♫ Aram Quartet – Il pericolo è il mio mestiere

Il pericolo è il mio mestiere
Aram Quartet

 

Probabilmente non è il giorno più giusto, ma torno a parlare di X Factor: d’altronde proprio oggi è uscita la compilation ufficiale e, soprattutto, stasera ci sarà il concerto per le vittime del terremoto. E, sempre relativamente ad X Factor, è uscito oggi Il pericolo è il mio mestiere, il nuovo singolo degli Aram Quartet. Importante perchè dimostra quanto il talent show possa essere una grande illusione. Una cazzata splendida e dorata, direbbero gli Afterhours. Avete presente gli Aram Quartet, quelli che hanno vinto la passata edizione di X Factor? Quelli seguiti da Morgan, quelli che hanno inciso un inedito tanto ardito quanto pericoloso, quelli che hanno pubblicato un dignitosissimo album di cover? Bene, dimenticateli. Prendete gli stessi quattro ragazzi, dategli un repertorio da classico gruppo vocale, fate cantare il più carino e mettete gli altri dietro, a fare il coro. Come singolo dategli una canzone piuttosto radiofonica, quanto basta per dire che “non c’è solo Giusy Ferreri”. Il pericolo è il mio mestiere: non è una stroncatura, ma una grandissima occasione persa. E’ un simpatico brano vagamente brit-pop, quindi pure apprezzabile, ma lascia l’amaro in bocca.

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X Factor: prima puntata

Meglio del previsto: la seconda edizione di X Factor è guardabile. La tanto temuta (da me medesimo nella figura di me medesimo) svolta “popolare” non ha fatto grandi danni, le coreografie di Tommasini non snaturano troppo l’esibizione (a parte che mancano di inventiva già alla prima puntata) e lo studio gigante mette davvero i brividi (peccato per l’assai fastidioso effetto eco, alla faccia del preeco di Morgan).
Poi tutto come prima: litigi, esibizioni, litigi e ancora esibizioni. Grazie al cielo la Ventura è tornata l’odiosa di sempre e Facchinetti l’incompetente di sempre. Siamo di nuovo a casa. Veniamo agli avvenimenti clou della serata, visto che un paio di cose interessanti ci sono state, a partire dallo scontro fra Morgan e Gaudi. Finalmente hanno svelato perchè i due si sono separati: probabilmente un’incomprensione, Morgan che non voleva Gaudi, anzi, Gaudi che non voleva Morgan. Facchinetti fa di tutto per aizzare i due, ma alla fine litigano la Maionchi e Andrea Rodini. Esilarante. Segue poi la chiamata di Pippo Baudo e relativo diverbio con Morgan, che conclude con lo spendido “Spero che Sanremo lo lascino ad altri”. Ospitata fugace pure per gli Aram Quartet in duetto con Giusy Ferreri: l’idea di mettere assieme i loro brani era dannatamente carina, ma anche cacofonica. Bocciata. Eliminati della serata, i Sinacria Simphony: dispiace perchè erano bravi (a me la loro Sorry seems to be the hardest world non era dispiaciuta affatto), ma non avrebbero retto molto in gioco, molto meglio le acerbe – e bistrattate – Sisters of Soul.
Migliore esibizione della settimana, a insindacabile giudizio del sottoscritto e che va in testa al post, Enrico Nordio con “Take on me”: un ottimo modo per riscattarsi da un bootcamp non degno di nota. In generale, sottotono i Bastard Sons of Dioniso, insopportabili i Farias; Giacomo Salvetti (che ha stonato saltellando allegramente per tutto lo studio) è ancora più odioso dei provini. Alla prossima settimana.

PS: Incredibile a dirsi, ma il restyling e la promozione hanno funzionato: 3.146.000 e il 14,37%, a occhio e croce battendo (di un bel po’) ogni dato dell’anno scorso.

Aram Quartet, Sony e il dio denaro

A partire dal 28 Novembre in tutti i negozi di dischi potrete trovare una nuova versione di “chiARAMente” in vendita al prezzo speciale di 9.90 euro e conterrà l’ inedita cover di “Mamma Mia” degli ABBA!

Con la morte nel cuore (cit.), non possono pretendere che sborsi altre 10 Euro per una sola bonus track. Però Mamma Mia! Aram Version sarà mio comunque (iTunes is the way).

X Factor @ Montignoso

Tempo d’estate, tempo di concerti: e, degna conclusione del percorso fatto in questi mesi, non potevo mancare uno spettacolo (non troppo ufficiale) di X Factor. Riuniti sullo stesso palco Tony, Ilaria, Giusy Ferreri e Aram Quartet per quasi due ore di esibizioni rigorosamente live (e ci mancherebbe).
Vi risparmierò la cronaca del viaggio e dell’attesa spasmodica per l’apertura dei cancelli (alle 18, no alle 18:30) avvenuta poi alle 19:30, impedendoci di guardare le prove; non accennerò al grigio pullman contente Aram e Giusy che ha sbagliato strada un paio di volte, passando davanti a noi ignari di tutto; non vi parlerò degli artisti che hanno aperto il concerto, tra cui la dodicenne che ha cantato Essere una donna (“non vuol dire riempire una minigonna”, ma probabilmente stare su tacchi 12 a quell’età sì) e quella che di anni ne aveva 10 anni e ballava e cantava al ritmo di Mercy.

Ad aprire la serata (quella vera) è stato piuttosto Tony, tutto sommato bravo: per essere quello che con quella faccia lì puoi cantare tutto se l’è cavata decisamente bene. Parte con le versioni ridotte di No one (con qualche improbabile strofa in italiano), Destinazione Paradiso (così e così) e Master Blaster (decisamente più movimentata delle altre – non che ci volesse molto – e cantata pure bene). Nella seconda sessione va con Mi togli il respiro: la canzone è inconsistente però si fa canticchiare da tutto il pubblico.

A seguire Ilaria: lei è brava, per carità, però è poco incisiva; la voce c’è, ma spesso manca la canzone giusta. E infatti finchè canta Snow on the Sahara e la sua Il contatto lascia un po’ interdetti, per fortuna si riprende con Let it be, che oltretutto suona pure al piano. Decisamente più coinvolgente Suono naturale, su cui mi sono già espresso in termini positivi, e Oceano: l’avrà pure cantata migliaia di volte, però live ha una marcia in più. Nel complesso, se l’è cavata discretamente.

Più energia per l’entrata di Giusy Ferreri che, malgrado la mia avversità, ha fatto un’esibizione convincente: Ma che freddo fa l’hanno cantata un po’ tutti (meno che io, che nemmeno la conoscevo :P), così come Remedios. Alla fine della serata ha interpretato pure Non ti scordar mai di me: bisogna dire che la differenza fra versione registrata e live non è molta, quindi è stata decisamente brava, eppure a me continua a non piacere. E per non cadere nel gossip spicciolo, non commenterò neppure la discutibile giacca di pelle rossa che aveva.

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ChiAraMente

E’ uscito il 18 Giugno ChiARAMente, il primo album degli Aram Quartet, ma ne parlo solo ora. Questi due giorni sono stati necessari per sentire, ascoltare e comprendere i dieci brani che compongono questo breve cd: nove tra le cover presentate a X Factor ed un unico inedito, Chi (Who), prodotto dalla mente di Morgan ma bocciato dalla Sony. Partendo proprio dal talent show che li ha lanciati, è necessario abbandonare ogni preconcetto relativa alla loro origine televisiva: il programma musicale è servito solo a far avere più visibilità ai quattro, che non hanno assolutamente realizzato un prodotto commerciale “per forza”. E infatti ricalca più o meno fedelmente lo stesso percorso fatto con Morgan e Gaudi, lontano dalle scelte “gigione” (per dirlo alla Ventura) che hanno seguito altri concorrenti.
L’album comincia con il coro già sentito in Chi, ma in questo caso fa da introduzione a Pinball Wizard, brano dei Who, di forte impatto. Segue poi Se Bruciasse la Città, un’atmosfera d’annata, lontana sia dal brano precedente che dalla splendida Walk On The Wild Side: sebbene privati dell’energia che li contraddistingue, gli Aram dimostrano di cavarsela altrettanto bene (se non meglio)in un ambito decisamente più intimo. Bohemian Rapsody è invece l’unico pezzo in versione ridotta: un minuto e trenta del capolavoro dei Queen che ha, in qualche modo, battezzato l’avventura televisiva e musicale degli quattro salentini. Convince meno Un’Emozione da Poco, non tanto per la qualità dell’interpretazione (che si attesta sulla media del disco), quanto piuttosto per l’assenza del piccolo mix con Alba Chiara eseguito a X Factor: un piccolo tocco di classe e una velata critica all’uso poco fantasioso delle sette note. The Logical Song è invece l’ennesima hit inglese: anche a quattro voci si fa ben volere. Della celeberrima Per Elisa, ultima cover italiana dell’album nonché singolo ufficiale, si è invece già detto molto: l’arrangiamento è più lento (e anche meno originale) rispetto all’esibizione sul palco di X Factor e la traccia è la stessa inclusa nella compilation, ma rimane comunque uno di loro cavalli di battaglia, almeno senza considerarne il videoclip (da evitare come la peste). Segue Under Pressure, frutto di Bowie e Mercury, in una chiave molto Queen. Ultima cover in programma è la scoppiettante Is There Something I Should Know: interpretata con la grinta giusta, è l’ennesimo colpo andato a segno. Chiude il primo lavoro degli Aram la contestatissima Chi (Who), unico inedito, che si è attirato le critiche di non pochi, tra chi la definisce difficile, poco orecchiabile o semplicemente brutta. Io la penso all’opposto: il testo è interessante – ma anche piuttosto facile – e il ritornello è piuttosto ipnotico. Se solo la Sony BMG avesse creduto un pò di più in questo singolo (che, tra l’altro, è arrivato settantesimo nella classifica europea) promuovendolo come quello di una Giusy Ferreri qualsiasi, avremmo avuto un potenziale tormentone.

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Tutti (o quasi) gli album di X Factor

Alla fine ci son ricascato: torno a parlare di X Factor, anche se questa volta soprattutto dal punto di vista discografico. Quasi tutti gli artisti che hanno partecipato al talent show infatti hanno intenzione di proseguire il loro cammino nel mondo della musica e, per non perderli di vista, ho deciso di riassumere qui tutti i rumor e le notizie riguardo ai loro prodotti. Continua a leggere