X Factor: seconda puntata

X Factor, capitolo secondo: siam tornati al caro vecchio X Factor, quello che, esaurito il budget della prima puntata, chiama come superospite Cesare Cremonini. A questo proposito, permettete un consiglo per sanare le finanze Rai: licenziate Tommassini, che sarà pure bravissimo e international, ma sta facendo più danni della Ventura. Ha chiamato due ballerini e li ha fatti ballare in metà delle esibizioni, poi, preso dall’originalità, ha fatto fare la stessa esibizione di sette giorni fa a Ambra Marie (evidentemente con la complicità del regista). No, no, non ci siamo. Eliminata della settimana, Elisa Rossi/Viola Selise: non mi ha mai fatto impazzire seppure sia bravissima, ma l’eliminazione era ed è ancora assai opinabile. Azzarderei definirla folle, giacché dall’altra parte c’erano i Farias che – e questa è una delle poche certezza di questa edizione – l’x factor non ce l’hanno: sono sopravvissuti la settimana passata grazie all’effetto De Andrè, fra sette giorni saranno di nuovo in ballottaggio. Detto ciò, quest’anno il programma lo vincerà la Ventura: squadra forte e molte scelte strategiche (vedi quella, tra l’incredulità e i fischi di tutti, di eliminare proprio Elisa).
Migliore esibizione della serata – e qui mi gioco il minimo di credibilità rimasta – i Bastard Sons of Dioniso: la loro Just Can’t Get Enough è il primo e unico colpo azzeccato dalla Maionchi quest’anno. Bravissimo Matteo Becucci (il migliore nel complesso delle due puntate) e Enrico Nordio (tanto di cappello a quest’uomo, esibizione straordinaria per il suo precario stato di salute). E gli altri? Bravi pure loro. Farias e Giacomo a parte, tutti se la sono cavata benone.
PS Il momento più alto della serata? La pubblicità che parte con l’audio dello studio acceso e le allegre chiacchere dei giurati a far da sottofondo alla televendita. Sublime.

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Liberpool, la semi-reunion dei Lunapop

Ve li ricordate i Lunapop, vero? Esplosero nel 1999 con 50 Special e rimasero in vetta a tutte le classifiche con il loro primo (e unico) album per altri tre anni, fino allo scoglimento della band: l’unico a non affondare fu Cesare Cremonini che cominciò, assieme al collega Ballo, una brillante (o perlomeno più interessante) carriera da solista. Fino ad oggi degli altri non era rimasta alcuna traccia. Ma, tremate tremate, i Lunapop son tornati. Sotto mentite spoglie – si fanno chiamare Liberpool – e con metà componenti – gli “storici” Alessandro De Simone e Gabriele Galassi assieme alla new entry Andrea Capoti – hanno già inciso un singolo estivo, Onde Radio, accompagnato da un videoclip che ammicca chiaramente ad un certo pubblico (i protagonisti sono Federico Costantini e Federica Capuano di Amici). Passano gli anni, ma non cambia il sound: se almeno Cremonini ha saputo maturare un po’, quel che resta dei vecchi Lunapop è la solita leggerezza – inconsistenza? – di testi e musiche, ma senza quell'”appeal” (se così si può definire) da tormentone. Loro la definiscono una canzone che parla d’estate, delle esperienze magiche della vita che si incrocia con la musica. Ma anche dell’amore. Insomma tutti sentimenti in cui tutti si possono immedesimarsi [cit.]. Che aggiungere? Gli anni passano per tutti e, se questa è la presunta maturazione in 10 anni di silenzio, il futuro di questi Liberpool è ancora più incerto dei predecessori.