Il suo nome è Chuck (ma non fa di cognome Norris, né sponsorizza Chupa Chups)

chuck

Estate, Italia 1, serie americana, programmazione notturna più o meno casuale: gli ingredienti son sempre quelli. Una volta è Heroes, l’altra è Ugly Betty, quest’anno è Chuck: chi si lamenta che d’estate in tv non c’è niente probabilmente non ama le serie tv. Che in Estate spuntano come funghi, sono realizzate dannatamente bene, ma continuano ad essere inesorabilmente utilizzate come tappabuchi. Per esempio ieri sera, verso l’una di notte, è finita su Italia 1 la prima stagione di Chuck: appena tredici episodi (ancora gli strascichi dello sciopero degli sceneggiatori), ma decisamente godibili. Per chi non lo sapesse, Chuck è un dipendente del Buy More (parodia del celebre Best Buy), nerd e decisamente imbranato che – per colpa di una mail criptata inviatagli da un vecchio amico – si trova costretto, suo malgrado, a vivere scortato e ad improvvisarsi agente segreto. Una trama semplice, poco realistica, ma perfetta per il suo scopo: dare vita ad una infinita serie di situazioni esilaranti. Merito dei personaggi (qui trovate la lista, da Chuck a Sarah), degli attori (lo stesso Zachary Levi si è mobilitato in prima persona per la campagna Save Chuck) ma sopratutto delle innumerevoli citazioni che strizzano l’occhio in maniera neanche troppo velata al mondo del web. Non sarà proprio – come l’hanno rinominato – la rivincita dei nerd, ma è davvero impossibile non amare la serie. Garantito.

Eli Stone

elistone

Eli Stone, la cui prima serie è finita ieri sera su Italia 1, è un caso anomalo dei serial americani. Perché, al contrario di come spesso succede, è stato un pò boicottato dalla Rete: troppo simile ad Ally McBeal (anzi, una scopiazzatura poco riuscita), programmato addirittura in prima serata quando il ben superiore Chuck è relegato a notte fonda. E ancora: in America l’hanno chiuso per bassi ascolti, ci sono appena due serie, in Italia flop assicurato. Impossibile non aver letto – oggi come alla presentazione dei palinsesti estivi – critiche del genere su blog e forum vari; critiche in gran parte fondate, ma che non rendono giustizia al povero Eli Stone. Effettivamente il telefilm non parte in quarta, ci mette un po’ per carburare e non stupisce più di tanto: Eli Stone è semplicemente una buona serie. Non perfetta, ma divertente, che riesce a far riflettere e che crea una discreta dose di dipendenza: gli ultimi tre episodi poi, quelli che Italia1 ha trasmesso nella minimaratona di ieri sera, sono stati un avvincente susseguersi di emozioni nonché un dignitosissimo finale di stagione. Considerando poi che Eli Stone è stato una delle poche prime visioni di questa torrida estate (e tenendo bene a mente quello che invece la tv estiva propone quotidianamente) non ci si può davvero lamentare. Assolutamente.

Mistero (il gioco si fa duro)

ruggeri

Un merito Enrico Ruggeri ce l’ha. Anzi due: il primo è quello di essere riuscito ad inserirsi perfettamente nel ciclo dei cantanti conduttori, senza sfigurare accanto a mostri sacri del calibro di Pupo, della Tatangelo o di Facchinetti. Il secondo è quello di fare il suo ultimo programma, tale Mistero, con grande nonchalance. Mistero, in onda ora su Italia 1, è un programma semplicemente geniale: si inserisce nel desolato palinsesto estivo proponendo storielle misteriose che attraggono lo spettatore, desideroso perlomeno di farsi due serate. Persino Giacobbo esiterebbe ad inserire nella stessa puntata feti alieni, cerchi nel grano, Nostradamus e Satana.  Eh già, il problema è proprio lui, Roberto Giacobbo. Mistero è la scopiazzatura del peggio di Voyager (sebbene sia difficile identificarne il meglio) eppure Ruggeri lo presenta con ancora più serietà del collega Rai: è questa la nonchalance prima citata. Presenta il servizio sui cerchi del grano (preso pari pari da Voyager) come fosse un’esclusiva assoluta, fa vedere immagini piuttosto scabrose alle 21.50 “perchè prima c’erano i bambini” (senza considerare la modella che ammicca davanti alla telecamera mentre la voce narrante recita versetti random) e ascolta Giovanna la donna-messa-incinta-dagli-alieni-biocompatibili senza sollevare la minima obiezione . Proprio quest’ultimo caso è il cavallo di battaglia (o il tormentone?) di Mistero. Il caso di Giovanna – il più estremo, il più inquietante, ma soprattutto quello con maggior potenziale trash – è protagonista assoluto di ogni promo e ha già monopolizzato le prime due puntate. Tornerò a parlarne e ne sentiremo parlare ancora, perchè riesce a condensare assieme alieni, cerchi nel grano e fine del mondo, come neanche il Chupacabra dei giorni migliori. Brava Giovanna.

Chiambretti Night

chiambretti

L’ho beccato assolutamente per caso: la vhs con cui ho registrato Gossip Girl aveva, involontariamente, preso anche Chiambretti Night. Che dire? Son rimasto spiazzato. Ne avevo letto bene, molto bene, invece Chiambretti Night non è davvero niente di speciale: a tratti simpatico, a volte divertente, ma niente per cui strapparsi i capelli. I momenti puramente comici funzionano solo quando sono sottoforma di filmati registrati: le imitazioni (quella di Di Pietro e della Maionchi) sono assolutamente trascurabili. Le interviste, come in tutti i talk show, variano in base all’ospite: nel caso della Cucinotta, era piuttosto noiosa; presumo che, vista a notte fonda come da palinsesto, sia stata proprio soporifero. Insomma, bisognerebbe lavorarci un po’ su, ma le basi ci sono (eccome, visto che sono prese di peso da Markette).

PS: Tra gli ospiti – presumo fissi – figura anche un certo Ubaldo Lanzo, professione cromatologo. 100 punti a chi se lo ricordo a Wild West nei panni di Lorenzo De Medici.

Generazioni

heroes2

– Attenzione, contiene spoiler sulla seconda stagione di Heroes. –

Post nato al solo scopo di evidenziare la mia incompetenza in campo serial: a me la seconda stagione di Heroes è piaciuta. Terminata domenica sera in chiaro su Italia1 ad un orario improponibile con una programmazione improponibile (lo so, lo dico sempre, ma dovrò pure sfogarmi XD) ha senz’altro pagato l’ormai temutissimo sciopero degli sceneggiatori con una fine che più affrettata non si poteva. Detto questo, di aspetti positivi ce ne sono stati: i nuovi personaggi, ad esempio. Fra tutti Elle Bishop/Kristen Bell (adorabile sia come personaggio che come attrice <3) e pure Monica Dawson/Dana  Davis (che non sarà amatissima dai fan, però ha dei poteri interessanti e sembra la classica gran brava ragazza).
Capitolo Peter Petrelli: per onorare il ciuffo emo, continua il suo percorso autolesionista candidandosi a personaggio più odiato di sempre (assieme a Mohinder, ovvio), prima con la storia della memoria persa, poi con la tormentata storia d’amore (ricordiamoci sempre che ha lasciato tranquillamente la fidanzata nel futuro) e infine con il passaggio al lato oscuro della forza.
Capitolo Micah: altro che cheerleader, salvate questo povero ragazzino: al di là della ridicola morte del padre, al di là del cuggino, alla fine gli è morta pure la madre già malata. Fingerò di non aver visto l’inutile morte di Niki, oltretutto confermata dall’assenza della Larter nel cast della terza stagione : la rivoglio, subito.
Capitolo Sylar: l’idea di fargli facre un’intera stagione senza poteri è stata tanto folle quanto azzeccata. Certo, rompere un paio di teste a mani nude non ha un minimo del fascino della modalità ti-apro-come-una-scatoletta, anche se il prologo del terzo volume fa ben sperare: come un novello Braccio di Ferro (._.), ha portato a se una scatoletta di spinaci. This is Villains (ehr, Criminali).

Saint Seiya Hades

Come anticipato da Davide, oggi è cominciato il grande evento con la prima puntata di I cavalieri dello Zodiaco – Saint Seiya: Hades. Modalità sbav: on.

PS: Distruggete l’essere che ha creato la nuova sigla. E pure i geni che l’hanno programmato alle 10.25 (salvo poi partire una decina di minuti prima), interrompendo la serie precedente a metà.