Pausini e Ferro, insieme sul Due.

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Che la musica batte sul due, bè, l’abbiamo capito. E’ più o meno due anni che Facchinetti ci tortura con questa storia e la cosa non è limitata al solo figlio dei Pooh: pure in uno dei contenitori mattutini di Guardì riecheggia questo slogan. Pronunciato nientepopodimeno che da Giancarlo Magalli. *Silenzio* Sapevamo pure che Rai Due sarebbe dovuta essere la rete musicale per eccellenza, ma i fatti hanno sempre smentito questa ambiziosa denominazione: la cessione del brand Top of The Pops (che pare stia per ritornare, però), la chiusura di CD:Live, il fallimento di Scalo 76 in ogni sua forma ed i flop raccolti dai vari eventi monotematici (citofonare Vasco Rossi) hanno reso Rai Due tutto tranne che la risposta generalista ad MTV. Tutto questo per dirvi che, ieri sera, DUE ha segnato un’inversione di tendenza. Tiziano Ferro e Laura Pausini: sono bastati due cantanti tanto nazionalpopolare quanto bravi (perlomeno come interpreti, sul repertorio non mi esprimo) per creare un’atmosfera decisamente convincente: nessun conduttore, pochi tempi morti, performance piuttosto interessanti. Ed il boom di ascolti: 14% di share e 3.603.000 ascoltatori, che per un programma del genere sono tantissimi. Magari parte del merito sarà della martellante campagna pubblicitaria (che ha – finalmente – spinto molto sul fattore “evento”), magari della coppia affiatata di cantanti (difficile poter proporre un’accoppiata altrettanto forte), ma ogni tanto è bello vedere che anche in Italia si può fare qualcosa che vada al di là di San Remo (e che non sia un format importato dall’Olanda).

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X Factor, nona puntata.

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Niente paura, non ho abbandonato X Factor. E se pubblico il consueto resoconto settimanale con un giorno di ritardo c’è un motivo: mercoledì passato non son riuscito a guardarmi la diretta; fortuna che potenti mezzi tecnici (nella fattispecie un videoregistratore) mi hanno permesso di mettermi in pari e commentare come al solito. Fuori Sofia. Era il terzo ballottaggio, era con un’esibizione non molto entusiasmante ed era contro Chiara. Insomma, l’eliminazione ci stava tutta, eppure mi è dispiaciuto davvero tanto. In fondo Sofia era uno dei pochi personaggi di quest’edizione di X Factor: il suo rapporto di odio con Claudia Mori è stato di fatto l’unica novità di questa terza edizione, dove per la prima volta un concorrente ha avuto il coraggio (?) di entrare in conflitto – seriamente – con il proprio giudice. Sarà quindi per compassione, ma Sofia era entrata tra le mie preferite. Viceversa, non mi piace molto la nuova (ed ultima) entrata, Paola Canestrelli, già ampliamente conosciuta nei provini dell’anno passato e a suo tempo scartata da Morgan per lasciare spazio ad Enrico Nordio. E’ brava, certo, ma non sembra possa portare qualche novità all’interno del loft: entrare all’ennesima puntata senza avere nessuna particolarità (senza essere una Giusy Ferreri, insomma), potrebbe essere un suicidio. Oppure un’ottima strategia per far fuori Chiara, che è già palesemente in crisi e che rischia di spartirsi i (pochi?) televoti con la nuova arrivata.
E prima di chiudere, un paio di considerazioni sparse per fare il punto della situazione:

  • E’ uscita da un sacco di tempo la compilation nuova e ancora mi sono astenuto da fare il tradizionale pagellone. Ancora per poco, sappiatelo.
  • Nonostante la crisi d’ascolto, pare che ci sarà pure un X Factor 4. E in un altro periodo, con altri giudici e con un casting meno frettoloso potrebbe funzionare alla grande.
  • Comunque, crisi d’ascolto un corno. Mercoledì passato ha superato l’11% di share ed i due milioni: non saremo ai livelli della passata edizione, ma la Mori fa comunque più ascolto della Ventura 2008.
  • Kaos ci informa che – rullo di tamburi – Gabriella Martinelli potrebbe entrare a far parte della già citata quarta edizione. Peccato che, con tutta probabilità, non sarà con Morgan.
  • E comunque che la smettano di dire che Matteo Becucci non piace e non ha venduto niente, mentre i The Bastard Sons of Dioniso hanno fatto un grande successo: se c’è stato un singolo che ha floppato alla grande, semmai quello è stato “L’Amor Carnale” (che pure era – ed è – adorabile).

L’era glaciale

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Alla fine la Bignardi è approdata davvero su Rai Due: dopo voci e smentite, ieri è andata in onda la prima puntata de L’era glaciale. Poco importa che la trasmissione si ispiri chiaramente alle Invasioni Barbariche (squadra che vince non si cambia, grazie al cielo) e che le differenze dall’illustre predecessore siano marginali: L’era glaciale è un ottimo programma che arriva nel momento giusto sulla rete giusta. Direttore a parte, la seconda rete di Stato sembra infatti aver finalmente imbroccato la strada giusta (e sopratutto aver scelto una strada).
Cominciamo con la sbandieratissima sigla: Gipi ha fatto un ottimo lavoro. C’è ben poco da aggiungere, se non che anche la canzone che le fa da sottofondo (Chemtrails di Beck) è azzeccatissima. Complimenti.
Lo studio è davvero curioso, ricorda un po’ quello delle Invasioni, ma è impreziosito da un enorme tronco che si estende per gran parte dell’area culminando sotto scrivania di fronte alla quale siedono gli ospiti: in bilico perenne tra trovata geniale e pacchianata di cattivo gusto. Sicuramente non passa inosservato.
Difetti? Una Bignardi forse un po’ troppo attaccata alla sua cartelletta, un orario improponibile (per fortuna che c’è il videoregistratore) e il venir meno di quel fascino vagamente radical chic di La 7. Ma su La 7 il 14% di share non poteva che sognarlo.

X Factor: quinta puntata

Mentre su Rai Uno e Rete4 veniva discutibilmente alimentato il clamore attorno alla morte di Eluana Englaro e il Grande Fratello segnava record degni della prima edizione, su Rai Due si consumava la consueta puntata di X Factor. Un appuntamento, quello di ieri sera, ai limiti dell’assurdo: cominciata con il duetto Grandi-Gassman, proseguita con la discutibile esibizione di Giops e terminata con l’uscita delle SOS e l’ingresso di Juri.
Ad aprire la puntata proprio l’inedita (per fortuna!) coppia formata da Irene Grandi e Alessandro Gassman: hanno cantato la loro Qualche Stupido ti Amo in un accentuatissimo playback e in un quadretto tanto delizioso quanto banale. Versione italiana (ammesso che impappinarsi sia italiano) della cover di una cover: trascurabilissima (ma l’uomo gas – come ribattezzato da Morgan – doveva pur sempre fare pubblicità al suo spettacolo teatrale e al suo film); i due si sono improvvisati anche giurati, salvo poi svanire nel nulla tra il sollievo di tutti. Classica lite fra Morgan e la Ventura, in modo particolare sulla discussa vittoria morale di Giusy Ferreri: per il cantante la vittoria del talent rispecchia molto più la volontà del pubblico, in quanto priva delle mediazioni produttori-discografici-radio. E, lasciatemelo dire, ha ragione da vendere: dovrebbe ricordarselo pure la Ventura che, pur firmando il grande successo della Ferreri, secondo questo ragionamento sarebbe responsabile pure dei clamorosi flop dei dischi di Emanuele Dabbono e Antonio Marino. Un paio di parole anche per le Sisters of Soul, eliminate della settimana: non è certo uno scandalo, ma a me dispiace. Soprattutto perchè sono state fatte fuori – nonostante una discreta esibizione – dalla stessa Mara Maionchi, confidente nell’entrata delle stranamente simili Miss Sunshine, con la complicità di qualche filmato vagamente di parte: chi ha seguito il day time – già notevolmente tagliato – sa che le SOS non erano certo a rischio scioglimento. Ma tant’è. Discussa anche l’esibizione di Andrea/Giops: dopo due performance convincenti, è scivolato clamorosamente in Voglio vederti danzare. Poteva (e doveva) fare di più, ma nonostante questo è riuscito a salvarsi dal ballottaggio, pur tra le stroncature dei giudici e i fischi del pubblico. Sul finale di puntata sono stati presentati i tre candidati all’ingresso: la stravagante Claudia (molto interessante), le già citate Miss Sunshine (senz’altro brave, ma nulla più) e il vincitore del televoto Juri (scartato ai bootcamp dalla stessa Ventura che oggi lo definisce un diamante grezzo, mah). Il gioco sta cominciando ad entrare nella fase calda e le preferenze a delinearsi (e voi per chi tifate?).

Naufraghi duemilaotto

Mettiamo le cose in chiaro: non avrei scommesso un centesimo su Luxuria all’Isola dei Famosi. Fuori al primo televoto, avevo pronosticato, invece ce la troviamo in finale con il serio rischio che vinca questa sesta edizione. Carlo Capponi è la variabile impazzita. L’avrei voluto fuori alla prima puntata e, secondo me, ha pure rischiato grosso con la prima nomination contro Ylena “Chi?” Shatanova. Ora avrebbe tutte le carte per vincere, ma si sa, all’Isola si premia la “normalità”. Belen Rodriguez e Leonardo Tumiotto sono quelli che “nemmeno la pagina su Wikipedia c’avevano”: finalisti per caso, la prima continuerà con le sue ospitate (al massimo gli diamo un programma radiofonico su RTL), il secondo continuerà a (non) vincere gare di nuoto.

PS Stasera finisce l’Isola dei Famosi e domani comincia X Factor: quando vuole, Rai Due riesce a farmi felice.

Tre al prezzo di uno

C’è crisi, c’è crisi dappertutto. E anche su questo blog, per scrivere anche un solo post, si ricorre a mezzucci: in questo caso mettere assieme tutti gli articoli abbozzati ma non completati dell’ultima settimana. Giusto per fare il punto sui tre show televisivi cominciati negli ultimi tre giorni (se mai ce ne fosse stato il bisogno).

Dura lex sed lex
Ormai l’argomeno Isola dei Famosi 8 è stato sviscerato da talmente tanti blog che ogni singola parola di questo post sarebbe una ripetizione di quanto già detto. Eppure se ho dato spazio al Ballo delle Debuttanti (ehr…), devo in qualche modo citare la prima edizione dell’Isola vagamente decente da qualche anno a questa parte: buono il ritmo, accettabile la durata e lodevole la rinnovata capacità di tener desta l’attenzione dopo tre ore di programma e sei anni di format. Un po’ meno brillante la solita Simona Ventura, con i suoi nuovi tormentoni (fra tutti il nuovo A testa alta e a schiena dritto andiamo in contro al nostro destino), e il nuovo pupillo .

Non intitolerò questo post Tutti pazzi per Tutti pazzi per la tele
Tutti pazzi per la tele (escluso il titolo) è, a sorpresa, un bel programma. E, a sorpresa, va in onda su Rai Uno. Colpisce fin dall’inizio, quando la regia inquadra uno studio luminoso, bianco, come mai nel prime time accade e vengono presentati velocemente una schiera di ospiti azzeccatissimi che fanno perdonare pure qualche passo falso (citofonare Anderson e Pistarino). Il calore familiare promesso in conferenza stampa è incredibilmente riuscito, ma il programma è inaspettatamente giovane.

Carràmba che fortuna, quando tutto si fa elegante.
Contro ogni aspettativa Carràmba che fortuna! sbanca l’Auditel, nonostante (o forse proprio per questo?) sia un tuffo indietro di almeno dieci anni. Uno studio quasi claustrofobico, un ritmo lento – lentissimo in confronto a Tutti pazzi per la tele – ma pure qualche buona idea: tra tutte quelle di riesumare l’Eurofestival con una serie di ospitate a tema (iniziate ieri con il debutto televisivo italiano del vincitore del 2008, Dima Bilan). Decisamente meno convincenti i Bellissimi anzi bellissimi (giuro, si chiamano proprio così i nuovi boys -.-) con le loro sigle al limite del trash.