X Factor, dodicesima puntata.

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Un tempo la puntata degli inediti era quella più bella di X Factor. Era quella in cui, finalmente, gli artisti potevano esprimersi dando il meglio di sè. Quest’anno, invece, la manche degli inediti è stata la peggiore. Di sempre. Per farla breve, non c’è stato un brano degno degli inediti presentati gli anni passati (e non certo perchè nelle precedenti edizioni ci fossero capolavori, anzi): dei quattro c’è veramente poco di salvabile. Prima di passare alle analisi dettagliate (xD), un unico appunto: Silver fuori. Ma, vista l’ora, non fregava praticamente a nessuno: si è pure dimenticato il testo, ma nessuno aveva neanche la forza di segnalarlo.

Dicevamo: comincia la manche Giuliano, con Ruvido. Ecco, avessi saputo cosa sarebbe venuto dopo questo brano, probabilmente non l’avrei accolto tanto freddamente. In realtà Giuliano ha un ottimo potenziale, una voce interessante e potrebbe fare cose davvero ottime: il problema di questo brano è che lui entrato cantando Amy McDonald ed Amy Winehouse e rischia di tornarsene a casa con una canzoncina radiofonica (ma non troppo), carina (ma non troppo) e vendibile (ma non troppo). E che ha un retrogusto vecchio di almeno una decina d’anni.

Segue Silver con Fuori c’è il sole. Ecco, se posso andare controcorrente, non è poi così malaccio: intendiamoci, è veramente banale e senza il benchè minimo pregio, però almeno non si prende troppo sul serio. Silver – nonostante gli sforzi di Morgan – non è mai apparso come un cantautore, come uno particolarmente profondo: insomma, la canzoncina col fischietto ci sta pure. Certo, un testo un pochino meno superficiale e qualche nota meno banale sarebbe stato il minimo, però il motivetto è di presa immediata. Nonostante sia stata bistrattata da tutto il mondo, discograficamente potrebbe pure funzionare. Forse.

Poi è stato il turno delle Yavanna e di Una donna migliore. Mah. Volevano fare le alternative e se ne sono uscite con un mezzo plagio di Pappalardo. Sarà nel loro stile, d’accordo, però hanno fatto molto meglio in questi due mesi di X Factor. Un pezzo del genere non valorizza né il loro valore commerciale, né quello artistico. Una roba un po’ a metà, insomma.

E pure la grande attesa per Marco è stata parzialmente delusa. Dove si vola è carina e un pochino meglio degli altri inediti, ma si mormora che per lui avesse scritto un inedito Mika. Che i discografici hanno scartato, ritenendo questo più adatto. Devo aggiungere altro? Ah, sì, il 4 Dicembre uscirà il suo EP, con un altro inedito.

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X Factor, undicesima puntata.

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X Factor, undicesima puntata, dodicesima eliminazione: è Paola ad uscire. C’è poco da fare, è la maledizione della seconda esibizione: se entri a gara già iniziata, puoi sperare di fare appena due esibizioni e poi dritta a casa. E’ capitato a Mario, è capitato a Cristiana ed è capitato pure a Paola, in ballottaggio con le Yavanna. E pensare che quel posto, quello del ballottaggio, era destinato a Silver: l’esibizione più disastrosa del programma, con tanto di cantante fuori tempo e ammutolito sul palco senza la più pallida idea di quale parole cantare. Già, capita pure questo ad X Factor. E capita pure che, nonostante il rocambolesco tentativo di Morgan di salvare il salvabile, il cantante in questione si metta a piangere sul palco. Lacrime vere, di vera propria disperazione. E capita quindi che il televoto alla fine premi più il personaggio che la canzone, salvando Silvere da una manche durissima. Probabilmente, se non avesse sbagliato, se non fosse crollato, sarebbe andato davvero al ballottaggio: vedere Silver, sempre allegro e solare, distrutto forse ha funzionato più di ogni altra canzone. Certo è che, con la defezione di Paola, l’unico avversario per Marco è Giuliano: sbaglia la Mori a prevedere l’esito del televoto, il sardo è un avversario ostico per il Mengoni. E non è detto che, alla fine, a spuntarla sia proprio l’over.

X Factor, decima puntata.

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Cronaca – come al solito – in clamoroso ritardo. Ed effettivamente, dopo tre giorni, ha poco senso fare una cronaca*, quindi mi soffermo soltanto sui punti principali:

  • Chiara eliminata. Da Morgan. Scelta che mi trova totalmente d’accordo (a me lei non ha mai fatto impazzire, nelle ultime puntate poi era terribilmente soporifera), tanto era chiaro fin dalla puntata precedente: l’effetto Susan Boyle non ha funzionato al televoto e, sinceramente, se non funziona per il pubblico televotante, è difficile che sortisca effetti migliori altrove (tipo in radio o in classifica)
  • Morgan ha dato del populista demagogo vuoto blablabla al Facchinetti. E pure in questo caso, a costo di apparire il solito pro-Castoldi, sono d’accordo col cantante. Magari ha sbagliato il modo, senz’altro avrebbe dovuto fermarsi prima prima di mandare tutti a quel paese, però il succo del discorso era assolutamente corretto. E la risposta del conduttore (“meglio essere vuoti che essere come te”, “vattene a casa”) ha ricordato un po’ troppo la Ventura peggiore.
  • Paola ha cantato Briciole. Lei è bravissima, canta benissimo ed il pezzo era nelle sue corde, ok, però cantare una canzone che, assieme alla sua interprete, è nata su quel palco è un mezzo suicidio. Infatti non è andata al ballottaggio, però è uscita con le ossa rotta da un ipotetico confronto con Noemi. In questo caso, colpa della Mori.

* Ricordatevi comunque che c’è sempre Twitter e che, perlomeno là, i tweets taggati #XFactor non mancano mai 😉

X Factor, nona puntata.

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Niente paura, non ho abbandonato X Factor. E se pubblico il consueto resoconto settimanale con un giorno di ritardo c’è un motivo: mercoledì passato non son riuscito a guardarmi la diretta; fortuna che potenti mezzi tecnici (nella fattispecie un videoregistratore) mi hanno permesso di mettermi in pari e commentare come al solito. Fuori Sofia. Era il terzo ballottaggio, era con un’esibizione non molto entusiasmante ed era contro Chiara. Insomma, l’eliminazione ci stava tutta, eppure mi è dispiaciuto davvero tanto. In fondo Sofia era uno dei pochi personaggi di quest’edizione di X Factor: il suo rapporto di odio con Claudia Mori è stato di fatto l’unica novità di questa terza edizione, dove per la prima volta un concorrente ha avuto il coraggio (?) di entrare in conflitto – seriamente – con il proprio giudice. Sarà quindi per compassione, ma Sofia era entrata tra le mie preferite. Viceversa, non mi piace molto la nuova (ed ultima) entrata, Paola Canestrelli, già ampliamente conosciuta nei provini dell’anno passato e a suo tempo scartata da Morgan per lasciare spazio ad Enrico Nordio. E’ brava, certo, ma non sembra possa portare qualche novità all’interno del loft: entrare all’ennesima puntata senza avere nessuna particolarità (senza essere una Giusy Ferreri, insomma), potrebbe essere un suicidio. Oppure un’ottima strategia per far fuori Chiara, che è già palesemente in crisi e che rischia di spartirsi i (pochi?) televoti con la nuova arrivata.
E prima di chiudere, un paio di considerazioni sparse per fare il punto della situazione:

  • E’ uscita da un sacco di tempo la compilation nuova e ancora mi sono astenuto da fare il tradizionale pagellone. Ancora per poco, sappiatelo.
  • Nonostante la crisi d’ascolto, pare che ci sarà pure un X Factor 4. E in un altro periodo, con altri giudici e con un casting meno frettoloso potrebbe funzionare alla grande.
  • Comunque, crisi d’ascolto un corno. Mercoledì passato ha superato l’11% di share ed i due milioni: non saremo ai livelli della passata edizione, ma la Mori fa comunque più ascolto della Ventura 2008.
  • Kaos ci informa che – rullo di tamburi – Gabriella Martinelli potrebbe entrare a far parte della già citata quarta edizione. Peccato che, con tutta probabilità, non sarà con Morgan.
  • E comunque che la smettano di dire che Matteo Becucci non piace e non ha venduto niente, mentre i The Bastard Sons of Dioniso hanno fatto un grande successo: se c’è stato un singolo che ha floppato alla grande, semmai quello è stato “L’Amor Carnale” (che pure era – ed è – adorabile).

Considerazioni sparse su Lucca Comics & Games 2009

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    • Fosse pure l’edizione più brutta di sempre, Lucca Comics & Games è comunque la cosa che più si avvicina al Paradiso, non c’è storia.
    • Nonostante la pessima gestione, nonostante i cambi di binari all’ultimo secondo, nonostante il caos, viaggiare in treno è troppo comodo. E farlo su un treno pieno di cosplayer è ancora meglio.
    • Lucca è magnifica e visitarla tutta per cercare i vari stand sparsi per la città è bellissimo.
    • Il ramen rientra, assieme al sushi e a quasi tutto il cibo giapponese, tra quelle cose che “son tanto carine da vedere, me le mangerei con gli occhi, ma sono agli antipodi rispetto ai miei gusti”. Purtroppo.
    • Un unico appunto: troppa troppo troppa gente. Capisco che in questo modo si puo’ parlare di grande successo, ma ingrandire un pochino gli stand proprio non si puo’?
    • I ragazzi che stavano agli ingressi degli stand si dividevano in quelli che “è più che sufficiente mostrare il braccialetto, tanto manco ti guardo” e quelli che “fammi controllare il biglietto, brutto nerd spilorcio“. Ed era possibile distinguerli solo nel momento in cui entravi (ovvero quando mostravi il biglietto a quello che se ne fregava totalmente o quando ricevevi la minaccia dall’altro perchè ti limitavi a tenerlo in tasca).
    • Sono riuscito ad evitare chiunque regalasse qualsiasi tipo di omaggio, ma in compenso mi sono beccato tutti quelli in cerca di donazioni. Ho una certa abilità, non c’è che dire.
    • Posso dire di aver visto una gigantografia di un Rabbids, una di Maxwell, un centinaio di peluche nintendosi neanche troppo cari e un sacco di roba talmente kawaii da far venire il diabete. E non ho preso niente (neanche una foto) di tutto ciò.
    • Veder spuntare ovunque (ma proprio ovunque) gente con quelle splendide maschere da Rabbids e non avere la  più pallida idea di dove fossero distribuite, bè, mi ha fatto sentire un vero idiota. Non aver provato la demo di Red Steel 2 ha sortito più o meno lo stesso effetto.
    • Quei ragazzi che hanno fatto il cosplay da emoticon sfoggiando quei cartelli/bandierine hanno tutta la mia stima. Se siete all’ascolto, palesatevi.
    • Non l’avrò visto al cinema, ma posso dire di aver comprato il dvd di Ponyo sulla scogliera con 11 giorni di anticipo rispetto alla data di uscita. Tiè.
    • Alla fine c’è sempre questa triste legge per cui, uscito dagli stand, oltrepassati i confini lucchesi e sulla via del ritorno, ti penti di non aver comprato abbastanza. E cominci a fare il countdown per l’edizione successiva (-354, comunque).