Italia’s Got Talent. But Mediaset doesn’t have got talent.

C’era grande attesa per la puntata zero di Italia’s Got Talent, andata in onda ieri sera su Canale 5: un format internazionale salito alla ribalta in tutto il mondo grazie al fenomeno Susan Boyle e un parterre di giudici (Scotti, De Filippi e Zerbi) di grandissimo richiamo. Peccato che sia stato un mezzo disastro. Avete presente X Factor? Avete presente i casting – che poi sono la parte più noiosa del programma – che vanno in onda giusto per una decina di minuti nel daytime? Bene, allungate il tutto di tre ore (3!) e aggiungeteci  tre giudici che non hanno un briciolo del carisma di una Claudia Mori qualsiasi. Sì, Italia’s Got Talent è la brutta copia del peggior X Factor. Non è il caso di disquisire se la colpa è dell’adattamento italiano o della scarsa fantasia di Simon Cowell, il fatto è che – al di là di alcune recensioni troppo buoniste – il pilot non è stato particolarmente convincente. Prendete pure Simone Annicchiarico: doveva essere la grande novità di questa programma, un presentatore esordiente al comando della prima serata di Canale 5. Risultato? E’ stato sempre dietro le quinte, commentando con due parole ogni esibizione e senza il benché minimo contatto con i giurati: una roba che in confronto Facchinetti è già in partenza per Sanremo. E poi ci sono loro, i giudici. Maria De Filippi è stato l’elemento migliore, piuttosto misurata ma non per questo meno interessante (rispondendo “Natale!” alla domanda “Quando è nato Berlusconi?” ha guadagnato poi mille punti di stima), Rudy Zerbi piuttosto fastidioso nel ruolo del discografico cattivo cattivo (anche se forse “strafottente” sarebbe la parola giusta), Gerry Scotti inconsistente se solo non avesse 1) preteso di gestire gli altri giudici, dando i tempi (sbagliati?) e tentando continuamente di prendere le redini del programma 2) pianto di fronte all’esibizione di Carmen. Già, perchè alla fine c’è stata pure lei, Carmen Masola. Ovvero il motivo per cui NON vedere Italia’s Got Talent. Intendiamoci, lei è bravissima e merita un grande successo, ma dal punto di vista televisivo è stato il punto veramente più basso della puntata. Potevamo farci mancare la Susan Boyle italiana? Figuriamoci! Introdotta da una clip strappalacrime con Eleanor Rigby in sottofondo (la stessa canzone che Chiara Ranieri cantò ad X Factor, un caso?), sale sul palco e sfodera una voce da… Susan Boyle. Tutti i giudici esterrefatti, Rudy Zerbi con la solita frase di circostanza e Gerry Scotti in lacrime (come fece, sempre casualmente, Morgan a suo tempo). Insomma, una specie di crossover fra l’ormai celeberrima star di Britain’s Got Talent e quella del nostro X Factor. E questo sarebbe “sperimentare un nuovo programma […] idee nuove, format nuovi”.

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Sanremo 09, bocciati, promossi e rimandati.

sanremo91

bocciati

  • Valletti/Vallette: idea ottima, realizzazione pessima. Laddove si è parlato solo inglese si è capito poco o nulla, ma pure le italiane non sono state da meno. La Piovan, con le sue gaffe, ha sfiorato il ridicolo; le conigliette di Playboy semplicemente inutili; le uniche a salvarsi la Pession (ma, per l’amor del cielo, fatela stare più zitta) e l’Abbagnato (tutto sommato la migliore). Stessa cosa per gli uomini: si è salvato forse solo Ivan Olita (che però soffre della stessa sindrome della Pession).
  • Sanremo.59, ribattezzato Sanremo Web per confondere le idee: un’ottima vetrina pubblicitaria, sfruttata neanche troppo bene da Ania. Ania chi?
  • Polemiche: sono l’anima del Festival e spesso divertono più della kermesse. Il troppo però stroppia, sempre.
  • Televoto: ci lamentavamo l’anno scorso, senza sapere cosa sarebbe successo nel 2009. La vittoria di Marco Carta, seguito da Povia e Sal Da Vinci (con Al Bano recuperato col televoto) era uno dei peggiori risultati auspicabili al debutto.
  • Serata dei duetti: l’appuntamento imperdibile della settimana sanremese è diventata la serata più scialba – e deludente – di questa edizione. Continua a leggere

Il Ballo delle Debuttanti

L’avevo già scritto su Twitter, il Ballo delle Debuttanti è il trash fatto trasmissione televisiva: Maria De Filippi, non contenta del bene fatto alla televisione italiana con Uomini e Donne e Amici, ha pensato bene di unirne assieme il peggio ed affidarlo alla stranita Rita Dalla Chiesa. Uno potrebbe chiedersi pure perchè affidare una prima serata alla Dalla Chiesa ed effettivamente la risposta è un’incognita: dovrebbe rappresentare l’eleganza? Lo stile senza tempo? L’annunciatrice di RVM? Ecco l’altro problema: il Ballo delle Debuttanti sarà pure in diretta, ma è affogato tra filmati registrati e dibattiti impegnati come “la debuttante del 2008 deve essere open mind o elegante?”. Che poi, chiariamolo una volta per tutte, questo programma non ci incastra proprio niente con il ballo viennese: come ripetuto circa ventisette volte durante le prime due ore di trasmissione, le concorrenti sono debuttanti della vita. Non ci è dato sapere cosa significhi, però.