Buona la seconda

nuoto

Qualcuno forse si ricorderà del blog che la Rai aprì l’anno scorso in occasione delle Olimpiadi: doveva essere un filo diretto con Pechino, alla fine venne abbandonato dallo stesso autore perchè i commenti vennero intasati di critiche – assolutamente fondate – sulla gestione dell’evento (in maniera peraltro piuttosto discutibile, visto che la motivazione ufficiale recitava “Il blog non è un forum, dove individuato un ambito di discussione, tutti possono dire tutto, a ruota libera, interagendo tra loro“). Adesso la Rai ci riprova: è infatti attivo da pochi giorni il blog per i mondiali di nuoto Roma09. Un blog tutto sommato piacevole perchè sembra realizzato con passione e voglia (vera) di scrivere: nessun post per cui strapparsi i capelli, anzi, ma un’atmosfera decisamente accogliente. Nel mare della disorganizzazione in qui vertono questi mondiali, qualcosa che funziona c’è.

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Quando la Web TV funziona più della TV

La notizia non sarà molto interessante di per se (a parte per i patiti di numeri e classifiche come il sottoscritto), ma apre scenari futuri tutt’altro che banali: nella sola giornata di ieri in 500.000 hanno assistito alla diretta delle Olimpiadi tramite la web TV della Rai. Quel mezzo milione di persone, per quanto poche rispetto alla controparte televisiva, sono tantissime. Sono tantissime perchè sono persone che hanno preferito il web alla tv, sono tantissime perchè dimostrano quanto Internet possa essere una risorsa anche per i network televisivi: è bello sapere che, mentre Mediaset lotta contro YouTube, la Rai dia un segno – per quanto tardivo – di apertura alla Rete.

A questo proposito Piero Gaffuri, direttore Rai Nuovi Media e amministratore delegato Rai Net, ha commentato:

Stiamo registrando sulla la Web Tv della RAI risultati di ascolto paragonabili a una Tv in chiaro. L’offerta multicast di Rai Sport sulle Olimpiadi ha attratto un pubblico vastissimo. […] E’ la dimostrazione della bontà della nostra intuizione di proporre un’offerta simulcast dei canali Rai su Internet e soprattutto del fatto che Internet e il PC, quando i contenuti sono importanti e interessanti, moltiplicano il pubblico divenendo straordinari e complementari strumenti di fruizione e partecipazione.

Oltretutto questo “nuovo” modo di fruizione presenta notevoli vantaggi, non solo per chi guarda, ma anche per chi la TV la fa: costi ridotti, maggiore interattività (altro che Digitale Terrestre…), il feedback degli spettatori quasi immediato e la possibilità di monitorare bene gli spettatori. Perchè, a differenza del criticatissimo Auditel, monitorare gli accessi ad un sito web è molto più facile e, soprattutto, completo.
Per adesso una copertura web così estesa è stata garantita solo per i grandi eventi (i passati Europei di calcio e, appunto, queste Olimpiadi), ma non è detto che alla luce di questi risultati la Rai non decida di ampliare il proprio palinsesto nella Rete: il futuro è questo e i risultati lo dimostrano.

Le nomination dei Telegatti non convincono

E’ stupefacente sapere come basti così poco per rovinare il prestigio di una manifestazione: il nome stesso del Gran Premio dello Spettacolo, i ben più conosciuti Telegatti, indica una delle più recenti trasformazioni, quella da premio dedicato esclusivamente alla televisione a quello che si rivolge al mondo dello spettacolo intero, che hanno portato l’evento ad una sempre più marcata mancanza di attendibilità. Questo ha portato al fatto che, nella passata edizione, ci siano state solo quattro categorie televisive e due per il cinema (con il trionfo di Notte prima degli esami e Christian De Sica, ben lontani dal premiare la qualità), tre per la musica (il trionfo di Gigi D’Alessio dovrebbe dirla lunga) e una per lo sport (l’improbabile categoria Miglior Sportiva vedeva in lizza Del Piero, Valentino Rossi e la Nazionale di Calcio). Per quest’anno la formula è stata riproposta nella sua interezza, con tanto di selezione a cura di esperti e 5 lettori di Sorrisi e Canzoni, ed ha portato alla recente lista dei candidati, non senza qualche polemica. I legittimi dubbi, che contribuiscono allo svilimento della manifestazione accennato prima, sono in primo luogo relativi alla distribuzione dei programmi delle varie reti: nelle categorie televisive sono ben 9 i programmi Mediaset (di cui 8 trasmessi da Canale 5 ed uno da Italia1) contro 1 solo per la Rai; inoltre, alla voce Informazione e approfondimento, continuano ad apparire Matrix e Lucignolo, con una new-entry Rai, Alle falde del Kilimangiaro. Desta parecchio stupore (e non solo…) proprio la scelta di far nuovamente prevalere la costola di Studio Aperto rispetto agli altri 27 candidati esclusi, tra cui anche TG1 e TG5 e soprattutto la vincitrice del passato anno (Le invasioni barbariche). Anche le fiction sono tutte made in Mediaset e, seppur non siano nomination insensate, comincia ad affiorare il retrogusto di una certa faziosità. Manco a dirlo pure la Trasmissione dell’anno si gioca in casa Mediaset: Zelig, Striscia la Notizia e Chi vuol essere Milionario?, quest’ultimo costantemente meno visto dal diretto avversario, L’Eredità, guarda caso non ammesso tra i primi tre. Di seguito tutte le nomination, compreso qualche commento sparso.

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