X Factor: terza puntata

Terza puntata per X Factor. Più passa il tempo, più il talent si riserva ricco di sorprese positive: l’ultima, ma solo in ordine di tempo, l’eliminazione di Giacomo Salvetti. La sua performance, Bruci la città, secondo la Ventura in un’inedita versione maschile (ma lo sa che l’ha scritta il Bianconi, che è un maschio e la canta pure ai concerti dei Baustelle?), è stata semplicemente piatta. Senza andare a scomodare intonazione, arrangiamenti e coreografie, l’esibizione di Giacomo era la più trascurabile di tutte e infatti si è meritata il ballottaggio (racimolando meno voti delle SOS). A sfidarlo c’era una ben più credibile Ambra Marie: data fino a ieri per vincitrice, adesso pare difficile una sua rimonta; a me non ha mai convinto troppo: c’è la voce, c’è la grinta, ma di rocker con gli occhioni ce ne sono a dozzine in giro per l’Italia. Farla diventare una pop star (oltretutto pop) mi sembra difficile, però si è meritata di restare. Piccolo spazio dedicato a Tommassini, stroncato dal sottoscritto per due puntate: premesso che anche questa settimana non abbia fatto faville (una città che brucia per bruci la città, un circo per la donna cannone), liberatelo dalle grinfie della Ventura. Possibile che questo povero uomo, l’unico che lavora seriamente per una settimana, debba piegarsi ad ogni capriccio della tizia sopra e sentirsi pure insultato in diretta? Tra l’altro ieri sera la Simona nazionale (?) ha dato il peggio di se, sotto ogni aspetto. Ma X Factor ci piace perchè è così.
Questa puntata è stata segnata pure dall’ospite internazionale Seal (bruciato nei primi cinque minuti di trasmissione, prima della sigla e addirittura con doppia presentazione visto che era dato per disperso) e dall’ingresso di Andrea. La new entry merita un paio di parole in più: innanzitutto si è giocato l’entrata con l’italo-albanese-tedesca Iris, sedicenne con famiglia appresso (e immancabile pianto finale), e i Retroscena (che son sembrati davvero bravi, ma penalizzati dalla raccomandatissima frontwoman, che a simpatia non scherza neppure lei). Insomma, soltanto per esclusione, avrei dovuto tifare per lui. E poi è fantastico: ha “cantato” Amore Caro Amore Bello saltando e muovendosi come un pazzo; sembrava stonato, eppure quando partiva l’inciso della canzone ti accorgevi che stava cantando e lo aveva fatto per tutto il tempo. Se fosse per Morgan, sarebbe finito dritto dritto nei Talenti Incompresi e invece adesso è a giocarsi – seriamente – la vittoria.
Migliore esibizione della settimana: stavolta non è di Enrico Nordio (che pure è stato bravissimo, ma con un pezzo che lo valorizzasse molto), né di Matteo Becucci (straordinario, ma conciato in maniera imbarazzante) né dei Bastard Sons of Dioniso (sebbene la citazione dei Bluvertigo sia valsa tutta la mia approvazione), ma di Noemi. Al di là del redivivo look da figlia dei fiori, la sua Somebody to love è stata una scelta azzeccata su tutta la linea. Giusy Ferreri cominci a tremare.

X Factor: prima puntata

Meglio del previsto: la seconda edizione di X Factor è guardabile. La tanto temuta (da me medesimo nella figura di me medesimo) svolta “popolare” non ha fatto grandi danni, le coreografie di Tommasini non snaturano troppo l’esibizione (a parte che mancano di inventiva già alla prima puntata) e lo studio gigante mette davvero i brividi (peccato per l’assai fastidioso effetto eco, alla faccia del preeco di Morgan).
Poi tutto come prima: litigi, esibizioni, litigi e ancora esibizioni. Grazie al cielo la Ventura è tornata l’odiosa di sempre e Facchinetti l’incompetente di sempre. Siamo di nuovo a casa. Veniamo agli avvenimenti clou della serata, visto che un paio di cose interessanti ci sono state, a partire dallo scontro fra Morgan e Gaudi. Finalmente hanno svelato perchè i due si sono separati: probabilmente un’incomprensione, Morgan che non voleva Gaudi, anzi, Gaudi che non voleva Morgan. Facchinetti fa di tutto per aizzare i due, ma alla fine litigano la Maionchi e Andrea Rodini. Esilarante. Segue poi la chiamata di Pippo Baudo e relativo diverbio con Morgan, che conclude con lo spendido “Spero che Sanremo lo lascino ad altri”. Ospitata fugace pure per gli Aram Quartet in duetto con Giusy Ferreri: l’idea di mettere assieme i loro brani era dannatamente carina, ma anche cacofonica. Bocciata. Eliminati della serata, i Sinacria Simphony: dispiace perchè erano bravi (a me la loro Sorry seems to be the hardest world non era dispiaciuta affatto), ma non avrebbero retto molto in gioco, molto meglio le acerbe – e bistrattate – Sisters of Soul.
Migliore esibizione della settimana, a insindacabile giudizio del sottoscritto e che va in testa al post, Enrico Nordio con “Take on me”: un ottimo modo per riscattarsi da un bootcamp non degno di nota. In generale, sottotono i Bastard Sons of Dioniso, insopportabili i Farias; Giacomo Salvetti (che ha stonato saltellando allegramente per tutto lo studio) è ancora più odioso dei provini. Alla prossima settimana.

PS: Incredibile a dirsi, ma il restyling e la promozione hanno funzionato: 3.146.000 e il 14,37%, a occhio e croce battendo (di un bel po’) ogni dato dell’anno scorso.