E’ possibile tradurre la lingua dei cani?

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Non potevamo proprio farne a meno, dobbiamo ammetterlo. E chissà che dopo il Giappone, non invada pure il resto del mondo: uscirà il 27 Agosto il Bowlingual Voice. Che sarebbe l’unico inimitabile traduttore istanteneo per cani: un microfono wireless fissato sul collare del cagnolino registra i vari guaiti del cane e li trasferisce ad un dispositivo che, grazie ad un comunissimo schermo lcd, mostra lo stato d’animo dell’animale. Un gadget davvero imperdibile, no? Quello che però ancora non sapete è che: 1) costa la bellezza di 19.950 yen – circa $200  2) in realtà è il nuovo modello di un prodotto uscito 7 anni fa, con nuove feature quali il riconoscimeto vocale o la possibilità di salvare i rumori del cane o ancora di osservare come interagisce con altri cani dotati di Bowlingual Voice 3) il modello precedente, il Bowlingual appunto, ha venduto la bellezza di 300.000 unità in Giappone. Ora, io adoro il Giappone e ancora di più i giapponesi (e non ho neanche un cane, a dirla tutta), ma padrone e cagnolino non dovrebbero capirsi al volo? Insomma, sarà pure un passatempo/giocattolo, ma quasi ventimila yen non sono mica spiccioli!

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You’ve won the lottery!

Immaginate: accendente il vostro bel computer, aprite il vostro browser di fiducia, andate su GMail (o su qualunque altra casella di posta) e trovate la fatidica mail. Hai vinto 40 milioni di dollari alla lotteria. La reazione di qualsiasi persona dotata di buon senso sarebbe maledire i poco efficenti filtri antispam di Gmail (o di qualunque altra casella di posta) e cancellare manualmente la mail. Niente di più sbagliato: ad un uomo di Sydney è successa la stessa cosa. Solo che, fortuna per lui, prima di cancellare il presunto spam ha cercato su Google il numero del suo biglietto, scoprendo che la vincita era reale. E guadagnando tutto d’un colpo 40 milioni di dollari. Colpa della moglie che, comprando il biglietto, non ha lasciato né indirizzo reale né numero di telefono, ma soltanto l’indirizzo email: la NSW Lotteries si è quindi trovata costretta a comunicare la straordinaria vincita via internet. Chissà se anche i tedeschi che hanno vinto un viaggio in Italia per giocare al Superenalotto scopriranno della loro eventuale (speriamo improbabile!) vittoria via web…

Claudia Mori è contraria ai “cloni”. E’ grave?

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Di Claudia Mori si è parlato e sparlato in tutti i modi. E anche su questo blog, che è storicamente (!) avvezzo a parlare di X Factor, le critiche verso la signora Celentano non sono mai mancate, nella (neanche troppo velata) speranza che la produzione cambiasse idea sulla sostituta di Simona Ventura. E invece niente di fatto, Claudia Mori sarà il terzo giudice della terza edizione di X Factor. A confermarlo Sorrisi e Canzoni, in un’intervista quadrupla che si è guadagnata tanto di copertina, in cui la Mori posa per la prima volta assieme agli altri giurati. Tra dichiarazioni esilaranti (“Senza Simona X Factor aumenterà di peso, in tutti i sensi” dice Morgan, senza capire se vuole punzecchiare la nuova venuta o il vecchio giudice), altre decisamente preoccupanti (“il  rischio è di perdere il ritmo perche’ nessuno come Simona è in  grado di capire in un secondo quando serve accelerare e quando  bisogna rallentare” e a dirlo è il “conduttore”, con le virgolette del caso), è sempre la signora Celentano a sorprendere. Stando agli stralci dell’intervista in questione reperiti sul web, Claudia Mori avrebbe commentato:

E’ un talentshow ben fatto. Morgan in particolare mi piace molto. E’ grave? Anche se i giudici fino a ora sono stati perfetti, ho idee diverse circa la valorizzazione di eventuali talenti. Sono contraria ai cloni. Il vero talento è uno stato di unicità e stravaganza che a volte può sfuggire. Sono ipercritica, soprattutto con me stessa, e lo sarò anche con i cantanti in gara”

Niente di strano se non che, a Giugno (ovvero due mesi fa), aveva detto sempre a Sorrisi e Canzoni:

Le ho viste [le vecchie edizioni] e ritengo che sia un talent show ben fatto. Riguardo ai giudici, tutti e tre erano perfetti, anche se io ho altre idee circa la valorizzazione di eventuali talenti. Morgan in particolare mi piace molto. È grave? […] È vero che sono ipercritica, soprattutto con me stessa, e penso che lo sarò anche con i cosiddetti “concorrenti”. Per il loro bene cercherò di essere severa e comprensiva […] Io personalmente sono contraria ai “cloni”: il vero talento è uno stato di unicità, stravaganza che a volte può sfuggire. Non è facile coglierlo.

Notate per caso qualche somiglianza sospetta?

L’hai voluto Internet? Ora pedala!

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Per quanto mi riguarda potrebbe essere l’invenzione del secolo: WebCycle è l’anello di congiunzione tra internet e fitness. In realtà si tratta di un progetto fatto in casa da due ragazzi di buona volontà (Matt Grey e Tom Scott), composto di una cyclette collegata a dei sensori Arduino e ad un laptop su cui gira Ubuntu: tanto più si pedala, tanto più veloce va internet. Il funzionamento lo potete vedere in questo video (che poi è lo stesso in fondo al post): l’ho sempre pensato io, per incentivare al movimento ci vogliono forti motivazioni. E quale miglior mezzo di persuasione per spronare il blogger medio?

Menos es Más, una bibita amica dell’ambiente (e del design)

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Probabilmente in tanti sapranno che l’azienda produttrice della Coca Cola, la The Coca-Cola Company appunto, è la stessa dietro a Fanta e Sprite (e anche Powerade, Nestea e Minute Maid), ma in pochi sapranno nominare gli  oltre 400 prodotti che la multinazionale vende in tutto il mondo. Tra questi si sta aggiungendo un nuovo marchio, destinato al mercato spagnolo, tutto particolare: si tratta del Menos es Más, letteralmente “meno è di più“. E’ un drink che ha attirato la mia attenzione per svariati motivi: primo, è attento all’ambiente (o perlomeno si presenta con questo intento) e infatti i contenitori sono decisamente piccoli. Secondo, per ridurre le dimensioni Menos es Mas è in realtà una sorta di concentrato: per goderne appieno, occorre infatti diluirlo con dell’acqua. Terzo, ma non meno importante: lo studio Saffron ci ha realizzato sopra un packaging su misura semplicemente splendido. Giocando sull’idea della trasformazione (quella che permette appunto di ottenere una bibita completa a partire dal concentrato iniziale), hanno realizzato quattro illustrazioni in cui altrettanti cose diventano oggetti più complessi: li vedete in cima al post, un seme diventa Terra, una goccia d’acqua si trasforma in un camaleonte, una moneta in un salvadanaio a forma di maialino e un uccellino addirittura in un elefante. Ognuna di queste illustrazioni campeggia sulla fronte di ogni bottiglia, oltre che nei cartelloni pubblicitari che stanno invadendo la Spagna… arriveranno mai da noi?

Quest’anno niente tormentone

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Mi pareva strano, a stagione quasi finita (eh già, ci siamo quasi), non aver ancora letto il classico articolo sui tormentoni estivi. E infatti eccolo qua. Personalmente adoro questo tipo di articoli: di solito sono un’accozzaglia di canzoni prese random dalla classifica di iTunes e spacciate tutte come canzoni dell’estate. Stavolta invece la fonte di riferimento è il Music Control della Nielsen, ovvero i brani più suonati in radio (sulla cui affidabilità non scommetterei molto) di questa settimana, ma poco cambia: Nannini, Pixie Lott ed Empire of the Sun sono i più gettonati per il Corriere. Poco contano tutte le altre classifiche, anche dei giorni passati. Ma in realtà quello che davvero mi fa appassionare davvero a questi articoli è la stessa, ormai storica, frase: “quest’anno niente tormentone“, a cui segue l’interminabile lista delle canzoni che hanno stradominato le estati precedenti. Eppure, spulciando l’archivio del solo Corriere.it, scopro che nel 2008:

Ma esiste ancora [il tormentone estivo]?

Ma che Paese siamo diventati, se non siamo più nemmeno capaci di creare il tormentone dell’ estate!

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Paola Perego ha litigato col trash

paolaperego

Se vi dico “Paola Perego“, voi a cosa pensate? Spulciando la biografia su Wikipedia, difficile associare la sua immagine ad una televisione di qualità. Eppure lei non ci sta e fa la voce grossa su Vanity Fair:

Perché sono la sola ad essere accusata di fare programmi spazzatura? Cosa aveva di diverso la Fattoria rispetto al resto dei reality? Perché gli altri sono “culturalmente elevati” e i miei no? L’ultima edizione de La Talpa non aveva prove estreme, nessuno ha mangiato schifezze, eppure tutti hanno puntato il dito contro di me.

Sinceramente non so se mi diverta più il clima così infantile (“ha cominciato prima lui” “no, lei”), le affermazioni così adorabilmente opinabili (ma chi avrebbe detto che “gli altri sono culturalmente elevati”, scusate?) o quel fastidioso rumore di unghie su uno specchio.

Che poi, affinchè non puntassero il dito contro di lei, basterebbe defilarsi al momento giusto (vedi la Bignardi), limitarsi ad un reality (vedi la Marcuzzi) o non condurre solo programmi di quel genere (vedi la Ventura). Non è mica difficile, eh.