X Factor, ottava puntata.

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X Factor, capitolo ottavo. Una cosa va detta: questa edizione scorre via come l’olio. Sembra ieri quando commentavamo le prime comparsate della Mori o imparavamo a conoscere i concorrenti di questa edizione, mentre invece il giro di boa è stato abbondantemente superato e la finale è veramente ad un passo. Non a caso, stanno cominciando ad uscire gli elementi storici di questa edizione: ieri sera ne ha fatte le spese Damiano Fiorella, quello che fino a tre settimane fa era il candidato numero uno alla vittoria ma che poi è caduto in un baratro dalle considerevoli proporzioni. In realtà neanche ieri ha cantato male e, per quanto effettivamente possa essere un pò monocorde, c’è chi vale molto meno di lui. Diciamo che paga il dazio Mori, che sta antipatica un pò a tutti (specie al pubblico televotante) e che oggettivamente non sta facendo faville. Meglio quindi premiare una Sofia ribelle contro la  “matrigna” Claudia Mori che il suo cocco Damiano. Certo è che, al di là dei concorrenti al ballottaggio, la motivazione “ti elimino così vai a farti il disco” dovrebbe essere cancellata dalla faccia della terra. Capito Morgan?

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X Factor, settima puntata (e non solo).

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X Factor 3: siamo a metà strada e, duole dirlo, ma non ci siamo proprio. Dopo una buona prima edizione, una seconda scoppiettante, un format forte come questo NON PUO’ arenarsi alla terza edizione. Uno, stiamo parlando di un talent show, con tutte le conseguenze che questo comporta: se si cercasse la sola bravura tecnica, sarebbe sufficiente una puntata per incoronare il vincitore. Considerando che invece ci sono la bellezza di 12 puntate, il voto deve essere influenzato da altri fattori. Il percorso fatto, il pezzo portato in gara e persino la simpatia (!) sono elementi da valutare: non ci si può nascondere dietro un “il pezzo era sbagliato, ma non è colpa tua, tu sei bravo”. Sono selezionati tra decine di migliaia di aspiranti cantanti, la bravura tecnica dovrebbe essere scontata. Due, il problema non è Morgan, ma gli altri giudici. Siamo arrivati al paradosso di colpevolizzare chi sa promuovere meglio i concorrenti e giustificare invece chi è palesemente fuori luogo. Non è una questione di simpatia: la Ventura, pur non essendo amatissima, ha saputo far valere i propri concorrenti. Anche se di musica ne sapeva molto meno delle altre due. Tre, i problemi tecnici sono diventati imbarazzanti. Se siamo sempre passati sopra agli intoppi durante il Processo (che pure erano gravi, visto che si parla del daytime di una rete nazionale), è sconvolgente che i sempre più numerosi errori tecnici possano condizionare l’ingresso di un nuovo concorrente o che la regia inquadri continuamente gobbo, lavagnette e gli scaldapubblico, magari a discapito dei concorrenti. O che i microfoni siano lasciati aperti anche quando non si dovrebbe. Quarto, X Factor avrebbe bisogno di un conduttore vero. Fintanto che a farla da padrone erano i tre giudici, Facchinetti riusciva abbastanza bene a fare il non-conduttore. Adesso che il ritmo è decisamente più blando, ci vorrebbe qualcuno capace di andare oltre il “Sir Mooorgan”, l'”Attenzione!” o il “si suda come cinghiali”. Decisamente. Quinto, le ultime due edizioni sono state troppo vicine. Oltre a stancare gli spettatori, il format ha sfiancato pure i giudici che non ce la fanno più. E adesso stanno uscendo, negli stessi giorni, i nuovi progetti di Noemi, Bastard Sons of Dioniso, Matteo Becucci, Giusy Ferreri e addirittura la compilation. Troppo (e tutto assieme). Quinto, se Claudia Mori – che dovrebbe supportare il programma – lo affossa dall’interno, è finita. Perchè lei potrebbe aver sbagliato ad accettare, ma sta facendo morire un programma che potrebbe dare tanto.
Detto questo, Cristiana è l’eliminata della settimana (e in pochi, dentro al loft, ne sentiranno la mancanza), Giuliano il nuovo ingresso (e dispiace per Gabriella che non ce l’ha fatta). Tra i più bravi ancora una volta Marco, ma pure Silver e Sofia che, zitti zitti, stanno recuperando tutto il terreno perso nelle prime puntate.

X Factor, sesta puntata.

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Sesta puntata, doppia uscita: era dalla prima puntata della prima stagione che non avveniva più di una eliminazione (finali escluse). Cattivo segno? In effetti, in vista di un’ipotetica e tutt’altro che impossibile chiusura anticipata, cominciare a diminuire i concorrenti è la cosa più ovvia (e in grado di tenere un pò più alta l’attenzione). E le vittime di questa imprevista cernita sono stati i Luana Biz e Francesca.
I Luana Biz hanno forse pagato un comportamento tutt’altro che simpatico: sin dall’inizio hanno cercato la polemica, attaccando chiunque li criticasse senza però destare una grande attenzione. Perché, diciamocelo, i Luana Biz erano quelli più trascurabili: bravini ma non bravi, simpatici ma non divertenti, carini ma non così belli. L’unica sorpresa è stato il loro avversario, Damiano, che con questo rischio eliminazione esce ufficialmente dalla rosa dei favoriti per la vittoria finale.
Il caso di Francesca è invece un po’ diverso; lei senz’altro sa cantare: magari non è originalissima, magari non è simpaticissima (anzi, spesso si è rivelata odiosa) però ieri sera aveva fatto una buona esibizione, forse la sua migliore. Il problema è stato il ballottaggio: dall’altra parte c’erano le Yavanna, che sono altrettanto brave e che erano sopratutto le ultime concorrenti della Maionchi. La scelta che Morgan ha fatto di salvare il gruppo vocale è stato quindi assolutamente condivisibile.
Insomma, la sesta puntata si è chiusa con una sola certezza: la forza di Morgan. Gli unici concorrenti mai andati al ballottaggio sono tutti del Castoldi (e viceversa): che la lotta per la vittoria sia una cosa tra Chiara e Marco pare ormai ovvio. Anche se alla fine potrebbe emergere pure un certo Silver che, zitto zitto, sta andando alla grande nel televoto.

X Factor, quinta puntata.

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Quinta puntata (di già!), ennesima eliminazione (quella di Mario), ennesima entrata (quella della “banale” [cit.] Cristiana) e soprattutto un dubbio al quale sarà difficile rispondere: dovrebbe andarsene prima Mara Maionchi o Claudia Mori? In effetti le due donne della situazione, ieri sera, si sono date da fare per far rimpiagere la Ventura: la Mori ha continuato con il suo giochetto – ormai insopportabile – delle “critiche inutili”, del “criticate sempre gli altri e mai i vostri” e quello cominciato la scorsa settimana del “Morgan, organizzavi le eliminazioni a tavolino con la Ventura”. E ovviamente, come in ogni puntata, se ne è uscita di nuova con la minaccia di lasciare il programma. Mara Maionchi invece, il cui unico compito sembra  quello di dire parolacce random tanto per accattivarsi le simpatie del pubblico generalista (che, sinceramente, dopo tre anni comincia pure a stancare), ha colpito di nuovo con le sue eliminazioni folli. E la vittima stavolta è stato Mario Spada, che pur non essendo il più bravo là dentro, meritava senz’altro di continuare il suo percorso; considerando poi che a sfidarlo c’era Sofia (reduce da un ballottaggio settimana precedente, un’esibizione così e così in gara ed un’esibizione finale inferiore a quella di Mario), la decisione di eliminare il ragazzo di Morgan non trova alcun senso. Se non che c’era bisogno – come sempre – di colpire la squadra più forte. In generale le scelte finali della Maionchi hanno sempre penalizzato i concorrenti di Morgan e a puzzare ancora di più è la giustificazione utilizzata per far fuori Mario: “mi piacete entrambi, quindi giudicherò solo l’esibizione di stasera”. La stessa identica scusa che utilizzò per eliminare Noemi contro l’oggettivamente – e discograficamente – inferiore Jury. E’ proprio in quest’ottica che la pesante accusa di Morgan (ovvero che la Maionchi non sappia fare il proprio lavoro di discografica) trova un inaspettato consenso: se tutti gli artisti da lei supportati fuori e dentro X Factor hanno clamorosamente floppato (su tutti Tony Maiello che lei ha personalmente prodotto con un EP passato totalmente inosservato) e vanno invece alla grande quelli che boccia, quale credibilità può avere la “straordinaria discografica” Mara Maionchi? Sperando che almeno i The Bastard Sons of Dioniso – che escono domani con il nuovo singolo “Mi par che per adesso” – possano risollevare una situazione non così rosea.
Unica nota positiva della puntata di ieri è stata l’ospitata di Mika: bravo (e tanto), divertente e sopratutto assolutamente ben disposto nei confronti del programma. Nel suo ruolo di quarto giudice (e quanti ospiti stranieri si sono prestati in tre edizioni?) ha dimostrato di essere più adeguato di almeno due terzi dei giudici là presenti. Mica male.

C’è ancora qualcuno pazzo per la tele?

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Vediamo di riprendere lentamente il punto dopo quasi il mese di pausa – X Factor escluso – che si è preso il blog. E’ partito ed è stato chiuso quasi istantaneamente Tutti pazzi per la tele. Un anno fa non avevo sprecato le lodi per uno dei pochi (l’unico?) programma generalista che non sapesse troppo di già visto o che fosse inguardabile, quindi tutto ci si poteva aspettare tranne un’involuzione di questa portata. E invece: ospiti poco sorprendenti, nuovo studio (abbandonato quello – adorabile – tutto bianco per uno in classico stile Rai Uno), un’Antonella Clerici già adesso noiosetta e sopratutto un clima terribilmente soporifero. Tutto da rifare. Scopro poi che è cominciato anche Amici nonsochenumero, che è entrato nella scuola una vecchia conoscenza di questo blog nonché un aspirante emo che fa di cognome Flauto. E che tra flop, conferme e reality neanche cominciati (vedi La Tribù), il picco d’ascolti l’ha fatto Annozero. E che la D’Addario su Rai Due ha doppiato (28% a 13,47%) il Berlusconi di Porta a Porta. Forse la stagione non è cominciata così male.

X Factor, quarta puntata.

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Quarta puntata di X Factor: il traguardo del primo mese è ormai vicino ed il talent dovrebbe cominciare ad entrare nel vivo. Esce Ornella ed è la prima perdita per Morgan: uscita scontata ed ampliamente prevista, un po’ ingiusta visto che l’ interpretazione di One era stata in fin dei conti la sua migliore esibizione (e la virata rock promessa dal Castoldi sarebbe stata interessante), senza contare che a sfidarla c’era Sofia, che è brava e può fare cose carine ma fino ad adesso è stata molto molto sottotono. L’evento della serata era però un altro: l’ospitata dei Tokio Hotel. Rigoroso playback, fan urlanti stipate un po’ ovunque – fuori e dentro lo studio – e una presentazione degna di leggende viventi della musica  (che sia per “scusarsi” del boato che avevano smosso nella puntata precedente?). L’altro evento, decisamente di minore impatto (non che sia facile essere di minor impatto dei Tokio Hotel), è stato il collegamento con l’ultimo concerto dei Pooh: scenetta un po’ imbarazzante, vista la discrepanza di target e il fastidioso sapore familiare (“Ehi papà” …), ma che tutto sommato è stata meno lunga del previsto. Per quanto riguarda le esibizioni, ha debuttato ufficialmente Mario (portando La Crisi dei Bluvertigo, ben fatta ma non così riuscita come era lecito aspettarsi), mentre vola dritto dritto verso la finale Marco: canta dannatamente bene, le canzoni sono sempre azzeccatissime e – lo ripeto per l’ennesima volta – è quello che potrebbe funzionare meglio fuori da X Factor. Psycho Killer poi è stata la miglior esibizione della serata, anche trascurando il look à la Sylar che – citazione o meno – era azzeccatissimo.

PS: E Claudia Mori? A parte un (insopportabile) filmato iniziale, nessuno ha più menzionato la sfuriata, le “sgarberie” e le minacce di abbandono che avevano tenuto banco sette giorni fa e che avevano scatenato l’attenzione di tutti i media. Mah.