Domani 21.04/2009

domani

Parlare di Domani 21.04/2009 non è certo semplice. Il progetto di per sè è lodevole, quindi parlarne male sarebbe una vera ingiustizia; al tempo stesso la canzone non è di certo un capolavoro e sprecarsi in lodi di maniera sarebbe vagamente incoerente. L‘ho ascoltata per la prima volta stamattina su Music Line, l’ectoplasmatico programma musicale di Rete 4 (ectoplasmatico perchè di solito va in onda a notte fonda, ma ogni tanto fa capolino a sorpresa in qualche buco del palinsesto), dopo averne sentito parlare un po’ ovunque. Quindi, no, non l’ho ancora scaricata, ma conto di farlo al più presto. Il pezzo non è male, perlomeno è apprezzabile il lavoro fatto per fondere più di cinquanta voci differenti in un unico brano (tra l’altro già edito, quindi difficoltà doppia): insomma, i 99 centesimi li vale tutti. Meno lodevoli invece le dichiarazioni di Caterina Caselli e compagni: «Rubano il brano di beneficenza» titola il Corriere, citan do la produttrice discografica. Parole pure condivisibili, ma che sembrano allontanarsi un po’ troppo dal senso originale del progetto: Orrore A 33 Giri sintetizza alla perfezione i miei dubbi (e di tanti altri) in questo post. Se il progetto mira solo a raccogliere fondi per l’Abruzzo, non sarebbe davvero stato meglio vendere il brano ad offerta libera?

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2008 D.C.

2008

Anno nuovo, tempo di bilanci e amarcord sui 366 giorni appena passati. E che anno il 2008. E’ stato l’anno dei comeback, il ritorno del sintetizzatore di Britney Spears, lo scongelamento dei Bluvertigo, i nuovi album di Tiziano Ferro (di cui sto rivalutando tutta la discografia, segno che sto proprio male) e Baustelle. E, sempre musicalmente, è stato l’anno di X Factor, del successo di Giusy Ferreri, del flop di Sanremo 2008 e le polemiche di Sanremo 2009: dal parto di Thomas Batie e la vittoria di Luxuria all’Isola dei Famosi alla redenzione omosessuale di Povia. Fortunatamente lo Spettacolo del duemilaotto non ha partorito solo morti di fama (come il neo sposo Clemente Russo o la “provocatoria” Raffaella Fico), ma pure le seconde stagioni di Heroes e Ugly Betty, l’atteso Saint Seya Hades e lo spettacolo delle olimpiadi. Tutti contro il web: Mediaset contro YouTube, Ruggeri contro internet, magistratura contro The Pirate Bay. Nel mondo reale invece si sono decise le sorti degli Stati Uniti tra Obama e McCain (ma pure Hillary Clinton) e dell’Italia (sic) con le elezioni di Aprile: in quest’ultimo caso, decisamente più soddisfacenti i risultati degli WordPress Blog Award. Infine il 2008 è stato l’anno di WiiFit, del Cavaliere Oscuro, del gattino Virgola e dell‘iPhone; tra i nuovi nati di casa Apple però la vera sorpresa è stato l’iPod Nano 4G, regalo natalizio del sottoscritto, che si affianca agli insostituibili Nokia N73 e Acer Aspire 5715z. Mica male, no? 😉

La famosa nevicata dell’85

Un paio di giorni fa ho comprato un disco. Zero, Bluvertigo, €8,90. Non ne avevo ancora parlato perchè volevo ascoltarlo per bene e buttare giù una recensione: capito che la carriera di recensore (menchemeno musicale) non è il mio forte, posso parlarne in maniera un po’ più “informale” – per quanto il concetto di informalità possa adattarsi ad un blog.

Avevo già accennato ai Bluvertigo, in un post di qualche mese fa:

Non capita tutti i giorni di trovare una band che ti colpisce, che riesce a fare dell’ottima musica e dei testi che ti calzano a pennello.

Andando oltre la questione dei testi, la cosa più impressionante è che Zero è esattamente come l’avrei fatto io. Parto dal package, la cosa forse più inutile in un disco musicale: prevale il bianco, il tutto è molto elegante. Solidi qua e là che fanno tanto manuale di disegno tecnico;  il titolo Zero che scritto speculare condivide la O di Bluvertigo; il sottotitolo, quasi impercettibile, di una genialità disarmante (ovvero la famosa nevicata dell’85, giusto per scervellarsi ad una spiegazione vagamente plausibile). E poi 16 brani, un’infintà per gli standard attuali, oltre un’ora di musica fra cover, brani strumentali e tantissime belle canzoni. Il booklet con i testi di tutte le canzoni. Una serie impressionanti di citazioni e frasi da citare.

Euro2008, pure i Rabbids!

Dovrei commentare gli Europei, visto che la nostra nazionale si è qualificata e si parlerà di competizioni continentali almeno fino alla prossima Domenica. Il condizionale però è d’obbligo, considerando che quest’anno proprio non riesco ad appassionarmi: ieri ho intervellato i 90 minuti di partita con lo Storytellers dei Bluvertigo (che tra l’altro avevo già visto Lunedì sera). In compenso ho trovato questo video:

L’avevo detto in tempi non sospetti: adoro i Rabbids.

Era praticamente ovvio

Non capita tutti i giorni di trovare una band che ti colpisce, che riesce a fare dell’ottima musica e dei testi che ti calzano a pennello. E’ ancor meno frequente che questa si sia formata quasi 20 anni fa e si sia sciolta sette anni fa. E’ praticamente impossibile che la band in questione sia fresca di una reunion e relativo “nuovo” album: signori, ho conosciuto (in senso puramente metaforico) i Bluvertigo. Che poi fossero già famosi, avessero calcato addirittura il palco dell’Ariston non è importante: pur avendoli già sentiti nominare (sigh!), ho cominciato ad ascoltarli seriamente solo una settimana fa. Devo quindi rimediare solo tre album, un best of e l’ultimo Storytellers.