Questione di tempismo

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In tutte le cose ci vuole il giusto tempismo, talvolta per non turbare gli animi, altre per trarre il massimo profitto. Capitano però volte in cui le due condizioni – non turbare gli animi e trarre profitto – proprio non possono convivere assieme. E’ il caso della notizia di oggi, incentrata – tanto per cambiare – sul compianto Michael Jackson: LifeGem produrrà una serie limitata di diamanti ottenuti a partire dai capelli di Jacko. La ciocca in questione è quella bruciata durante il celeberrimo spot della Pepsi che John Reznikoff acquistò assieme alla giacca – firmata Armani, eh – con qui è stato spento il fuoco. Un’operazione simile era già avvenuta nel 2007 con i diamanti di Beethoven, dove però la (bizzarra?) idea era parsa più un tributo che altro: la volontà invece di produrre i diamanti di Jackson poche settimane dopo la morte dello stesso è semplicemente di cattivo gusto. Perchè si prospettano cifre astronomiche (i diamanti di Beethoven sono stati piazzati a $240,000 al pezzo, sull’onda della Jackson-mania è lecito aspettarsi un prezzo ancora più alto per questi) che andranno soltanto ad alleggerire ulteriormente le tasche dei fan.

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Buona la seconda

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Qualcuno forse si ricorderà del blog che la Rai aprì l’anno scorso in occasione delle Olimpiadi: doveva essere un filo diretto con Pechino, alla fine venne abbandonato dallo stesso autore perchè i commenti vennero intasati di critiche – assolutamente fondate – sulla gestione dell’evento (in maniera peraltro piuttosto discutibile, visto che la motivazione ufficiale recitava “Il blog non è un forum, dove individuato un ambito di discussione, tutti possono dire tutto, a ruota libera, interagendo tra loro“). Adesso la Rai ci riprova: è infatti attivo da pochi giorni il blog per i mondiali di nuoto Roma09. Un blog tutto sommato piacevole perchè sembra realizzato con passione e voglia (vera) di scrivere: nessun post per cui strapparsi i capelli, anzi, ma un’atmosfera decisamente accogliente. Nel mare della disorganizzazione in qui vertono questi mondiali, qualcosa che funziona c’è.

E alla fine fu Italia.it

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Io penso che, al di là di ogni critica, il vero problema del portale Italia.it sia il prezzo. Cioè, per quanto possa essere intuitivo, per quanto possa essere geniale, per quanto possa essere davvero utile e fruttuoso, un sito non può costare 5 milioni di Euro (che poi è la stima del governo, quindi nessuno ci assicura che la cifri non lieviti misteriosamente), specie se l’assegno a sei zeri viene gentilmente offerto dalle tasche dei contribuenti*. Il vero problema è che, se anche il Governo realizzasse un portale sorprendentemente valido – e anche se la Brambilla passasse tutta l’estate tra link e feed – quei milioni di euro non sarebbero comunque giustificabili. Detto questo, il “nuovo” Italia.it è pure peggio del primo. Tutto tranne che “emozionale” (qualunque cosa voglia dire).

* Stessi contribuenti che nelle intenzioni della Brambilla dovrebbero collaborare – a titolo gratuito – a migliorare il portale.

Michael Jackson senza bisturi (e vitiligene)

Si torna a parlare di Michael Jackson. Perchè nonostante le tragedie (addirittura due – questa e questa – oggi), la morte di Jacko continua a fare notizia e infiammare le prime pagine di tutti i giornali. Da qualche giorno gira sul web l’immagine sopra: una rielaborazione grafica di come sarebbe diventato Jackson a 44 anni, senza operazioni e malattie. Già, ho usato il termine “malattie” perchè ultimamente è scoppiata pure la polemica sulla vitiligene, la malattia della pelle di cui avrebbe sempre sofferto Jackson e che l’avrebbe portato allo sbiancamento completo della pelle: notizia confermata dallo stesso Jackson, ma mai dimostrata. Proprio la mancata “certificazione” (strana, perchè avrebbe messo definitivamente fine allo spiacevole equivoco) ha diviso l’opinione pubblica tra diffidenti e chi ritiene impossibile uno sbiancamento artificiale. Ritornando invece all’immagine sopra, senz’altro non sarà molto attendibile (è stata elaborata a partire da una foto in cui Jacko era ancora molto giovane) e i realizzatori avranno voluto sottolineare i “miracoli” della chirurgia plastica, ma la differenza tra le due foto è abissale. Il dubbio è sempre lo stesso: ne è valsa la pena?

Michael Jackson

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La morte di Michael Jackson è la notizia del giorno. Probabilmente, anche dell’anno. Senz’altro trasversale: tutti, nessuno escluso, è rimasto colpito dalla notizia e tutti, in qualche modo, sentono il bisogno di partecipare al lutto. Jackson era ampliamente criticabile. Questo è forse l’aspetto più rilevante: le operazioni chirurgiche, la condotta di vita, l’eccentricità, le accuse di pedofilia, il volto sfigurato; tutti elementi che portavano a deriderlo, compatirlo e – perchè no – disprezzarlo. Fino ad oggi, perchè la morte – specie quando giunge così all’improvviso – rende tutti più umani, sia noi che commentiamo con più o meno partecipazione che chi ci lascia. La morte cancella davvero ogni colpa? No, però in parte è giusto che sia così. Che Michael Jackson sia ricordato per quello che ci ha lasciato, non per quello che si presume abbia fatto.
Impressionante è anche l’affetto dei fan e del web in generale: basta dare un’occhiata su Google Trends di oggi. Sui 100 termini più cercati su Google, moltissimi sono dedicati a Jacko; curiosamente però tra i primi cento manca la keyword più semplice: “michael jackson“. A voi le conclusioni*.

* A me piace immaginare che – a differenza di altre star di minore spessore – nessuno abbia bisogno di cercare il suo nome per capire chi è Michael Jackson. 🙂

Magic Italy

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Magic Italy è un motto dal retrogusto calcistico, sembra già di vederlo come slogan di un qualsiasi sponsor ufficiale della nazionale Italiana di calcio, come claim – chessò – della Nutella o della raccolta punti della Erg. Invece saranno le parole chiave del rilancio turistico del nostro Paese: qualcuno dovrà spiegarci perché promuovere l’Italia con un nome che di italiano non ha niente, ma probabilmente siamo noi ad essere ancorati a vecchi preconcetti. Vabbè. Poi c’è il logo: presentato dalla Brambilla con la supervisione di Berlusconi, non è molto entusiasmante. Bruttino, insomma. Mira a qualcosa di buono, ma si limita a scopiazzare qua e là senza il benché minimo stile, non è fatto a casaccio, ma è tirato su con fare cheap senza il fascino del low-cost. Ha ragione chi dice che sembra uscito dalle televendite di un tempo (o dalle peggiori di Mediaset): Magic Italy è realizzato con la stessa cura di uno spazio pubblicitario passato a notte fonda su qualche rete locale. Mi chiedo solo perchè non lasciano realizzare questi lavori a giovani designer che – anche a costo zero o perlomeno in cambio della visibilità ottenuta – farebbero molto meglio.

Europee 2009

L’anno scorso, parlando delle elezioni, mi ero limitato a constatare – con non poca preoccupazione – il crescente consenso per una Lega Nord sempre più influente e intollerante. Oggi, dopo 14 mesi di governo (disastroso) e all’indomani di una tornata elettorale in cui tutti – a parole – sono vincitori e vinti, non posso che rinnovare le stesse parole. Stavolta però corredate da due link: quello di Davide e di un video di YouTube, perfette sintesi del nostro sistema politico.