2008 D.C.

2008

Anno nuovo, tempo di bilanci e amarcord sui 366 giorni appena passati. E che anno il 2008. E’ stato l’anno dei comeback, il ritorno del sintetizzatore di Britney Spears, lo scongelamento dei Bluvertigo, i nuovi album di Tiziano Ferro (di cui sto rivalutando tutta la discografia, segno che sto proprio male) e Baustelle. E, sempre musicalmente, è stato l’anno di X Factor, del successo di Giusy Ferreri, del flop di Sanremo 2008 e le polemiche di Sanremo 2009: dal parto di Thomas Batie e la vittoria di Luxuria all’Isola dei Famosi alla redenzione omosessuale di Povia. Fortunatamente lo Spettacolo del duemilaotto non ha partorito solo morti di fama (come il neo sposo Clemente Russo o la “provocatoria” Raffaella Fico), ma pure le seconde stagioni di Heroes e Ugly Betty, l’atteso Saint Seya Hades e lo spettacolo delle olimpiadi. Tutti contro il web: Mediaset contro YouTube, Ruggeri contro internet, magistratura contro The Pirate Bay. Nel mondo reale invece si sono decise le sorti degli Stati Uniti tra Obama e McCain (ma pure Hillary Clinton) e dell’Italia (sic) con le elezioni di Aprile: in quest’ultimo caso, decisamente più soddisfacenti i risultati degli WordPress Blog Award. Infine il 2008 è stato l’anno di WiiFit, del Cavaliere Oscuro, del gattino Virgola e dell‘iPhone; tra i nuovi nati di casa Apple però la vera sorpresa è stato l’iPod Nano 4G, regalo natalizio del sottoscritto, che si affianca agli insostituibili Nokia N73 e Acer Aspire 5715z. Mica male, no? 😉

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So Weird! #3

[1] La Bad Taste Bear, contro il classico stereotipo dell’orso di peluche buono e amico dei bambini, produce dal 1999 orsetti cattivi e politicamente scorretti. E per creare il prodotto di punta di quest’autunno hanno deciso di ispirarsi a qualcuno che incarna alla perfezione lo spirito dei Bad Bear: Amy Winehouse. Ovviamente nessuna licenza ufficiale, ma Amy (questo il nome del prodotto) si ispira chiaramente alla cantante inglese: potrete farlo vostro a £11.00 dal prossimo novembre sullo store ufficiale.

[2] Il suo nick è ipayfaster e farà la comparsa nel film Iron Man 2. Con la bellezza di $28.370, ha vinto su eBay la possibilità di comparire nel sequel del fortunato lungometraggio dedicato all’eroe Marvel: il ricavato andrà ovviamente in beneficenza per la campagna Stand Up to Cancer.

[3] Chi ha seguito le Olimpiadi ricorderà di certo le biciclette monoruota usate nella cerimonia di chiusura. Chi non le ha viste, può sembre guardare l’immagine sopra, ma non solo: su Monovelo.com è in vendita lo stesso modello di quelle usate a Pechino per soli (si fa per dire) $1.690.

[4] L’iPhone è ormai un oggetto di culto non solo tra i cellulari, ma pure tra i pasticceri: questi pasticcini a forma di icone hanno vinto addirittura la The Cupcake Decorating Championship.

Curtain falls.

Chiusi. I Giochi olimpici sono ufficialmente chiusi. Due settimane passate in un baleno, niente in confronto ai quattro anni che ci separano da Londra 2012 (già passata alla storia per l’Olimpiade con il logo più brutto di sempre). E ci sarebbero migliaia di cose da dire, cose già dette, cose che meriterebbero di essere approfondite, come il divieto di accedere ad iTunes in Cina: sarebbe colpa di Songs for Tibet, un album pro Tibet troppo scomodo. E, ma sono sempre supposizioni, la Cina avrebbe chiesto di boicottare Apple proprio per questo. Ma adesso che i Giochi sono finiti (fatta eccezione per le Paralimpiadi, che purtroppo verranno snobbate come sempre), il sipario calerà anche su questo. Dopo due settimane di sovraesposizione passeremo al silenzio più assoluto. Anche questo sono le Olimpiadi.

Denti storti? Niente Olimpiadi.

Non vorrei parlare sempre e solo di Olimpiadi, eppure ogni giorno gli avvenimenti degni di noto sono spesso legati alla manifestazione sportiva: tra questi la rivelazione che la bambina che cantava durante la cerimonia inaugurale in realtà stava solo mimando le parole. E che, a intonare la melodia, era un’altra bambina, tale Yang Peiyi, di appena sette anni.
Dov’è il male? In fondo anche i fuochi d’artificio iniziali erano frutto dell’elaborazione digitale (almeno lo hanno ammesso di spontanea volontà), ma in questo caso la reale cantante è stata sostituita perchè la sua dentatura era irregolare e quindi poco telegenica. Nella foto sopra potete vedere Yang: avrebbe davvero rovinato la maestosità della cerimonia cinese?

Separati alla nascita: Matteo Tagliariol e Milo Ventimiglia

Da una parte Matteo Tagliariol, neo medaglia d’oro olimpionica per la scherma, dall’altra Milo Ventimiglia, il Peter Petrelli di Hereos. Sono o non sono identici? Sì, lo sono, anche se le immagini che ho scelto non rendono giustizia a tale somiglianza.
Piuttosto, quanto scommettete che Tagliariol sarà il prossimo Montano? Secondo me potrebbe pure volare alla volta della imminente nuova edizione de La Talpa.

PS: siamo d’estate, non c’è uno stralcio di notizia interessante, concedetemi questi articoli senza senso: tanto tutti i lettori saranno in vacanza e nessuno si ricorderà di questo post, vero?

Quando la Web TV funziona più della TV

La notizia non sarà molto interessante di per se (a parte per i patiti di numeri e classifiche come il sottoscritto), ma apre scenari futuri tutt’altro che banali: nella sola giornata di ieri in 500.000 hanno assistito alla diretta delle Olimpiadi tramite la web TV della Rai. Quel mezzo milione di persone, per quanto poche rispetto alla controparte televisiva, sono tantissime. Sono tantissime perchè sono persone che hanno preferito il web alla tv, sono tantissime perchè dimostrano quanto Internet possa essere una risorsa anche per i network televisivi: è bello sapere che, mentre Mediaset lotta contro YouTube, la Rai dia un segno – per quanto tardivo – di apertura alla Rete.

A questo proposito Piero Gaffuri, direttore Rai Nuovi Media e amministratore delegato Rai Net, ha commentato:

Stiamo registrando sulla la Web Tv della RAI risultati di ascolto paragonabili a una Tv in chiaro. L’offerta multicast di Rai Sport sulle Olimpiadi ha attratto un pubblico vastissimo. […] E’ la dimostrazione della bontà della nostra intuizione di proporre un’offerta simulcast dei canali Rai su Internet e soprattutto del fatto che Internet e il PC, quando i contenuti sono importanti e interessanti, moltiplicano il pubblico divenendo straordinari e complementari strumenti di fruizione e partecipazione.

Oltretutto questo “nuovo” modo di fruizione presenta notevoli vantaggi, non solo per chi guarda, ma anche per chi la TV la fa: costi ridotti, maggiore interattività (altro che Digitale Terrestre…), il feedback degli spettatori quasi immediato e la possibilità di monitorare bene gli spettatori. Perchè, a differenza del criticatissimo Auditel, monitorare gli accessi ad un sito web è molto più facile e, soprattutto, completo.
Per adesso una copertura web così estesa è stata garantita solo per i grandi eventi (i passati Europei di calcio e, appunto, queste Olimpiadi), ma non è detto che alla luce di questi risultati la Rai non decida di ampliare il proprio palinsesto nella Rete: il futuro è questo e i risultati lo dimostrano.