Disney compra Marvel. E ora?

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La notizia è di quelle bomba e, statene certi, se ne parlerà a lungo: Disney ha appena acquistato Marvel. E la news, che uno potrebbe pensare interessi solo nerd e pochi più, si è conquistata la prima pagina di Corriere.it, oltre a suscitare un bel po’ di clamore pure su Twitter (in pochi minuti Disney, Acquire MarvelMickey Mouse e Wolverine sono già balzati in vetta ai trending topics). Ma a conti fatti cosa vuol dire il marchio Marvel in mano a Disney? Per ora niente, se non che le tasche della Disney saranno ancora più piene (non appena avrà ammortizzato i – rullo di tamburi – 4 miliardi di dollari spesi) e, cosa ben più importante, che i lungometraggi con protagonisti gli eroi Marvel (Spider Man, X Man, Iron Man, Hulk e i Fantastici Quattro, giusto per citare quelli che hanno sbancato il botteghino) potranno appoggiarsi alla Buena Vista per la distribuzione. Il pericolo però è un altro: il terrore neanche troppo infondato di una svolta disneyana nei fumetti Marvel. Non si tratta tanto di stravolgere le saghe già esistenti (sarebbe folle, visto l’enorme successo degli albi), quanto di realizzare prodotti paralleli di dubbia qualità: crossover del tipo Paperinik incontra Spiderman. Sperando che, nel politically correct di Disney, ci sia ancora spazio per una nuova Civil War.

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Epic Mickey: anche i topi, di tanto in tanto, cambiano look

epicmickey

Chi ha una minima conoscenza di storia videoludica conoscerà bene la parabola qualitativa dei giochi su licenza. Se un tempo i videogiochi con protagonisti gli eroi di fumetti e cartoni animati erano garanzia di qualità, col passare degli anni i tiein sono diventati sinonimo di spazzatura. Negli ultimi anni però c’è stata una piccola – quasi impercettibile – inversione di tendenza: casi sporadici, per carità, ma pur sempre piacevoli sorprese. E così, accanto all’immortale GoldenEye 007 (1997, 95.40%), sono spuntati fuori un King Kong (2005, 82.20%), un Batman: Arkham Asylum (2009, 96.00%) o un bizzarro esperimento disneyano come Kingdom Hearts (2002, 86.48%). E pare che il prossimo big game su licenza l’abbia in mano ancora una volta Disney: il titolo provvisorio è Epic Mickey e dovrebbe essere una rilettura, in chiave steampunk, di Topolino. Il progetto è ancora segretissimo, tanto che le uniche informazioni sono la console (Wii) e una manciata di concept art. Artwork però che già lasciano presagire un mondo decadente, con tanto di Pippo zoombie meccanico (!) e castelli che sfidano ogni legge della fisica. Insomma, dimenticate la vecchia Topolinia, qua siamo proprio su un altro pianeta. E io adoro quando i canoni vengono stravolti in maniera così radicale. Tra l’altro nelle intenzioni degli sviluppatori, Junction Point Studios, c’è quella di superare gli standard qualitativi di Super Mario: le ambizioni non gli mancano…

Miley ‘Hannah Montana’ Cyrus è morta?

Miley Cyrus è una degli ultimi, ma solo in ordine temporale, prodotti Disney: attrice di una serie teen per Disney Channel (Hannah Montana) ha inciso un paio di trascurabilissimi album sfruttando la scia del successo su un pubblico decisamente giovane. E i risultati non si sono fatti attendere: i suoi tre CD hanno tutti raggiunto la vetta della Billboard Chart statunitense, facendo le scarpe a gente come Madonna. Il fatto è che la ragazza in questione ha appena 15 (quindici!) anni e gli effetti che un tale successo può avere ad una tale età si vedono tutti: scatti sexy, la presunta volontà di essere un sex symbol, addirittura il benestare del patron di Playboy. E poi la mega festa di compleanno a Disneyland con tanto di pubblico (pagante, $250 a persona) e l’ultimo rumor sulla sua presunta morte. “Un terribile incidente d’auto” titolava Yahoo.com: in realtà si trattava di uno scherzo di cattivo gusto, condito da video fake della Fox News e dell’incidente. Altri voci giravano tempo fa sulla morte della madre della Cyrus: fortunatamente nessuna delle due è morta, eppure questo è il prezzo da pagare per la notorietà. Resta da chiedersi se per una quindicenne questo non sia troppo (e non faccia la fine di lei).

Manga superano Comics (e Disney ne approfitta)

La notizia è balzata in prima pagina solo ieri, ma non stupisce certo leggere che i manga stiano raccogliendo sempre più successo, tanto da sorpassare negli USA i ben più classici comics. Per gli ormai pochi che non lo sapessero, con il termine manga si intendono generalmente tutti i fumetti prodotti in Giappone (questa regola vale però solo al di fuori del Sol Levante, dove invece tutti i fumetti vengono chiamati manga), caratterizzati dalla lettura all’orientale procedente da destra verso sinistra.

La rivista Wired ha infatti stimato che negli ultimi quattro anni le vendite statunitensi dei manga siano triplicate, merito soprattutto di veri e propri best seller del fumetto quali Naruto e Death Note. E anche nel resto dell’Occidente la tendenza è la medesima: in Francia (secondo mercato mondiale del settore) il 22% delle pubblicazioni di ogni tipo sono di origine giapponese e pure in Italia, roccaforte Disney e Bonelli, il 58% dei fumetti pubblicati sono manga.

Per far fronte a questi aumenti, la Disney ha pensato di re-inventare i suoi personaggi in una veste orientale per la nuova collana Disney Manga, partendo con Kingdom Hearts, quattro volumi tratti dall’omonima serie videoludica (già famosa per essere una sorta di crossover tra Final Fantasy e i classici personaggi Disney), per seguire con W.I.T.C.H. (tratto dall’omonimo fumetto che già strizzava l’occhio allo stile giapponese), Lilo & Stich, Mosters INC. e Finding Nemo (da notare la scelta di mantenere i nomi originali anziché adottare la traduzione italiana). Il primo manga Disney è uscito il 10 Febbraio (3,90€), seppur tra qualche critica, come la scelta di non voler adottare la lettura orientale.