Buratti Auto, un riferimento dal 1952

Buzzoole

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Ho parlato in più occasioni del mio rapporto – prima un po’ travagliato, ora decisamente idilliaco – con la guida. Ormai la mia automobile è un riferimento per me, senza la quale sarei perso. Un riferimento per le automobili invece è Buratti. Lo sa bene chi, come me, abita a Firenze e in tutta la Toscana: la concessionaria è nel settore automobilistico dal 1952 e negli anni si è guadagnata la fama di una vera e propria istituzione. Soprattutto Buratti è adatta a tutte le esigenze: per chi cerca un’auto nuova (con un’ampia scelta tra Kia, Renault e Dacia), per chi cerca un’auto usata (più di cento occasioni selezionate e con garanzia legale di 12 mesi) e chi cerca un’auto aziendale.

renaultCapturIn particolare Buratti fa per voi se cercate i nuovissimi modelli di Renault e Dacia. La nuova Scenic Clio Captur ed Express è disponibili con il finanziamento Renault Way che permette di scegliere in piena libertà, con una rata comoda e tanta flessibilità. Mai più vincoli: Renault Way ti permette di scegliere se cambiare la vecchia Renault con un nuovissimo modello, tenere la vettura saldando o ricalcolando la data o infine restituire la vettura al concessionario. Addio alla preoccupazione di vendere l’usato: cambiare auto oggi è più facile che mai.

Disponibile anche la nuova Kia Stinger, l’ultimo modello di Kia. E proprio Kia, unica in Europa, offre su tutto il proprio parco auto  7 anni di garanzia/150.000 km.

Buratti è officina meccanica Kia, Renault e Dacia con servizio tagliando auto, gomme estive e invernali. Tutte le informazioni sono sul SITO di Buratti.

Berlino

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Sono fermamente convinto che ognuno abbia un proprio legame con Berlino. È una specie di teoria dei sei gradi di separazione ma ancora più estrema: se non sei mai stato a Berlino conosci almeno qualcuno che ci ha abitato. Nel mio caso addirittura entrambe. Il primo incontro, quello diretto, è stato anche il più tradizionale: in gita con la scuola. Non in quinta superiore, perché l’ultimo anno bisogna studiare e non c’è tempo per le “vacanze”. Atteggiamento curioso, come se poi fossimo gli unici al mondo a fare la maturità. Alla fine eravamo gli unici a non fare gite. L’anno precedente invece andammo a Berlino. Di quel viaggio ricordo tutto, dalla partenza avvolta nella nebbia e nel sonno alle emozioni che solo i diciott’anni ti danno. Più di tutto però nel cuore mi è rimasto proprio il viaggio, quelle interminabili ore di autobus con la musica nelle orecchie. Un iPod azzurro in cui c’era di tutto, le playlist storiche, gli innamoramenti lampo che non sarebbero sopravvissuti al liceo, ma soprattutto c’erano una mezza dozzina di album di David Bowie. È una mia vecchia abitudine: ogni viaggio deve avere una sua colonna sonora, un’artista da ascoltare prima, durante e dopo quei giorni magici. Per Berlino avevo scelto proprio Bowie, quasi per caso, senza ancora sapere dello stretto legame che lo legava alla metropoli. La stretta sorveglianza della scuola però mi ha impedito di vivere la Berlino di Bowie: ho visitato una bellissima città, certo, ma non quella che ha ispirato e poi cantato il nostro. Niente a che vedere insomma con l’itinerario proposto ad esempio da Euromaster Life, life.euromaster-pneumatici.it, che tocca tutti i luoghi dove la metropoli si fonde con l’artista. È in quel momento che ho realizzato che anch’io avevo un rapporto speciale con Berlino e che prima o poi dovrò completare quel viaggio. Dicevo prima: o sei stato a Berlino o conosci qualcuno che c’è stato. Beh, io conosco Bowie. #EuromasterLife

Il tuo simulatore di guida

Spesso mi capita di ripensare ai miei diciott’anni e alla mia patente. Sembra impossibile pensandoci ora (o forse no), ma all’inizio ero terrorizzato – sì, terrorizzato – all’idea di guidare. La patente la presi un po’ per l’insistenza dei miei un po’ perché me l’ero autoimposto. Dovevo farcela. E sapevo che il momento era quello, o a diciott’anni o mai più. E infatti ce la feci, al primo colpo, anche se aspettai qualche mese più del dovuto.

All’epoca, quando ogni prova di guida pratica mi faceva tremare come una foglia, il mio pensiero era solo uno: possibile che non possa provare a guidare standomene comodamente a casa? Lontano da occhi indiscreti, lontano da ogni ansia, solo io e un volante. All’epoca non era possibile, no. Oggi invece sì.

Se avete una PlayStation 4 o una Xbox One c’è un solo nome che dovete memorizzare: Assetto Corsa. La serie, che da sempre è il punto di riferimento per i simulatori di guida, ha raggiunto una nuova vetta. E qua non si parla di imparare a guidare un’utilitaria, ma di vivere le vere e proprie emozioni della guida sportiva, replicate così fedelmente che quasi dimenticherete di essere nel vostro salotto. La tecnologia laser scan ha permesso agli sviluppatori di Kunos Simulazioni di raggiungere un livello di accuratezza impensabile fino a poco tempo fa, alzando di fatto gli standard di un intero genere.

E, sì, Assetto Corsa ha l’Italia nel suo DNA. Chi meglio di un team di sviluppo a un passo dal circuito di Vallelunga poteva dedicarsi a un progetto così colossale? Fisica precisa, guidabilità su misura, creato per essere perfetto: Assetto Corsa non è semplicemente un simulatore di guida, è il tuo simulatore di guida.

Poi ci sono i numeri, che parlano chiaro più di ogni altra cosa: 24 configurazioni di pista basate su 16 circuiti leggendari, una modalità di corsa in singolo, una multigiocatore, la quantità sterminata di marchi automobilistici che compaiono in Assetto Corsa e che con assoluta fedeltà sono stati riportati nel gioco. Finalmente tutti noi avremo la possibilità a di realizzare il sogno di guidare le auto più prestigiose della storia e di farlo con una fedeltà che non conosce pari. Un’emozione di alto livello.Buzzoole

Assetto Corsa è disponibile per PlayStation 4 e Xbox One, qui tutti i dettagli.Buzzoole

E se l’invasione xfactoriana di Sanremo non fosse ancora finita?

Abbiamo Marco Mengoni, Noemi e Morgan, d’accordo, ma i fan di X Factor non si accontentano così facilmente. E quindi perchè non aggiungere altri reduci dal talent show di Rai Due nel cast di Sanremo? Impossibile? Tutt’altro: quest’anno (dopo un fallimentare esperimento simile dell’anno passato) i partecipanti della categoria Nuova Generazione saranno selezionati direttamente sul Web. E fra i potenziali nuovi concorrenti, ci sono tante facce note…

Daniele Magro – Al posto del mondo
Audio Rai.TV – Sanremo 2010 – Daniele Magro – Al posto del mondo

Di Daniele Magro, nonostante le aspettative della Ventura, si sono perse le tracce ben presto: il suo EP uscì misteriosamente un mesetto dopo gli altri senza poter beneficiare del traino post-XFactor e a nulla è valso il suo ruolo di inviato (?) nell’ultima – e dimenticabile – edizione di Scorie. A Sanremo ci prova con “Al posto del mondo“, un simil-tango lontano anni luce dall’inedito che presentò in semifinale: molto Giusy Ferreri, potrebbe funzionare.

Vittoria Hyde -Un sogno qualunque
Audio Rai.TV – Sanremo 2010 – Vittoria Hyde – Un sogno qualunque

Eliminata alle battute inziali della prima edizione di X Factor, Vittoria Hyde era riapparsa nella nostra memoria in quanto possibile-fidanzata-misteriosa-di-Morgan. A livello musicale, dopo la cover di What’s Up era uscita con E’ con te, (mancato) tormentone estivo dai toni decisamente pop: Un sogno qualunque è ancora un esperimento decisamente melodico, decisamente sanremese e decisamente prevedebile.

Viola Selise – Caramelle e Pop Corn

Viola Selise è lo pseudonimo di Elisa Rossi, brava concorrente della seconda edizione fatta fuori – scandalosamente – contro i Farias da Simona Ventura. Dopo la gravidanza e la partecipazione al musical Hair, torna con questa deliziosa “Caramelle e Pop Corn“: tutto molto bello. Sul palco dell’Ariston sarebbe perfetta e, si, qua si tifa soprattutto per lei.

Tony – Il linguaggio della resa
Audio Rai.TV – Sanremo 2010 – Tony – Il linguaggio della resa

Pupillo di Mara Maionchi, tanto da arruolarlo nella sua casa discografica: ha all’attivo un singolo (Mi togli il respiro, quello che presentò ad X Factor prima edizione) ed un EP uscito la scorsa primavera (da cui ha estratto, senza troppo successo, Ama Calma e Fidati di me). Ha collaborato pure nella stesura di Una donna migliore, l’inedito delle Yavanna: insomma, Tony non è propriamente garanzia di successo. “Il linguaggio della resa” con tutta probabilità non stravolgerà questo trend: abbandonati i toni R&B con cui la Maionchi aveva tentato la strada del nuovo Tiziano Ferro, si è preferito optare per la classica ballad sanremese. Carino (e nulla più).

Serena Abrami – Tutto da rifare
Audio Rai.TV – Sanremo 2010 – Serena Abrami – Tutto da rifare

Ancora seconda edizione, ancora squadra di Simona Ventura: Serena Abrami non ha mai lasciato il segno, magari Sanremo sarà l’occasione per riscattarsi. “Tutto da rifare” inizia come fosse una canzone della Pausini, poi esplode in qualcosa di tutt’altro genere: niente di nuovo, tutto già sentito. E con un testo così e così.

Terrarossa – Io rimango mio
Audio Rai.TV – Sanremo 2010 – Terrarossa – Io rimango mio

Chi sono i Terrarossa? No, loro non sono mai andati ad X Factor, ma il frontman è un certo Emanuele Dabbono – terzo classificato ad X Factor prima edizione – e tra l’altro il suo primo EP è stato registrato proprio assieme alla band di sempre. “Io rimango mio” tenta di essere una canzone piuttosto impegnata (senza riuscirci neanche tanto), ma nel complesso è piuttosto godibile.

Ironique – Dolci Bugie
Audio Rai.TV – Sanremo 2010 – Ironique – Dolci bugie

In questo caso dobbiamo scavare negli annali di X Factor e scoprire che Ironique si è addirittura fermata ai primi provini. Merita comunque una menzione innanzitutto perchè promossa da Andrea Rodini (l’indimenticabile vocal coach degli Over 25 della seconda edizione) e poi perchè rischia seriamente di arrivare sull’Ariston: dopo Arisa, probabilmente si sono accorti che pure Sanremo ha bisogno di personaggi e nessuno pare più adatto di lei. Folle.

Italia’s Got Talent. But Mediaset doesn’t have got talent.

C’era grande attesa per la puntata zero di Italia’s Got Talent, andata in onda ieri sera su Canale 5: un format internazionale salito alla ribalta in tutto il mondo grazie al fenomeno Susan Boyle e un parterre di giudici (Scotti, De Filippi e Zerbi) di grandissimo richiamo. Peccato che sia stato un mezzo disastro. Avete presente X Factor? Avete presente i casting – che poi sono la parte più noiosa del programma – che vanno in onda giusto per una decina di minuti nel daytime? Bene, allungate il tutto di tre ore (3!) e aggiungeteci  tre giudici che non hanno un briciolo del carisma di una Claudia Mori qualsiasi. Sì, Italia’s Got Talent è la brutta copia del peggior X Factor. Non è il caso di disquisire se la colpa è dell’adattamento italiano o della scarsa fantasia di Simon Cowell, il fatto è che – al di là di alcune recensioni troppo buoniste – il pilot non è stato particolarmente convincente. Prendete pure Simone Annicchiarico: doveva essere la grande novità di questa programma, un presentatore esordiente al comando della prima serata di Canale 5. Risultato? E’ stato sempre dietro le quinte, commentando con due parole ogni esibizione e senza il benché minimo contatto con i giurati: una roba che in confronto Facchinetti è già in partenza per Sanremo. E poi ci sono loro, i giudici. Maria De Filippi è stato l’elemento migliore, piuttosto misurata ma non per questo meno interessante (rispondendo “Natale!” alla domanda “Quando è nato Berlusconi?” ha guadagnato poi mille punti di stima), Rudy Zerbi piuttosto fastidioso nel ruolo del discografico cattivo cattivo (anche se forse “strafottente” sarebbe la parola giusta), Gerry Scotti inconsistente se solo non avesse 1) preteso di gestire gli altri giudici, dando i tempi (sbagliati?) e tentando continuamente di prendere le redini del programma 2) pianto di fronte all’esibizione di Carmen. Già, perchè alla fine c’è stata pure lei, Carmen Masola. Ovvero il motivo per cui NON vedere Italia’s Got Talent. Intendiamoci, lei è bravissima e merita un grande successo, ma dal punto di vista televisivo è stato il punto veramente più basso della puntata. Potevamo farci mancare la Susan Boyle italiana? Figuriamoci! Introdotta da una clip strappalacrime con Eleanor Rigby in sottofondo (la stessa canzone che Chiara Ranieri cantò ad X Factor, un caso?), sale sul palco e sfodera una voce da… Susan Boyle. Tutti i giudici esterrefatti, Rudy Zerbi con la solita frase di circostanza e Gerry Scotti in lacrime (come fece, sempre casualmente, Morgan a suo tempo). Insomma, una specie di crossover fra l’ormai celeberrima star di Britain’s Got Talent e quella del nostro X Factor. E questo sarebbe “sperimentare un nuovo programma […] idee nuove, format nuovi”.

Guardiamoci (attraverso) le spalle

invisibile

In pieno clima vacanziero, accendo la tv verso l’ora di pranzo e mi propino la consueta mezz’ora di Studio Aperto: emergenza caldo, emergena violenza, emergenza superenalotto (cosa risolta). E poi la notizia curiosa: il professor Ulf Leonhardt ha ricevuto un finanziamento dall’inglese Royal Society per realizzare il mantello dell’invisibilità. Quello che magari non tutti sanno, e qui si sfonda nel SettimanaEnigmistica-style, è l’interesse relativo al progetto invisibilità: io, ad esempio, non lo metterei in cima alla lista delle invenzioni più necessarie. Anche perchè vedo più implicazioni negative (tipo ti svaligio casa senza neanche che tu mi veda) che positive (tipo… bè, il progresso). Eppure se ne parla da anni. Nel 1994 la soluzione sembravano fantasiosi schermi flessibili da indossare e minitelecamere dietro la schiena (un’idea ripresa poi nel 2003), mentre nel 2006 si parlava di un materiale capace di piegare la luce, riprendendo un progetto della fine degli anni Sessanta del russo Victor Veselago. Nel 2007 si era pronosticato l’arrivo del mantello dell’invisibilità entro dieci anni (che nel frattempo sarebbero diventati otto), mentre poche settimane fa la soluzione spagnola pareva essere l’azzeramento del campo magnetico all’interno del modello da far scomparire.
L’unico comune denominatore tra tutti questi progetti? In ogni articolo a riguardo, si cita il mantello dell’invisibilità di Harry Potter. Con buona pace dei Fantastici Quattro, la vera Donna Invisibile sembra essere JK Rowling!   😀