Trials and Tribulations

Ricordate quando parlai della Touch! Generation? In quella occasione citai un videogame, Ace Attorney, promettendo un post a riguardo: sono passati sette mesi e, di quell’articolo, nessuna traccia. Bè, venerdì passato è uscito il terzo capitolo della saga, dal chilometrico titolo Phoenix Wright Ace Attorney Trials and Tribulations, quindi prometto – al termine dell’avventura – di buttare giù qualche riga su quella che è davvero una delle serie tanto apprezzate quanto sconosciute
Tutto questo per dire che il suddetto gioco, considerato unanimemente dalla critica come il migliore della saga, è arrivato stamane a casa Maxxeo via posta raccomandata.

Touch! Generation senza confini.

 

Bisogna premettere che gran parte del successo che il Nintendo DS ha avuto e sta avendo (ne parlavo qui) è dovuto al particolare approccio che Nintendo stessa ha instaurato con quelle fascie di consumatori che hanno avuto poco a che fare con i videogiochi: una questione prevalentemente commerciale (e pure un po’ utopica), si è concretizzata invece nella collana Touch! Generation. I titoli appartenenti a questa categoria avrebbe dovuto, almeno inizialmente, essere tutti quelli che non avrebbero potuto nascere su una console differente: mi riferisco prevalentemente a Nintendogs (per l’uso massiccio di touch-screen e microfono), Brain Training (l’immediatezza è data soprattutto dalla possibilità di scrivere come nella realtà) e Electroplankton (che tenta di essere un visionario strumento musicale a base di pennino e voce). Con il tempo, e l’enorme successo, si sono poi resi conto che tutti questi giochi non appartenevano a nessuna categoria precedentemente creata e il termine Touch Generation è passato ad indicare tutto ciò che non è ben inquadrato secondo i classici canoni videoludici: secondo il sito ufficiale, ad oggi sono 25 i titoli DS e addirittura 6 per il Wii (che, secondo la prima concezione, poco avrebbe a che vedere con la TG)!

A mio parere, una buona parte dei giochi inseriti in questa collana hanno lo scopo di “traghettare” l’utenza dai giochi più originali a quelli più tradizionali: effettivamente, comprarsi un DS per il solo Brain Training non è molto conveniente. La definizione stessa di Touch Generation («una raccolta di titoli per la console Wii e per la console portatile Nintendo DS che offre una varietà di modi unici e accessibili di giocare», dal sito touchgenerations.com) dovrebbe escludere giochi come Picross DS, Animal Crossing, Tetris DS, Harvest Moon DS e Phoenix Wright Ace Attorney e il sequel Justice for All, tutti precedentemente usciti su altre console con risultati altrettanto ottimi.

Una variante di Picross era già uscita su console Nintendo: all’epoca, intorno al 1995, si chiamava Mario’s Picross e riproponeva, su SNES e GameBoy, il medesimo concept accattivante: colorare determinate celle in base ai numeri scritti ai margini di esse. Difficile a spiegarsi, facile a farsi.

Animal Crossing è invece il MORPG di casa Nintendo: impersonando un giovane personaggio, dovremo vivere la nostra vita in un villaggio di animaletti antropomorfi; decisamente divertente, ma non una novità: c’era già su Nintendo64 e GameCube. Il boom, però, l’ha fatto su DS.

Non ha bisogno di presentazioni Tetris: uno dei puzzle games più accattivanti di sempre e uno dei videogiochi più celebri di sempre. Centinaia le versioni di esse, una (piuttosto completa e dedicata alle vecchie glorie Nintendo) su DS.

Anche Harvest Moon, sebbene non sia una saga celeberrima, è una realtà piuttosto consolidata: ben 23 le diverse versioni a partire dal 1997, di cui ben 7 per DS. In Italia invece c’è solo il primo (e il più scadente), Harvest Moon DS.

Per Phoenix Wright: Ace Attorney la spiegazione è invece un po’ più lunga: nei prossimi giorni un bel post farà luce su questa saga tanto apprezzato quando sconosciuta. E soprattutto, come la Touch! Generation insegna, adatta a tutti.

I 5 Videogames Nintendo del 2007

Con l’anno che si chiude era lecito aspettarsi almeno qualche riepilogo, qualche classifica. Invece, preso da ben altri impegni (dormire, comprare, studiare, tutti miseramente falliti), ho giusto il tempo per stilare e pubblicare la classifica dei cinque videogiochi di quest’anno che più mi hanno colpito.

1 Super Mario Galaxy Wii
2 Phoenix Wright Ace Attorney Justice for All Nintendo DS
3 Dragon Ball Z Budokai Tenkaichi 2 Wii
4 Pokèmon Versione Diamante Nintendo DS
5 Hotel Dusk Room 215 Nintendo DS

Prima di partire con l’analisi ci vogliono le dovute considerazioni: quest’anno ho giocato a soli giochi usciti nel solo 2007, di cui due (Hotel Dusk e Link’s Crossbow Training) sono nelle mie mani da neppure una settimana. E’ questo il motivo per cui mancano tanti titoloni e per cui i due titoli appena citati non hanno ottenuto grandi risultati (prima di esprimersi è bene averli spremuti a dovere).

Passando ai giochi, di Hotel Dusk ho già parlato e in questi giorni gli ho dedicato troppo poco tempo per nuove impressioni; unico appunto, più si va avanti e più gli enigmi sono terribilmente simili a quelli di Another Code. Un peccato.

Su Pokèmon Versione Diamante (e Perla) non mi sono espresso più di tanto dopo l’acquisto; questa nuova coppia di titoli rappresenta probabilmente il top per la saga, che però sente il peso degli anni. Se provassimo ad ignorare tutti i vari capitoli da 10 anni a questa parte troveremmo un quasi-capolavoro, ma dopo due lustri ci vorrebbe davvero una svecchiata; troppe poche le innovazioni, funzionale la grafica (ma niente per cui strapparsi i capelli), ottimo il supporto alla WiFiConnection.

Dragon Ball Z Budokai Tenkaichi 2 è invece il primo Dragon Ball per Wii, nonchè l’unico Budokai Tenkaichi su console Nintendo (e next generation in generale). Nel complesso risulta un buon picchiaduro supportato da una quantità enorme di personaggi (oltre 140) e dalla possibilità di mimare alcune mosse con il Telecomando Wii e Nunchuck, vero sogno proibito di tanti fan. E’ possibile poi usare un sistema di controllo affidato, anziché al controller della console, al pad del GameCube o al Classic Controller, risultando appetibile anche per chi non adora sudare durante le sessioni di gioco.

Vicino alla vetta troviamo invece il secondo capitolo della saga Ace Attorney, Phoenix Wright Ace Attorney Justice for All, piccola chicca per il portatile Nintendo. Nato su GBA e convertito per il mercato occidentale, questo titolo è un’avventura grafica che mette il protagonista nei panni di Phoenix Wright, avvocato alla ricerca della verità; l’avventura si struttura in due fasi, quella di investigazione e quella del processo, mischiate ad una buona dosa d’ironia. A differenza del predecessore uscito in Italia a Dicembre 2006, Justice for All conta un caso in meno e, trattandosi di conversione, non sfrutta al massimo le capacità del DS, ma l’acquisto rimane più che consigliato, specie per l’ultimo, splendido, caso.

Di Super Mario Galaxy, disponibile per Wii dal 16 Novembre, ne avevo già parlato in toni entusiastici. In questo ulteriore mese le impressioni positive sono state confermate: la nuova avventura di Mario è uno dei migliori giochi di tutti i tempi. Eccellente la realizzazione tecnica, sia per quanto riguarda il sonoro che la grafica (degne di lode la realizzazione tecnica come le scelte stilistiche), ottima la longevità, essenziale l’uso del Telecomando Wii (che però risulta comodo ed azzeccato come non mai) e soprattutto a livelli galattici il divertimento. Al di là delle vendite (ottime in tutto il mondo, in risalita in Giappone dopo il debutto non eccezionale), al di là delle valutazioni (secondo Gameranking è dietro solo a Ocarina of Time), Super Mario Galaxy è, senza se e senza ma, il gioco dell’anno. E non solo.

Dopo il salto pure gli otto giochi del 2008 da attendere con trepidazione, in rigoroso ordine alfabetico.

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