La svolta (sexy) della timida Ilaria Porceddu

La cosa è vagamente triste: Ilaria Porceddu partecipa alla prima edizione di X Factor, ma – nonostante le presunte raccomandazioni – arriva ad un passo dalla finale:  se ne esce allora con un album e un singolo, ignorati da un po’ tutti. Per  rivitalizzare la sua carriera da cantante (e sottolineo cantante) posa per qualche scatto sexy per Maxim.

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Avevo già sentito parlare di aNobii, ma l’idea di dover catalogare tutti i libri presenti in casa non mi faceva proprio impazzire, anzi. Finchè non ho scoperto che per aggiungere i testi al database era sufficente digitarne il codice ISBN. L’illuminazione: perchè non utilizzare un lettore di codice a barre?
Ecco, da un’ora sto “sparando” come un forsennato, dando spazio al cecchino (e al commesso) finora represso dentro di me.

Firmino: le avventure di un parassita metropolitano

Quando ho messo per la prima volta le mani su Firmino non immaginavo che fosse un best seller internazionale, tanto meno sapevo delle accuse di plagio. Anzi, con quel suo aspetto, poco spesso, copertina essenziale, sembrava proprio un libro di nicchia, magari pure un piccolo cult, ma pur sempre orientato verso una tanto precisa quanto ristretta cerchia di lettori. E invece no, con le avventure del topo Firmino, Sam Savage, alla non proprio tenera età di 68 anni, è diventando la nuova “promessa” della scrittura internazionale. Mica male. Continua a leggere

Time out

Eccolo qui. E’ per colpa di questo cellulare se il blog non è stato aggiornato per giorni e se i lavori per il nuovo template (quasi ultimato, a dire la verità) stentano a finire. Del Nokia N73 avevo parlato proprio poco tempo fa, elogiandolo non poco, e le impressioni, dopo tre giorni di utilizzo massiccio, sono tutt’altro che negative: lo schermo è grandissimo e ben definito, la fotocamera ottima (volendo carica le foto direttamente su flickr!) e il Symbian permette l’installazione di un sacco di applicazioni utilissime. Non ho ancora provato l’UMTS che, a differenza da quanto riportato da Vodafone, risulta presente pure dalle mie, sperdute, parti. Se non si fosse capito, lo adoro. Ed è sempre per colpa di questo gioiellino se di Harry Potter e i doni della morte, regalato oggi, non ho letto neppure la prima pagina. Non che la copertina invogli più di tanto, ma devo pur sempre sapere approfondire il finale della saga…

Una bomba ci salverà dalle bombe

E’ incredibile constatare come possa essere così incostante per quanto riguarda il fattore attesa. Esempio pratico: non comprare Super Mario Galaxy al dayone (ovvero nel giorno stesso di uscita) sarebbe stato per me un dramma di notevoli dimensioni. Al contrario sono riuscito ad aspettare un paio di giorni per guardarmi la registrazioni delle ultime, attesissime, puntate di Heroes. Ci sono poi casi particolari per cui il tempo assume proporzioni completamente differenti: è il caso di un libro, Presi per il caso, presente nella mia wishlist da almeno tre anni. Non sono mai andato ad ordinarlo in una libreria come farebbero le normali persone, al più ho spulciato qua e là in qualche ipermercato, non ho tentato di acquistarlo online, al più ho cercato le informazioni basilari, eppure se potessi lo farei mio all’istante. Il suddetto libro, comprendente un imprecisato numero di pagine, l’ho scoperto quasi per caso, leggendo le pagine (strappate) di un Focus di qualche anno fa: l’autore, tale Federico Bini, si era divertito a reinterpretare delle statistiche vere con fare ironico. Tra i vari esempi che la rivista scroccava citava ce n’era uno un po’ particolare, che cerco di riportare al meglio della mia memoria:

Come combattere la paura terrorismo in un aereo? Semplice, basta portare con sè una bomba: se infatti le possibilità di imbarcarsi su un areo con una bomba sono dell’x%, le possibilità che sull’areo ce ne siano ben due (quella del kamikaze e la nostra) crollano all’y%.

Ovviamente al posto delle variabili x e y c’erano dei numeri ben precisi (che altrettanto ovviamente io non ricordo) e il tutto era scritto in un articolo ben più complesso; dopo lo stordimento iniziale (tzè, io l’ho riassunto in maniera ben più comprensibile XD) ho capito che se il libro si manteneva su questi livelli era una genialata assoluta e in breve è diventata la mia filosofia di vita. O quasi.

Effettivamente parlare di filosofia di vita è eccessivo, ma qualche volta, per tentare di risollevarmi il morale, ho provato a ripensarci riponendovi le mie speranze, anche per cose piuttosto futili. Chessò, è successo a scuola che se un giorno dovevo avere un’interrogazione particolarmente tosta, cercavo di venire interrogato ad altre materia nei giorni immediatamente precedenti: in questo modo le probabilità di essere interrogato per più giorni consecutivi erano davvero pochissime. Ovvio poi che sono sempre e comunque stato interrogato.

Il nuovo Tv Sorrisi e Canzoni tra gossip e servizi esclusivi?

Che sia il primo settimanale italiano non ci piove. A ricordarne la tiratura record c’è pure un’appariscente scritta in copertina: TV Sorrisi e Canzoni vende bene e non si vergogna certo a dirlo. Ma per lanciare la metamorfosi da guida televisiva per eccellenza a settimanale per la famiglia c’era bisogno di una rivoluzione: il nuovo restyling (grafico e concettuale) e l’allettante enciclopedia in regalo avranno infatti attirato molti potenziali acquirenti, assieme a quelli attratti dalla pubblicità derivante dagli spot e dai telegiornali Mediaset che non stentano certo a dare risalto alle varie riviste Mondadori. Ma cos’è davvero cambiato e soprattutto si parla di un deciso passo in avanti o di un clamoroso peggioramento? Gli intenti sono dei migliori: tante esclusive, interviste inerenti alla vita professionale senza cadere nel gossip. Peccato che già al primo vero servizio, quella intervista all’Hunziker a cui è dedicata la copertina, si intuisce che non tutto è andato come si deve: se oggi leggo un’intervista alla conduttrice vorrei sapere informazioni (magari esclusive, visto che di intervista esclusiva si parla) sul suo futuro televisivo, sul suo film e soprattutto sul tanto chiacchierato attrito con Baudo. Invece le prime domande sono sulla sua vita privata, solo alla terza pagina si legge qualcosa riguardo a “Natale in crociera” e solo nelle ultime domande si approfondisce il futuro professionale: niente di nuovo se non qualche interessante informazione su un nuovo ipotetico musical. A Sanremo accenna solo la stessa Hunziker, confidando tra le righe di non aver dato il massimo. A conclusione dell’intervista alla più amata dagli italiani (così la definisce la rivista, tra l’altro contraddicendosi dopo poche pagine quando nella consueta classifica di gradimento è alla quarta posizione dietro a Chiatti, Capua e Seredova), l’ipocrisia del nuovo Sorrisi si manifesta con due pagine di foto esclusive in cui vengono paparazzati la conduttrice con il suo presunto amore.
Mai fare gossip, com’è nella tradizione di Sorrisi diceva Umberto Brindani, direttore della rivista, nell’editoriale poche pagine prima. Lo stesso editoriale in cui si parla di Sorrisi-day e di un logo storico al pari di Ferrari e Coca Cola. Ecco, un altro problema di sempre, particolarmente ampliato negli ultimi numeri, è proprio quello delll’autorefenzialità: fateci caso, tutto quello che ha a che fare con il settimanale è esclusivo. Gli allegati sono esclusivi, le interviste di Hunziker, Falchi e Dalla Chiesa sono esclusive, gli “scoop” di Materazzi e sui provini delle gemelle Cappa (oltre ad aver fatto il giro del mondo, ovviamente) sono esclusivi, l’approfondimento sul film di Andreotti è esclusivo, l’articolo di Francesco Facchinetti sull’Isola dei Famosi (che tra l’altro anziché dare informazioni interessanti ci racconta del suo interessantissimo pigiama party) è esclusivo. Perfino l’articolo in cui si parla della presenza in rete della nuova canzone di Madonna è catalogato come esclusivo, pur non offrendo nessuna reale informazione sul nuovo brano e non accennando neppure ad un ipotetico modo per ascoltarlo.

Un Sorrisi tutto da buttare, quindi? No, assolutamente. Molti articoli sono ben fatti (quello su Heroes, ad esempio, riesce a dare un po’ di informazioni senza cadere troppo nel pericolo spoiler) e qualche nuova rubrica ha delle potenzialità da non sottovalutare, come ad esempio il Focus che mostrerà ogni settimana delle piantine 3d dei vari scenari di serie tv e fiction. Pure la nuova grafica convince, anche se con qualche riserva: ad esempio la copertina non convince molto: il font utilizzato pare proprio lo stesso che campeggia in un sacco di altri giornali; va detto che però il nuovo stile è senza dubbio più ordinato del passato e oltre ad essere facilmente leggibile è anche più bello da vedere. Quando però Brindani si mette a fare l’ironico rispondendo ad un lettore che chiedeva delucidazioni sull’argomento centrale della rivista (ritenendo che per coprire più generi del dovuto non si approfondiscono quelli centrali, come quello televisivo) con un Caro Lorenzo, lei è semplicemente un genio, si capisce che non sempre la rivista televisiva più venduta  è quella migliore. Sul web (e non solo…) ci sono tante alternative decisamente migliori.

Come ha inguaiato internet (e il lettore)

E’ acquisto recente questo Come ho inguaiato internet, libro uscito a Ottobre dell’anno passato per la neonata collana Neon!. Un libricino con una copertina di quella che piace a me, sfondo bianco, scritte arancio fosforescenti e un’illustrazione tanto carina quanto incomprensibile. Con un argomento non ancora sovrasfruttato, Ciro Ascione ci introduce nel lato buio delle community: false identità, rimozioni di account ma sopratutto fake, flame e troll. In realtà più che introdurre, butta il lettore nelle terminologie del web, inserendo solo qua e là qualche definizione per rendere comprensibile il tutto a coloro che con internet non hanno un rapporto poi così idilliaco. Il libro si presenta come un manuale di maleducazione creativa in Rete, ma (per fortuna?) non si prodiga tanto nell’insegnamento: qua e là abbozza qualche utile (?) strategia, ma alla fine a prevalere sono più le descrizioni degli atti incriminati. Arriva addirittura a citare un flame che è stato rivolto a se stesso, che in sintesi (e molto più acidamente) critica il troppo attaccamento ad un libro, ed ai relativi complimenti che si aspetta, che non vale niente. In realtà, almeno ad un primo approccio, pare che tutto il libro soffra di un inequivocabile egocentrismo: Come ho inguaiato internet pare proprio come un elenco delle “avventure” di Ascione, alternato a qualche superficiale insegnamento. Che sia così o meno, resta il fatto che le 160 e passa pagine sono divertenti e godibili. L’unico dubbio sono se vale la pena di spendere i 10 Euro di copertina, soprattutto considerando che una buona parte di esse contengono vari esempi di fake facilmente reperibili online, ma d’altronde è lo stesso autore che, dalle pagine del suo libro, consiglia ai lettori insoddisfatti di consolarsi pensando agli mp3 scaricati gratuitamente e illegalmente da eMule.

Personalmente non posso consolarmi con brani mai downloadati, ma fortunatamente non ho niente da farmi consolare, visto che in compagnia di questo libercolo ho passato una piacevole mezza giornata di mezza estate. E già che ci sono vi posto pure il link a una piccola intervista che l’autore ha rilasciato a La Stampa. Questo è tutto da un improvvisato recensore in cerca di (fondati) insulti.