Euro 2.0(12)

Dopo aver visto il logo di Londra 2012 ero pronto a tutto: in effetti tutto si puo’ dire tranne che i grandi eventi sportivi (Olimpiadi, ma anche Mondiali ed Europei di calcio) abbiano dei loghi capaci di attirare consensi unaninimi. L’inversione di tendenza, a dire la verità, era cominciata con il simbolo scelto per le Olimpiadi invernali del 2014: molto semplice, con un font forse troppo scontato, ma piuttosto moderno – e addirittura con l’indirizzo web, vera e propria rivoluzione. La novità di questi giorni è invece il logo di UEFA Euro 2012 (è quello che vedete in cima al post): riprendendo gli wycinanki tipici della tradizione nord europea, sono riusciti ad elaborare un logo semplice, pulito e piuttosto due punto zero, senza per questo rinunciare alla tradizione (i due fiori stanno infatti a rappresentare Polonia ed Ucraina, le nazioni ospitanti). Il tutto corredato da un video veramente carino che ripercorre le fasi della sua creazione.

[via DesignerBlog]

I grandi classici del web

Qualche tempo fa scrissi un post su Olly Moss, l’illustratore che aveva riletto le cover di alcuni videogiochi come fossero copertine di bestseller letterari. E non è escluso che Stéphane Massa-Bidal si sia liberamente ispirata proprio a quei lavori per realizzare il suo Web Services Covers Therapy: una serie di poster in cui i principali social network (da Facebook a YouTube, da Twitter a Last.fm) sono reinterpretati come fossero grandi classici della letteratura. Potete vederli tutti su Flickr ed eventualmente acquistarli nei diversi formati.

[via Super Punch e DesignerBlog]

Menos es Más, una bibita amica dell’ambiente (e del design)

menosesmas

Probabilmente in tanti sapranno che l’azienda produttrice della Coca Cola, la The Coca-Cola Company appunto, è la stessa dietro a Fanta e Sprite (e anche Powerade, Nestea e Minute Maid), ma in pochi sapranno nominare gli  oltre 400 prodotti che la multinazionale vende in tutto il mondo. Tra questi si sta aggiungendo un nuovo marchio, destinato al mercato spagnolo, tutto particolare: si tratta del Menos es Más, letteralmente “meno è di più“. E’ un drink che ha attirato la mia attenzione per svariati motivi: primo, è attento all’ambiente (o perlomeno si presenta con questo intento) e infatti i contenitori sono decisamente piccoli. Secondo, per ridurre le dimensioni Menos es Mas è in realtà una sorta di concentrato: per goderne appieno, occorre infatti diluirlo con dell’acqua. Terzo, ma non meno importante: lo studio Saffron ci ha realizzato sopra un packaging su misura semplicemente splendido. Giocando sull’idea della trasformazione (quella che permette appunto di ottenere una bibita completa a partire dal concentrato iniziale), hanno realizzato quattro illustrazioni in cui altrettanti cose diventano oggetti più complessi: li vedete in cima al post, un seme diventa Terra, una goccia d’acqua si trasforma in un camaleonte, una moneta in un salvadanaio a forma di maialino e un uccellino addirittura in un elefante. Ognuna di queste illustrazioni campeggia sulla fronte di ogni bottiglia, oltre che nei cartelloni pubblicitari che stanno invadendo la Spagna… arriveranno mai da noi?

Epic Mickey: anche i topi, di tanto in tanto, cambiano look

epicmickey

Chi ha una minima conoscenza di storia videoludica conoscerà bene la parabola qualitativa dei giochi su licenza. Se un tempo i videogiochi con protagonisti gli eroi di fumetti e cartoni animati erano garanzia di qualità, col passare degli anni i tiein sono diventati sinonimo di spazzatura. Negli ultimi anni però c’è stata una piccola – quasi impercettibile – inversione di tendenza: casi sporadici, per carità, ma pur sempre piacevoli sorprese. E così, accanto all’immortale GoldenEye 007 (1997, 95.40%), sono spuntati fuori un King Kong (2005, 82.20%), un Batman: Arkham Asylum (2009, 96.00%) o un bizzarro esperimento disneyano come Kingdom Hearts (2002, 86.48%). E pare che il prossimo big game su licenza l’abbia in mano ancora una volta Disney: il titolo provvisorio è Epic Mickey e dovrebbe essere una rilettura, in chiave steampunk, di Topolino. Il progetto è ancora segretissimo, tanto che le uniche informazioni sono la console (Wii) e una manciata di concept art. Artwork però che già lasciano presagire un mondo decadente, con tanto di Pippo zoombie meccanico (!) e castelli che sfidano ogni legge della fisica. Insomma, dimenticate la vecchia Topolinia, qua siamo proprio su un altro pianeta. E io adoro quando i canoni vengono stravolti in maniera così radicale. Tra l’altro nelle intenzioni degli sviluppatori, Junction Point Studios, c’è quella di superare gli standard qualitativi di Super Mario: le ambizioni non gli mancano…

But face it she’s Madonna

madonna

Madonna (la popstar, si intende) sarà pure criticabile a livello musicale, ma non certo a livello iconografico. Ad esempio, del nuovo album – Celebration, un greatest hits con un paio di inediti – è uscita giorni fa la copertina: riprende una foto di una ventina d’anni fa, rielaborata (magistralmente) in chiave pop da Mr. Brainwash. Dello stesso autore è anche la presunta cover del singolo omonimo (la vedete qua): un po’ meno riuscita dell’altra, ma assolutamente in linea col progetto celebrativo. E poi c’è la canzone vera e propria. Doveva chiamarsi Celebrate, poi si è deciso di intitolarla come l’album: sta girando su YouTube, prima che chi di dovere la rimuova, anche se l’attesa per la release ufficiale non sarà lunghissima (4 Agosto in radio e online). Un pezzo non particolarmente sorprendente, ma che farà il suo dovere in radio e nei dancefloor. Tutto ciò che tocca Louise Veronica Ciccone sembra sempre assolutamente perfetto, ci avevate mai fatto caso?

Ads #3: che Internet Explorer 8 faccia vomitare?

Da qualcuno è stata ribattezzata la peggior pubblicità di sempre. Senza esagerare neanche troppo. Lo spot di Microsoft per promuovere il nuovo browser Internet Explorer 8 (e, nella fattispecie, la funzione InPrivate) parte da un’idea tutto sommato carina: la moglie che, involontariamente, scopre i siti “poco ortodossi” visitati dal marito. Peccato che la reazione di lei sia imprevedibile – e decisamente disgustosa: comincia a vomitare. E la telecamera, impietosa, alterna i primi piani della donna con le inquadrature del marito che, dopo essere scivolato sul vomito per terra, viene ripetutamente colpito da nuovi getti. La pubblicità è stata ritirata da Microsoft (nonostante much of the feedback to this particular piece of creative was positive), ma ovviamente su YouTube ne sono rimaste tracce più o meno indelebili. La cui visione è consigliata lontano dai pasti.

Ads #2: Green Day e i graffiti promozionali

Non sono mai impazzito per i Green Day, nonostante l’ultimo singolo – 21 guns, qua il video – sia veramente valido. Quella sopra è invece l’inedita campagna promozionale australiana per il loro ultimo album: graffiti sparsi per tutta Sydney (e non solo) raffiguranti la copertina del disco. Efficace e, soprattutto, a costo (quasi) zero: le opere sono infatti realizzate dai writer e dai fan grazie ad alcuni stencil rilasciati dalla stessa Warner Music; l’operazione non è però piaciuta al governo locale che ne ha ordinato la rimozione a causa delle mancate autorizzazioni. Al di là delle beghe legali (pure comprensibili), è un vero peccato dover distruggere quelle che sono, a tutti gli effetti, piccole opere d’arte.