Libertà d’espressione?

Avrete probabilmente sentito la notizia di AviatorAZ, assistente di volo Alitalia nonché blogger, che proprio nel suo spazio personale aveva pubblicato foto riguardanti presunti disservizi della sua compagnia di volo: si parla di scarsa igiene, scarsa sicurezza e scarsa organizzazione. Tutto smentito dai diretti interessati e concluso con la chiusura del blog da parte dello stesso autore: in realtà è stato appena riaperto (un paio di ore fa ma non dallo stesso blogger), sebbene non sia ancora chiaro se proseguirà la campagna di denuncia o sfrutterà solo l’enorme ondata di popolarità raggiunta nelle ultime ore.
Ci riguarda meno ma non per questo meno interessante, il grafico (via Downloadblog) riguardante i blogger di tutto il mondo arrestati negli ultimi anni: non sono molti in valori assoluti (dal 2003 sono stati sessantaquattro), ma il numero aumenta di anno in anno. I dati di World Information Access – il mio consiglio è sempre quello di prendere questi dati con le pinze – sono corredati da un documento che mostra nel dettaglio nomi, nazionalità e colpe dei condannati: la maggior parte sono Egiziani e Cinesi, ma non manca pure qualche europeo. Ad onor del vero la maggior parte di quest’ultimi sono stati incarcerati per motivi più che validi (si va dalla pedofilia al razzismo), ma vedere che ci sono ragazzi privati della loro libertà per aver partecipato ad un sit-in non violento fa impressione.
E nel frattempo impazza sul web l’11 Settembre di Internet: a quanto pare sono pronte fior fiori di leggi per  controllare in maniera ferrea la rete: oscurare tutte le risorse “sconvenienti”, schedare ogni internauta distruggendo di fatto la libertà di informazione e parola. E i politici starebbero solo aspettando il momento più adatto (come pare essere stato a suo tempo l’attentato alle Torri Gemelle) per dare il via a questo processo di “dominazione” del Web. Anche in questo caso si tratta di tesi complottistiche, probabilmente senza fondamento, ma agghiaccianti se si rivelassero reali.

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Lo Zeitgeist 2007: le parole più cercate su Google

Lo Zeitgeist, oltre ad essere un album degli Smashing Pumpkins, significa pure spirito del tempo ed è il nome con cui Google rende note le classifiche delle chiavi di ricerca più usate. E finalmente sono arrivate pure quelle italiane dell’anno: a trionfare, manco a dirlo, è Beppe Grillo, il comico (non)blogger a cui va soprattutto il merito di aver fatto conoscere la parola blog al di là di Internet (peccato che sia stata un po’ fraintesa ^^). Seguono poi due servizi 2.0, Youtube e Badoo, mentre INPS e Agenzia delle entrate, occupano rispettivamente quarto e quinto posto. Sesto posto per MySpace, mentre il calcio compare alla settima posizione (Inter) e alla nona (Milan). Chiudono Alitalia (ottavo posto) e Superenalotto (decimo). Sotto il salto, le classifiche per categorie. Continua a leggere