It’s Christmas time!

E’ Natale. E per festeggiare in maniera un pochino più originale del solito post immagine+frasedirito, ecco una lista delle canzoni di Natale da ascoltare e che, in qualche modo, ripercorrono questo 2009 quasi alla conclusione.  Si parte con il classico dei classici All I Want for Christmas is You [1] di Mariah Carey, si va poi dal White Christmas [2] che Marco Mengoni ha cantato in occasione di Telethon alla versione di Last Christmas [3] interpretata dal cast di Glee (che comincerà in Italia stasera su Fox). Seguono la recentissima interpretazione di Noemi di Santa Claus is coming to town [4] andata in onda ieri sera su Rai Due e l’immancabile Canzone per Natale [5] scritta ed interpretata da Morgan. Finale amaro con i Subsonica e Coriandoli a Natale [6].

Sanremo 2010, il cast ufficiale: dall’Ariston a Via Mecenate, passando per la Savoia.

Il cast ufficiale doveva arrivare oggi ed infatti è arrivato: abbiamo i nomi dei sedici cantanti che si sfideranno sul palco dell’Ariston. E le polemiche possono cominciare.

  • Non bastava Marco Mengoni a rappresentare X Factor: sul palco dell’Ariston saliranno anche Noemi (Per tutta la vita) e – udite udite – Morgan (La sera). Per la rossa rivelazione della seconda edizione si tratta ovviamente del debutto assoluto sull’Ariston, mentre per il Castoldi è già la terza volta (partecipò con i Bluvertigo sia tra i Giovani che tra i Big). Fuori quindi Matteo Becucci, ma soprattutto dentro un numero esorbitante di reduci dal talent: considerato che il pubblico dei tre è più o meno simile, il rischio è di dividere i televoti. E non veder trionfare nessuno dei tre, che sarebbe una vera ingiustizia. Dentro pure Valerio Scanu (Un attimo con te), unico Amico di Maria in gara tra i Big (?).
  • Torna a far (s)parlare di sè Povia: La verità (Eluana) è la canzone su Eluana Englaro che già aveva minacciato in tempi non sospetti. Innescherà di nuovo la polemica o stavolta il tutto si sgonfierà tanto velocemente quanto ci mise Luca era gay ad uscire dalle classifiche?
  • Il vero pericolo di Povia è però essere offuscato dal trio più improbabile della storia: Pupo, Emanuele Filiberto (!) e Luca Canonici. Di Italia amore mio (inno monarchico in arrivo?) bisognerebbe intanto capire chi sono i cantanti: perchè a parte Canonici – che è un illustre sconosciuto – gli altri sono veramente imbarazzanti.
  • Il tanto sbandierato dialetto sarà portato alto soltanto da una canzone, vale a dire Jammo j… di Nino D’Angelo. No, ma ce n’era veramente bisogno?
  • Chiudono il cast una serie di ex-promesse sanremesi che cercano di prendere il volo (o ripetere il vecchio successo) – Arisa (Ma l’amore no), Malika Ayane (Ricomincio da qui), Simone Cristicchi (Meno male), Fabrizio Moro (Non è una canzone), Sonhora (Baby) – e quelli che già ci siamo scordati la canzone Toto Cutugno (Aereoplani), Irene Grandi (La cometa di Halley), Nomadi feat. Irene (Il mondo piange) ed Enrico Ruggeri (La notte delle fate, che si speri non diventi il titolo dell’ennesimo programma televisivo).

Insomma, ci siamo risparmiati per una volta Gigi D’Alessio in una delle sue molteplici forme, ma non per questo il livello qualitativo subirà un’impennata verso l’alto: con Povia e Pupo ci sarà da ridere. E, visto che Morgan Marco e Noemi saranno uno contro l’altro, fate la vostra scelta.

Italia’s Got Talent. But Mediaset doesn’t have got talent.

C’era grande attesa per la puntata zero di Italia’s Got Talent, andata in onda ieri sera su Canale 5: un format internazionale salito alla ribalta in tutto il mondo grazie al fenomeno Susan Boyle e un parterre di giudici (Scotti, De Filippi e Zerbi) di grandissimo richiamo. Peccato che sia stato un mezzo disastro. Avete presente X Factor? Avete presente i casting – che poi sono la parte più noiosa del programma – che vanno in onda giusto per una decina di minuti nel daytime? Bene, allungate il tutto di tre ore (3!) e aggiungeteci  tre giudici che non hanno un briciolo del carisma di una Claudia Mori qualsiasi. Sì, Italia’s Got Talent è la brutta copia del peggior X Factor. Non è il caso di disquisire se la colpa è dell’adattamento italiano o della scarsa fantasia di Simon Cowell, il fatto è che – al di là di alcune recensioni troppo buoniste – il pilot non è stato particolarmente convincente. Prendete pure Simone Annicchiarico: doveva essere la grande novità di questa programma, un presentatore esordiente al comando della prima serata di Canale 5. Risultato? E’ stato sempre dietro le quinte, commentando con due parole ogni esibizione e senza il benché minimo contatto con i giurati: una roba che in confronto Facchinetti è già in partenza per Sanremo. E poi ci sono loro, i giudici. Maria De Filippi è stato l’elemento migliore, piuttosto misurata ma non per questo meno interessante (rispondendo “Natale!” alla domanda “Quando è nato Berlusconi?” ha guadagnato poi mille punti di stima), Rudy Zerbi piuttosto fastidioso nel ruolo del discografico cattivo cattivo (anche se forse “strafottente” sarebbe la parola giusta), Gerry Scotti inconsistente se solo non avesse 1) preteso di gestire gli altri giudici, dando i tempi (sbagliati?) e tentando continuamente di prendere le redini del programma 2) pianto di fronte all’esibizione di Carmen. Già, perchè alla fine c’è stata pure lei, Carmen Masola. Ovvero il motivo per cui NON vedere Italia’s Got Talent. Intendiamoci, lei è bravissima e merita un grande successo, ma dal punto di vista televisivo è stato il punto veramente più basso della puntata. Potevamo farci mancare la Susan Boyle italiana? Figuriamoci! Introdotta da una clip strappalacrime con Eleanor Rigby in sottofondo (la stessa canzone che Chiara Ranieri cantò ad X Factor, un caso?), sale sul palco e sfodera una voce da… Susan Boyle. Tutti i giudici esterrefatti, Rudy Zerbi con la solita frase di circostanza e Gerry Scotti in lacrime (come fece, sempre casualmente, Morgan a suo tempo). Insomma, una specie di crossover fra l’ormai celeberrima star di Britain’s Got Talent e quella del nostro X Factor. E questo sarebbe “sperimentare un nuovo programma […] idee nuove, format nuovi”.

X Factor, tredicesima ed ultima puntata.

Mica avrete pensato che mi fossi dimenticato della finale di X Factor, della vittoria di Marco, del (fittizio?) addio di Morgan? Tutt’altro. Diciamo che ho aspettato la vera conclusione di questa terza edizione, con la puntata finale del Processo e l’incoronazione del vincitore del Premio della Critica. Che, guardacaso, è andato a Marco Mengoni.
Un trionfo su tutta la linea insomma: principale candidato alla vittoria dalla prima puntata, trionfatore assoluto nella finale, primo su iTunes (sia con il singolo che con l’EP) e pure premiato dai giornalisti e dai dj che hanno animato l’ultima puntata del Processo di X Factor. Insomma, il successo di Marco – per la prima volta ad X Factor – è stato plebiscitario. Certo, qualche passo falso è stato fatto (ma qui la colpevole è piuttosto la Sony, rea di aver assegnato al Mengoni un singolo – e pure un EP – non particolarmente esaltante), ma il suo percorso è stato esemplare: da qualche parte si mormora addirittura che Mika – Mika! – dopo averlo sentito abbia scritto una canzone per lui.
C’è altro da aggiungere? Non è stata la migliore edizione di X Factor, qualche polemica di troppo, qualche scelta poco azzeccata, ascolti sotto le aspettative (anche se la finale è volata), ma alcuni concorrenti di indubbio talento: Marco, ma pure Giuliano (poco originale nell’inedito, ma incredibilmente “inquadrato”) e le Yavanna (che, nella missione impossibile di dare un senso a Come mai featuring Max Pezzali e Zombie, hanno dimostrato di sapersi mettere in gioco sul serio).

X Factor, dodicesima puntata.

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Un tempo la puntata degli inediti era quella più bella di X Factor. Era quella in cui, finalmente, gli artisti potevano esprimersi dando il meglio di sè. Quest’anno, invece, la manche degli inediti è stata la peggiore. Di sempre. Per farla breve, non c’è stato un brano degno degli inediti presentati gli anni passati (e non certo perchè nelle precedenti edizioni ci fossero capolavori, anzi): dei quattro c’è veramente poco di salvabile. Prima di passare alle analisi dettagliate (xD), un unico appunto: Silver fuori. Ma, vista l’ora, non fregava praticamente a nessuno: si è pure dimenticato il testo, ma nessuno aveva neanche la forza di segnalarlo.

Dicevamo: comincia la manche Giuliano, con Ruvido. Ecco, avessi saputo cosa sarebbe venuto dopo questo brano, probabilmente non l’avrei accolto tanto freddamente. In realtà Giuliano ha un ottimo potenziale, una voce interessante e potrebbe fare cose davvero ottime: il problema di questo brano è che lui entrato cantando Amy McDonald ed Amy Winehouse e rischia di tornarsene a casa con una canzoncina radiofonica (ma non troppo), carina (ma non troppo) e vendibile (ma non troppo). E che ha un retrogusto vecchio di almeno una decina d’anni.

Segue Silver con Fuori c’è il sole. Ecco, se posso andare controcorrente, non è poi così malaccio: intendiamoci, è veramente banale e senza il benchè minimo pregio, però almeno non si prende troppo sul serio. Silver – nonostante gli sforzi di Morgan – non è mai apparso come un cantautore, come uno particolarmente profondo: insomma, la canzoncina col fischietto ci sta pure. Certo, un testo un pochino meno superficiale e qualche nota meno banale sarebbe stato il minimo, però il motivetto è di presa immediata. Nonostante sia stata bistrattata da tutto il mondo, discograficamente potrebbe pure funzionare. Forse.

Poi è stato il turno delle Yavanna e di Una donna migliore. Mah. Volevano fare le alternative e se ne sono uscite con un mezzo plagio di Pappalardo. Sarà nel loro stile, d’accordo, però hanno fatto molto meglio in questi due mesi di X Factor. Un pezzo del genere non valorizza né il loro valore commerciale, né quello artistico. Una roba un po’ a metà, insomma.

E pure la grande attesa per Marco è stata parzialmente delusa. Dove si vola è carina e un pochino meglio degli altri inediti, ma si mormora che per lui avesse scritto un inedito Mika. Che i discografici hanno scartato, ritenendo questo più adatto. Devo aggiungere altro? Ah, sì, il 4 Dicembre uscirà il suo EP, con un altro inedito.

X Factor, undicesima puntata.

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X Factor, undicesima puntata, dodicesima eliminazione: è Paola ad uscire. C’è poco da fare, è la maledizione della seconda esibizione: se entri a gara già iniziata, puoi sperare di fare appena due esibizioni e poi dritta a casa. E’ capitato a Mario, è capitato a Cristiana ed è capitato pure a Paola, in ballottaggio con le Yavanna. E pensare che quel posto, quello del ballottaggio, era destinato a Silver: l’esibizione più disastrosa del programma, con tanto di cantante fuori tempo e ammutolito sul palco senza la più pallida idea di quale parole cantare. Già, capita pure questo ad X Factor. E capita pure che, nonostante il rocambolesco tentativo di Morgan di salvare il salvabile, il cantante in questione si metta a piangere sul palco. Lacrime vere, di vera propria disperazione. E capita quindi che il televoto alla fine premi più il personaggio che la canzone, salvando Silvere da una manche durissima. Probabilmente, se non avesse sbagliato, se non fosse crollato, sarebbe andato davvero al ballottaggio: vedere Silver, sempre allegro e solare, distrutto forse ha funzionato più di ogni altra canzone. Certo è che, con la defezione di Paola, l’unico avversario per Marco è Giuliano: sbaglia la Mori a prevedere l’esito del televoto, il sardo è un avversario ostico per il Mengoni. E non è detto che, alla fine, a spuntarla sia proprio l’over.

X Factor, decima puntata.

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Cronaca – come al solito – in clamoroso ritardo. Ed effettivamente, dopo tre giorni, ha poco senso fare una cronaca*, quindi mi soffermo soltanto sui punti principali:

  • Chiara eliminata. Da Morgan. Scelta che mi trova totalmente d’accordo (a me lei non ha mai fatto impazzire, nelle ultime puntate poi era terribilmente soporifera), tanto era chiaro fin dalla puntata precedente: l’effetto Susan Boyle non ha funzionato al televoto e, sinceramente, se non funziona per il pubblico televotante, è difficile che sortisca effetti migliori altrove (tipo in radio o in classifica)
  • Morgan ha dato del populista demagogo vuoto blablabla al Facchinetti. E pure in questo caso, a costo di apparire il solito pro-Castoldi, sono d’accordo col cantante. Magari ha sbagliato il modo, senz’altro avrebbe dovuto fermarsi prima prima di mandare tutti a quel paese, però il succo del discorso era assolutamente corretto. E la risposta del conduttore (“meglio essere vuoti che essere come te”, “vattene a casa”) ha ricordato un po’ troppo la Ventura peggiore.
  • Paola ha cantato Briciole. Lei è bravissima, canta benissimo ed il pezzo era nelle sue corde, ok, però cantare una canzone che, assieme alla sua interprete, è nata su quel palco è un mezzo suicidio. Infatti non è andata al ballottaggio, però è uscita con le ossa rotta da un ipotetico confronto con Noemi. In questo caso, colpa della Mori.

* Ricordatevi comunque che c’è sempre Twitter e che, perlomeno là, i tweets taggati #XFactor non mancano mai 😉