Manga – Death Note Gold 1

Che Death Note sia, nel campo dei manga e degli anime, uno dei successi più eclatanti degli ultimi anni non è certo una novità. A dimostrarlo ci sono, tra le altre cose, le quattro diverse edizioni pubblicate in Italia senza alcuna versione animata a farle da traino. Ad incuriosire il lettore sono soprattutto le premesse iniziali: il Death note del titolo non è altro che un quaderno che ha la peculiarità di far morire tutte le persone il cui nome vi viene scritto, permettendo di scegliere sia la causa che la modalità di morte. A trovarlo è un giovane diciassettenne, Light Yagami, studente modello stanco di un mondo contaminato da troppe ingiustizie: nel momento in cui lo trova decide di utilizzarlo per uccidere tutti i criminali e creare una nuova realtà senza malvagità, di cui lui sarà l’unico Dio. L’operato di Kira, lo pseudonimo sotto cui si nasconde il geniale ragazzo, non è però così semplice: un altrettanto scaltro detective, L, è sulle sue tracce e farà di tutto per risalire all’identità del killer dei killer.

E’ proprio lo scontro tra i due a tenere banco per almeno metà del primo volume. Se la prima parte è la necessaria introduzione (vengono presentati il giovane protagonista e lo Shinigami, letteralmente dio della morte, Ryuk che gli fa ottenere il quaderno), nella seconda cominciano ad apparire i primi dettagli: Light apprende sempre più informazioni sul Death Note e L arriva a capire, tramite geniali intuizioni, dell’esistenza di un tale assasino capace di uccidere a distanza, fornendone addirittura un presunto identikit (famiglia d’appartenenza – regione – occupazione) incredibilmente veriterio; ovviamente starà a Light confondere le idee del detective usando altrettanti colpi di genio.

Impossibile dare giudizi con la sola lettura del primo volume (in tutto sono dodici) anche se le premesse per un grande manga ci sono. Cercando qualche impressione sul web, un po’ tutti sono unanimi nel dire che l’alta qualità dei primi numeri tende a scendere con il tempo, salvo riprendersi sul finale. Dal manga (terminato in patria due anni fa) è stata prodotta anche una serie animata, anch’essa straordinariamente curata, non ancora approdata in Italia e due film live action.

  • DEATH NOTE Gold 1 (Tsugumi Ohba, Takeshi Obata)
    Planet Manga – €4.50 – 06/03/2008 – 13×20 – 200 pp.
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Manga superano Comics (e Disney ne approfitta)

La notizia è balzata in prima pagina solo ieri, ma non stupisce certo leggere che i manga stiano raccogliendo sempre più successo, tanto da sorpassare negli USA i ben più classici comics. Per gli ormai pochi che non lo sapessero, con il termine manga si intendono generalmente tutti i fumetti prodotti in Giappone (questa regola vale però solo al di fuori del Sol Levante, dove invece tutti i fumetti vengono chiamati manga), caratterizzati dalla lettura all’orientale procedente da destra verso sinistra.

La rivista Wired ha infatti stimato che negli ultimi quattro anni le vendite statunitensi dei manga siano triplicate, merito soprattutto di veri e propri best seller del fumetto quali Naruto e Death Note. E anche nel resto dell’Occidente la tendenza è la medesima: in Francia (secondo mercato mondiale del settore) il 22% delle pubblicazioni di ogni tipo sono di origine giapponese e pure in Italia, roccaforte Disney e Bonelli, il 58% dei fumetti pubblicati sono manga.

Per far fronte a questi aumenti, la Disney ha pensato di re-inventare i suoi personaggi in una veste orientale per la nuova collana Disney Manga, partendo con Kingdom Hearts, quattro volumi tratti dall’omonima serie videoludica (già famosa per essere una sorta di crossover tra Final Fantasy e i classici personaggi Disney), per seguire con W.I.T.C.H. (tratto dall’omonimo fumetto che già strizzava l’occhio allo stile giapponese), Lilo & Stich, Mosters INC. e Finding Nemo (da notare la scelta di mantenere i nomi originali anziché adottare la traduzione italiana). Il primo manga Disney è uscito il 10 Febbraio (3,90€), seppur tra qualche critica, come la scelta di non voler adottare la lettura orientale.