Tre al prezzo di uno

C’è crisi, c’è crisi dappertutto. E anche su questo blog, per scrivere anche un solo post, si ricorre a mezzucci: in questo caso mettere assieme tutti gli articoli abbozzati ma non completati dell’ultima settimana. Giusto per fare il punto sui tre show televisivi cominciati negli ultimi tre giorni (se mai ce ne fosse stato il bisogno).

Dura lex sed lex
Ormai l’argomeno Isola dei Famosi 8 è stato sviscerato da talmente tanti blog che ogni singola parola di questo post sarebbe una ripetizione di quanto già detto. Eppure se ho dato spazio al Ballo delle Debuttanti (ehr…), devo in qualche modo citare la prima edizione dell’Isola vagamente decente da qualche anno a questa parte: buono il ritmo, accettabile la durata e lodevole la rinnovata capacità di tener desta l’attenzione dopo tre ore di programma e sei anni di format. Un po’ meno brillante la solita Simona Ventura, con i suoi nuovi tormentoni (fra tutti il nuovo A testa alta e a schiena dritto andiamo in contro al nostro destino), e il nuovo pupillo .

Non intitolerò questo post Tutti pazzi per Tutti pazzi per la tele
Tutti pazzi per la tele (escluso il titolo) è, a sorpresa, un bel programma. E, a sorpresa, va in onda su Rai Uno. Colpisce fin dall’inizio, quando la regia inquadra uno studio luminoso, bianco, come mai nel prime time accade e vengono presentati velocemente una schiera di ospiti azzeccatissimi che fanno perdonare pure qualche passo falso (citofonare Anderson e Pistarino). Il calore familiare promesso in conferenza stampa è incredibilmente riuscito, ma il programma è inaspettatamente giovane.

Carràmba che fortuna, quando tutto si fa elegante.
Contro ogni aspettativa Carràmba che fortuna! sbanca l’Auditel, nonostante (o forse proprio per questo?) sia un tuffo indietro di almeno dieci anni. Uno studio quasi claustrofobico, un ritmo lento – lentissimo in confronto a Tutti pazzi per la tele – ma pure qualche buona idea: tra tutte quelle di riesumare l’Eurofestival con una serie di ospitate a tema (iniziate ieri con il debutto televisivo italiano del vincitore del 2008, Dima Bilan). Decisamente meno convincenti i Bellissimi anzi bellissimi (giuro, si chiamano proprio così i nuovi boys -.-) con le loro sigle al limite del trash.

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