Un po’ di promozione, diamine

Post che nasce come piccolo sfogo: assumete nuovi pubblicitari a X Factor (ammesso che ce ne siano mai stati e non sia Facchinetti a dirigere tutto ciò). Si da il caso infatti che, da questa settimana, su iTunes siano disponibili tutte le esibizioni dei cantanti e il servizio non sia stato menzionato né durante la trasmissione né durante il day time. Certo, non si può essere molto orgogliosi di rivendere a prezzo pieno cover live dalla durata ridicola (sempre sotto i due minuti) e infatti le recensioni sullo store Apple sono state impietose, però avrebbero potuto perlomeno passare una scritta in sovraimpressione. Soprattutto perchè sono un ottimo modo per monitorare i gusti del pubblico: in vetta c’è Matteo, poi i Bastard e Noemi. Le vendite vanno comunque a gonfie vele: la raccolta di questa settimana è al sesto posto e addirittura al decimo c’è il X Factor 2009 Winner – Single, ovvero il (preordine del) singolo del vincitore di questa edizione. Un acquisto a scatola chiusa, insomma.

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La mela morsicata

apple

E’ di ieri la notizia dei nuovi prezzi dell’iTunes Store: i brani online, dai canonici 0,99€, uscilleranno tra i 69 centesimi e 1,29€. Motivo di questa rimodulazione è l’assenza degli DRM, i “lucchetti” anti-copia che impedivano il trasferimento del brano in molti computer (massimo 5 dispositivi per iTunes): più libertà, migliore qualità audio e – manco a dirlo – prezzi più alti. Un gran passo falso per la Apple. La questione DRM in realtà era irrisoria: bastava masterizzare un brano su CD (anche riscrivibile) ed importarlo nuovamente su PC per togliere in tutta legalità ogni limitazione. Piuttosto ci voleva uno stratagemma per aumentare gli introiti, sia in vista della crisi economica (e vabbè, ormai dovremmo farci l’abitudine) che della crisi discografica. Quest’aumento mi riporta alla mente il fenomeno delle edizioni deluxe scoppiato in questo periodo: avete fatto caso a quanti dischi vengono ripubblicati ultimamente con qualche bonus track e a prezzo non vantaggiosissimo? E’ ormai diventata la gallina d’oro dei discografici: speculare su chi compra i dischi originali ed è disposto a spendere anche il doppio per avere tutta la discografia di un interprete. E la Apple sembra aver fatta sua questa filosofia: facciamo pagare un bel 30% in più a chi scarica legalmente. Finalmente qualcuno coprirà i costi di chi scarica illegalmente.

Rockeggiamo con Steve Jobs

    

Allora, vediamo, la conferenza Let’s Rock di Apple ha appena rivelato al mondo intero: 

  1. La Genius Playlist, una scopiazzatura di Last.Fm a pagamento un algoritmo sviluppato da Apple in grado di consigliare l’utente nell’acquisto di brani simili e/o che potrebbero piacergli.
  2. Il nuovissimo iPod Nano che riprende la forma allungata di un paio di modelli fa e aggiunge l’indispensabile accelerometro: basterà girare l’iPod per ruotare lo schermo. Indispensabile, appunto.
  3. La vera forma dell’iPod Touch: se l’anno scorso era stato messo sul mercato con Ctrl+C e Ctrl+V dall’iPhone, stavolta la Apple fa sul serio e sfoggia un aspetto più performante, ovvero il retro in metallo (che a Natale verrà copiato dal nuovo iPhone, scommettiamo?).
  4. Il rinnovato supporto al Nike + iPod: con solo un paio di scarpe apposite (che non ho idea di quanto possano costare, ma i prezzi della Nike non sono proprio accessibili), il vostro nuovo iPod (da €139 a €379) e lo Sport Kit (€29) potrete monitorare i vostri sforzi fisici.
  5. Il modello a 120 Gb dell’iPod Classic: ma questo non se l’è filato nessuno. Stessa sorta per l’iPod Shuffle.

Che dire? Steve Jobs ha trovato la sua gallina d’oro. Vedremo fino a quando resisterà il brand.