Oltre ogni limite

Toh, il Financial Times dà ragione a Berlusconi. Così la redazione di Studio Aperto, nei titoli d’apertura, ha commentato l’unico servizio politico. Perchè dare spazio alla replica del Csm sulla legge salva-premier («potenzialmente incostituzionale»)? Perchè parlare degli insulti che il ministro Sacconi avrebbe rivolto ai tesserati Cisl? Molto meglio pescare una notizia di relativa importanza, condirla con un titolo opinabile (cosa starebbe a significare quel toh?) e venderla come una verità assoluta.
Qualcuno dovrebbe anche spiegarmi come mai è improvvisamente nata la necessità della comunione per i divorziati: che dopo essere stato imprenditore e politico, il Silvio nazionale voglia dedicarsi pure alla carriera religiosa? Vedendo l’immagine sopra, penso possa fare soltanto il comico…

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Il successo (?) di TgCom invita a riflettere

TgCom, in modo decisamente poco professionale (ma mai ci saremmo aspettati qualcosa di vagamente vicino alla professionalità), sbandiera in prima pagina i risultati da record, soprattutto i 4 milioni e mezzo di visitatori unici in un mese, dati senza dubbio importanti ma non certo primati assoluti (Repubblica.it ne ha più del doppio, nove milioni e mezzo). Quello che invece pare più interessante sono i dati riservati alle varie sezioni: a trionfare, con oltre 19 milioni di pagine viste, è la categoria gossip, seguita a debita distanza dalla ben più importante cronaca (13 mil.) , della photogallery (12) e dalla pagina degli spettacoli (9).

Sinceramente non so quanto si possa andar fieri di dati del genere: TgCom è la versione online di Studio Aperto e questi dati ne sono una testimonianza. Il gossip regna sovrano, la cronaca tira soprattutto per i casi più neri, la photogallery il più classico dei servizi-scusa per mostrare carne fresca (e loro lo sanno bene): così come gli ascolti premiano, parzialmente, lo pseudo tg di Italia1, le visite favoriscono TgCom.