Se fa ridere è Comix!

Con le allucinazioni per il caldo, ormai diventato una cosa sola con il condizionatore, ho deciso di ingannare la bella stagione stilando la classifica delle cose più belle che succedono alla fine dell’estate. Perché siamo quasi alla fine dell’estate, no? Ecco quindi il podio:

3) posso uscire anche nelle ore più calde e posso bere poca acqua
2) in TV terminano le repliche e spuntano nuovi programmi
1) niente più foto del mare su Instagram mentre io sono recluso in casa

Soprattutto però, fuori gara per manifesta superiorità, nei supermercati e negli ipermercati si fa pian piano spazio il paradiso, la terra promessa, l’Eden: il reparto cartoleria. Com’è che si dice? Cartoleria is coming. E il re del reparto più bello, il Nirvana, è ovviamente l’agenda che da generazioni accompagna gli studenti delle scuole medie, superiori e pure gli universitari come me: la Comix. Quando mi chiedono perché sono fuori corso da ahem.. qualche anno, la risposta non trova obiezioni: “Prima di smettere di studiare devo provare tutte le Comix”. Eh sì: quest’anno per esempio sono ben dodici le varianti colore della #Comix2018, a cui si aggiungono due bellissime edizioni speciali realizzate da GGT e Hackatao. Io ho già scelto la versione turchese e sfogliandola (non volevo spoilerarmi niente ma la curiosità ha avuto la meglio) sono giunto alla conclusione che i contenuti sono tra i migliori di sempre, con bellissime interviste a cantanti, youtuber e sportivi come Bebe Vio. Quest’anno poi torna anche il concorso Vita da Comix, in collaborazione con Nintendo: su http://l12.eu/comix2018-1629-au/2TALVFQBZXFXNIT24VBR si può vincere ogni giorno un videogame per Switch e se voi ancora non ne avete una (io sì e quest’estate praticamente non ho fatto altro che giocarci) in palio c’è anche una console alla settimana. Se invece vi sentite meno fortunati ma molto talentuosi, per voi ci sono i Comix Award: una vetrina social da quasi due milioni di fan dove saranno pubblicati i migliori contenuti di noi comixiani. Adesso sapete cosa fare nelle pause studio – e magari anche durante lo studio! 👀

Buzzoole

Tra le macchinine e le automobili

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Non so se le ricordate anche voi, ma da bambino andavo matto per quelle macchinine che cambiavano colore immergendole nell’acqua. Il cambiamento era davvero minimo, ma anche solo l’idea di poter personalizzare la mia macchinina preferita con un’operazione tanto semplice sembrava quasi magia. Da allora sono passati un bel po’ di anni, ma quello stesso brivido l’ho ritrovato provando il Configuratore della Nuova MICRA. L’idea è un po’ la stessa ma elevata all’ennesima potenza: personalizzare la propria MICRA, non solo nel colore, bensì in tutto quello che potete immaginare. Motore, ruote, rivestimenti, personalizzazioni interne ed esterne. Così ieri, con la stessa curiosità del bambino che gioca con le macchinine, sono andato su http://l12.eu/micra2-1619-au/KQJUNWF6VMFXNIT24VBR e ho provato a comporre la macchina dei miei sogni. Una Nuova MICRA Visia perfetta per muovermi in città, con un motore che però mi permetta di raggiungere facilmente il paesino dove vivono i miei genitori. Rossa, perché ormai a quello non so rinunciare, ma con interni casual. E poi il massimo della tecnologia, come il battitacco wireless, che ho visto da un mio amico e che mi ero ripromesso sarebbe stato nella mia prossima auto. Et voilà, la mia macchina ideale. È quella che vedete nella foto a inizio post: io, indeciso cronico, devo ammettere che stavolta avevo le idee chiarissime. Ancora più entusiasmante è che il Configuratore non si limita a simulare l’auto perfetta solamente online: certo, grazie al sito ho potuto studiarla in ogni dettaglio, interno ed esterno, ruotandola a 360 gradi. Ma, proprio a partire dalla mia Nuova #NissanMICRA (tutte le informazioni le trovate su http://l12.eu/micra2-1621-au/KQJUNWF6VMFXNIT24VBR), posso ricevere un’offerta personalizzata, prenotare un test drive e soprattutto andare nella concessionaria Nissan più vicina. Lì mi aspetta un visore Oculus nelle concessionarie Nissan per poterla vivere come se già fosse lì e ritrovare l’entusiasmo di quel bambino che giocava con le macchinine.