In Paradiso non si beve caffé. O almeno credo.

Lavazza contro Nespresso. Che poi sarebbe come dire Paolo Bonolis contro George Clooney. O Laurenti contro Clooney, che suona ancora meglio. Insomma, la Nespresso ha deciso di ambietare i loro spot – destinati al mercato internazionale – in Paradiso ed i colleghi della Lavazza se la sono presa perchè:

È tutto uguale, l’ambientazione è identica così come l’idea del caffè da Paradiso.

A parte che il Paradiso non è ancora stato ceduto in esclusiva dal Vaticano a nessuna produttrice di caffè, a parte il fatto che “un elemento in comune = plagio” mi sembra una gran cavolata, a parte che gli spot ci sono da oltre un mese e la polemica è nata solo in questi giorni, la pubblicità della Nespresso è veramente carina. Viceversa quella della Lavazza è il peggior esempio di pubblicità all’italiana: banale, ripetitiva e vagamente bagaglinesca. Non potrebbero ritirare dalla televisione Bonolis e compagni e lasciare Clooney? No, così per sapere… Continua a leggere

Sanremo 09, bocciati, promossi e rimandati.

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bocciati

  • Valletti/Vallette: idea ottima, realizzazione pessima. Laddove si è parlato solo inglese si è capito poco o nulla, ma pure le italiane non sono state da meno. La Piovan, con le sue gaffe, ha sfiorato il ridicolo; le conigliette di Playboy semplicemente inutili; le uniche a salvarsi la Pession (ma, per l’amor del cielo, fatela stare più zitta) e l’Abbagnato (tutto sommato la migliore). Stessa cosa per gli uomini: si è salvato forse solo Ivan Olita (che però soffre della stessa sindrome della Pession).
  • Sanremo.59, ribattezzato Sanremo Web per confondere le idee: un’ottima vetrina pubblicitaria, sfruttata neanche troppo bene da Ania. Ania chi?
  • Polemiche: sono l’anima del Festival e spesso divertono più della kermesse. Il troppo però stroppia, sempre.
  • Televoto: ci lamentavamo l’anno scorso, senza sapere cosa sarebbe successo nel 2009. La vittoria di Marco Carta, seguito da Povia e Sal Da Vinci (con Al Bano recuperato col televoto) era uno dei peggiori risultati auspicabili al debutto.
  • Serata dei duetti: l’appuntamento imperdibile della settimana sanremese è diventata la serata più scialba – e deludente – di questa edizione. Continua a leggere

Sanremo 09, atto secondo

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Per quanto i dati abbiano premiato questa seconda serata, il Sanremo di ieri è stato davvero soporifero. L’ennesima dimostrazione che far ruotare l’intero Festival attorno alla musica non paga, specie se a mancare è proprio la materia prima: esaurito l’effetto sorpresa, esaurito Benigni, non è rimasto quasi nulla. Un’ospitata parecchio azzeccata (l’omaggio a De Andrè della PFM con la partecipazione di Santamaria e Accorsi), una valletta più capace di Martedì, delle eliminazioni condivisibili… e basta. I siparietti tra Bonolis e Laurenti cominciano a diventare banali, a tratti sembra di guardare un Ciao Darwin all’ennesima potenza: l’Ariston non può e non deve essere il palco per queste cose, assolutamente. Un conto è svecchiare un Festival ingessato, ben altro è vestirlo con la più bassa ironia. O evitare proprio di vestirlo, come ha fatto ieri sera Patty Pravo con il suo nude look: evidentemente, dopo il flop vocale di queste due serate, ha preferito puntare su altro. Peccato che raccolga ancora meno consensi di prima, abbastanza però per scongiurare il pericolo eliminazione: non ce l’hanno fatta invece Al Bano, Sal Da Vinci e Nicky Nicolai, che si aggiungono ai già eliminabili Afterhours, Tricarico e Iva Zanicchi. Il televoto, non so ancora bene quando (ma provando e riprovando… ehm), ne salverà due: visti i precedenti, Al Bano sarà senz’altro fra questi. Ma il secondo chi sarà? Cinque mondi, come diceva Bonolis nel Question Time, tanto differenti quanto ricchi di sorprese: cattive sorprese, nel caso di Sal Da Vinci, che, in caso di ripescaggio, si esibirebbe con Gigi D’Alessio nella serata dei duetti di domani. Mi pare abbastanza per non votarlo, no?

Sanremo 09, domani al via.

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Ci siamo: domani comincia la cinquantanovesima edizione del Festival di Sanremo. Ci aspetta una settimana di fuoco, fra polemiche, canzoni, polemiche, polemiche, ascolti, vendite, polemiche sugli ascolti e polemiche sulle vendite. Prima su tutte, il testo di Luca era gay, “finalmente” uscito sulle pagine di Sorrisi e Canzoni: ebbene sì, è di una previdibilità sconvolgente, tutte le insinuazioni sono diventate realtà e il testo è obiettivamente pessimo. Il cantante, sempre sulle pagine del settimanale, si appella alla libertà di parola: mi auguro che accetti anche la libertà di critica. Passando invece ai preferiti del sottoscritto (ovvero gli unici per cui potrebbe valere la pena di seguire il Festival), ci sono senz’altro gli Afterhours, Dolcenera (a quanto pare in duetto con Syria), Tricarico, Patty Pravo (divina nell’affossare Mina) e, soprattutto, tante valide Proposte: Silvia Aprile, Malika Ayane, Irene e Chiara Canzian su tutti. Al di là dell’opinabile decisione di mascherare tante raccomandazioni con le accoppiate Giovani-Superospiti, Bonolis ha senz’altro fatto un lavoro nettamente migliore con le Proposte rispetto agli Artisti (in cerca) di Fama. Un po’ meno con gli ospiti: fortunatamente farà eccezione la prima puntata che, nonostante sia aperta dalla sola voce della già citata Mina, potrà contare sul jolly-acchiappa-ascolti Roberto Benigni e soprattutto su Katy Perry. Insomma, si prospetta una partenza col botto (anche perchè, se così non sarà, Del Noce è già pronto a chiuderlo).