo però il nome del sito che ha elaborato ciascuna della lista di risultati. In questo modo è impossibile cadere preda dei pregiudizi: Blind Search è una garanzia di imparzialità. E io devo ammettere che, in tutte le mie ricerche, ho sempre preferito i risultati di Google: sarà l’assuefazione al motore di Mountain View o davvero i suoi risultati rimangono i migliori?

Mistero (il gioco si fa duro)

ruggeri

Un merito Enrico Ruggeri ce l’ha. Anzi due: il primo è quello di essere riuscito ad inserirsi perfettamente nel ciclo dei cantanti conduttori, senza sfigurare accanto a mostri sacri del calibro di Pupo, della Tatangelo o di Facchinetti. Il secondo è quello di fare il suo ultimo programma, tale Mistero, con grande nonchalance. Mistero, in onda ora su Italia 1, è un programma semplicemente geniale: si inserisce nel desolato palinsesto estivo proponendo storielle misteriose che attraggono lo spettatore, desideroso perlomeno di farsi due serate. Persino Giacobbo esiterebbe ad inserire nella stessa puntata feti alieni, cerchi nel grano, Nostradamus e Satana.  Eh già, il problema è proprio lui, Roberto Giacobbo. Mistero è la scopiazzatura del peggio di Voyager (sebbene sia difficile identificarne il meglio) eppure Ruggeri lo presenta con ancora più serietà del collega Rai: è questa la nonchalance prima citata. Presenta il servizio sui cerchi del grano (preso pari pari da Voyager) come fosse un’esclusiva assoluta, fa vedere immagini piuttosto scabrose alle 21.50 “perchè prima c’erano i bambini” (senza considerare la modella che ammicca davanti alla telecamera mentre la voce narrante recita versetti random) e ascolta Giovanna la donna-messa-incinta-dagli-alieni-biocompatibili senza sollevare la minima obiezione . Proprio quest’ultimo caso è il cavallo di battaglia (o il tormentone?) di Mistero. Il caso di Giovanna – il più estremo, il più inquietante, ma soprattutto quello con maggior potenziale trash – è protagonista assoluto di ogni promo e ha già monopolizzato le prime due puntate. Tornerò a parlarne e ne sentiremo parlare ancora, perchè riesce a condensare assieme alieni, cerchi nel grano e fine del mondo, come neanche il Chupacabra dei giorni migliori. Brava Giovanna.