Una bomba ci salverà dalle bombe

E’ incredibile constatare come possa essere così incostante per quanto riguarda il fattore attesa. Esempio pratico: non comprare Super Mario Galaxy al dayone (ovvero nel giorno stesso di uscita) sarebbe stato per me un dramma di notevoli dimensioni. Al contrario sono riuscito ad aspettare un paio di giorni per guardarmi la registrazioni delle ultime, attesissime, puntate di Heroes. Ci sono poi casi particolari per cui il tempo assume proporzioni completamente differenti: è il caso di un libro, Presi per il caso, presente nella mia wishlist da almeno tre anni. Non sono mai andato ad ordinarlo in una libreria come farebbero le normali persone, al più ho spulciato qua e là in qualche ipermercato, non ho tentato di acquistarlo online, al più ho cercato le informazioni basilari, eppure se potessi lo farei mio all’istante. Il suddetto libro, comprendente un imprecisato numero di pagine, l’ho scoperto quasi per caso, leggendo le pagine (strappate) di un Focus di qualche anno fa: l’autore, tale Federico Bini, si era divertito a reinterpretare delle statistiche vere con fare ironico. Tra i vari esempi che la rivista scroccava citava ce n’era uno un po’ particolare, che cerco di riportare al meglio della mia memoria:

Come combattere la paura terrorismo in un aereo? Semplice, basta portare con sè una bomba: se infatti le possibilità di imbarcarsi su un areo con una bomba sono dell’x%, le possibilità che sull’areo ce ne siano ben due (quella del kamikaze e la nostra) crollano all’y%.

Ovviamente al posto delle variabili x e y c’erano dei numeri ben precisi (che altrettanto ovviamente io non ricordo) e il tutto era scritto in un articolo ben più complesso; dopo lo stordimento iniziale (tzè, io l’ho riassunto in maniera ben più comprensibile XD) ho capito che se il libro si manteneva su questi livelli era una genialata assoluta e in breve è diventata la mia filosofia di vita. O quasi.

Effettivamente parlare di filosofia di vita è eccessivo, ma qualche volta, per tentare di risollevarmi il morale, ho provato a ripensarci riponendovi le mie speranze, anche per cose piuttosto futili. Chessò, è successo a scuola che se un giorno dovevo avere un’interrogazione particolarmente tosta, cercavo di venire interrogato ad altre materia nei giorni immediatamente precedenti: in questo modo le probabilità di essere interrogato per più giorni consecutivi erano davvero pochissime. Ovvio poi che sono sempre e comunque stato interrogato.

Annunci

Amen

Manco ci credo che sono qui a postare. Da un po’ di giorni sono impegnato all’inverosimile: palestra, scuola e trips vari (ecco, devo ripassare inglese), e ovviamente a risentirne è il mio nuovo spazio. Avrei un bel po’ di cosa da dire, ma innanzitutto non so né quale scegliere né articolare un discorso di senso compiuto: potrei quindi parlare di quanto odio i blog con lo sfondo scuro (non si ha ancora nessun dato certo sulle diottrie cadute nello stoico tentativo di leggere qualcosa), di quanto stia cominciando ad odiare tutte le abbreviazioni possibili, di quanto non ne possa più di post dal sapore adolescenziale perennemente incazzati con tutti e tutto. E dell’ipocrisia di scrivere, trabboccando odio, inca**ti o Vaffa-Day.

Poi magari sai che ti invieranno gratis non un portachiavi, ma IL portachiavi, che sai già quale sarà il regalo per il tuo prossimo compleanno (3 Febbraio, mica domani) e allora scopri che, forse, per fortuna che oltre le nubi il sereno c’è.

Oddio, sto diventando davvero cattivo, sembra un accusa verso una sola persona. Ma non è così. :devil

Diamond & Pearl Day

Il giorno tanto atteso è arrivato. Pokèmon Diamante e Perla sono ufficialmente arrivati in Italia e nel resto d’Europa. Io conto di prenderli (trovarli?) per oggi, nel caso un bel post-MMS non me lo toglie nessuno…
E nell’occasione oggi mi è arrivato il tanto tormentato NRU 67, dopo meno di una settimana!

L’Arte dello Zen


Ho dedicato un post all’iPod, potevo non farlo uno sullo Zen V Plus? No, infatti eccolo qui. Se prima appunto ero fortemente orientato verso il Nano, adesso questo giocattolino mi sta intrigando più che mai. Stiloso, piccolo, robusto, prestazioni mica male e relativamente economico. Cosa posso chiedere di più? Non lo so. Ok, i video saranno pure impossibili da vedere sul mini schermo, saranno pure parecchio pesi, ma se mi prendo quello da un paio di giga dovrei andare comunque sul sicuro. Insomma, sto morendo dalla voglia di prenderlo. Questo è tutto. A presto per altri aggiornamenti

iWish

Devo farlo. E forse ce la farò. Devo prendermi il mio primo iPod, possibilmente nella sua stilosissima versione Nano. Il caro Zen Nano Plus, dopo un anno e mezzo di onorata carriera, sta perdendo pezzi: prima il coperchio della batteria, ora il tasto per alzare il volume fa le bizze. E ad oggi, come un anno e mezzo fa, sto riprendendo in considerazione l’ipotesi Nano. Tutto sembra contro questo acquisto (sconsiderato?): per prima cosa l’imminente arrivo dell’iPhone, che comunque prima di qualche anno non mi potrò permettere, secondo l’impossibilità di riprodurre i video e terzo la fragilità. Insomma, tutto andrebbe verso il più economico Zen V Plus, piccolino anch’esso, stiloso anch’esso, con la possibilità di leggere i video e anche più economico. Eppure il piccolino continua ad attrarmi: qui viene sfatato il luogo comune della fragilità e soprattutto l’accoppiata con iTunes e la disponibilità immensa di accessori sono tutti buoni motivi per meditare, meditare e ancora meditare. Eppure ho paura di pentirmi di non poter vedere i video. Anche se in fondo il mio cellulare lo sa fare…