Susan Boyle, il talento che prevale sul personaggio. O il contrario.

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Lo ammetto: Susan Boyle non è mai rientrata nelle mie simpatie. Brava è brava, ovviamente niente da ridire sulla voce, ma non riesco a credere ad un progetto che si fonda così palesemente sulla contraddizione: insomma, Susan Boyle, elevata a paladina del talento puro, mi pare soltanto uno dei tanti prodotti discografici/televisivi degli ultimi anni. Certo, può contare su una voce grandiosa, ma anche (e soprattutto) su un aspetto che – paradossalmente – l’ha spinta molto. Se Susan Boyle fosse stata una donna ordinaria, con un aspetto ordinario, con una storia ordinaria e una voce straordinaria forse non avrebbe sfondato in questo modo: invece, grazie ai provini per Britain’s Got Talent, Susan è diventata un personaggio. Che dietro ci fosse la stessa Boyle, l’entourage del programma o qualche casa discografica, quel video – tra i più visti di sempre su YouTube – l’ha presentata di fatto come la bruttina (un orco, addirittura) mai stata baciata e vittima del bullismo. Poco importa che la maggior parte delle notizie appena citate siano state smentite (e il trucco abbia poi fatto la sua parte), il fenomeno era già partito: qualche settimana fa Susan Boyle diventava star del web prima e della tv poi grazie alla spettacolarizzazione di una storia neanche troppo rara, ma che nessuno aveva mai raccontato. E, per carità, non c’è niente di male, ma non presentate la Susan imprecante o diva come la Cenerentola del Duemila.

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X Factor: quattordicesima e ultima puntata

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Finalmente abbiamo un vincitore: Matteo Becucci si è portato a casa il premio della seconda fortunata edizione di X Factor. Un’avventura, la sua, partita forse un pò in sordina, ma presto decollata tanto da farlo arrivare in finale con la consapevolezza di non essere più soltanto un outsider. La vittoria di Becucci segna anche la “sconfitta” (per quanto il secondo gradino del podio possa definirsi tale) dei favoritissimi alla vigilia Bastard Sons of Dioniso: soltanto una manciata di voti (sedici su sessantamila, praticamente nulla) ha separato i trentini dal contratto con la Sony. Un vero peccato, non soltanto per la band, ma anche per Matteo che alla fine si è portato a casa un pareggio. Ma, per favore, non parliamo di “pubblico di Rai Uno”: il televoto ha rispecchato quanto deciso in 13 settimane e i conteggi ripartiti da zero dopo mezzanotte non potevano che sfavorire il livornese. Insomma, diamo al Becucci i meritati onori: sembra quasi paradossale che gli stessi che – giustamente – applaudono e tifano Susan Boyle, attacchino il talento nostrano bollandolo come “poco pop star” o “troppo classico”. Ma per favore.
Anche perchè Matteo, in fin dei conti, è stato il migliore della serata: assolutamente convincente il duetto con Cocciante, straordinario (e già in odor di vittoria) con Somebody to love, impeccabile nel seppur debole inedito Impossibile. E, sembra impossibile, ma il talento nudo e crudo per una volta ha vinto.

I The Bastard Sons of Dioniso invece ieri hanno convinto a metà: sempre bravi in Contessa e nella loro L’amor carnale (che, assieme a Noemi, rimane il mio inedito preferito), ma da rivedere nelle altre esibizioni. Il duetto con Elio e le storie tese è stato assolutamente divertente, ma i due gruppi non c’azzeccavano molto insieme: magari in finale avrebbero dovuto mostrare più la loro bravura nel cantare/suonare che nell’intrattenere. Non eccezionale invece la cover dei Beatles. Peggiore della serata, Jury. Oltre ad avere un’inedito insensato, è riuscito a distruggere pure La mia storia tra le dita assieme a Gianluca Grignani. Decisamente più carina (ma senza esagerare) la sua versione di A chi.

Insomma, la seconda edizione di X Factor è finita. E’ rimasto solo il Galà, un eventuale concerto trasmesso in tv, l’altrettanto ipotetico tour estivo e i dischi dei semifinalisti e Noemi in uscita Venerdì prossimo. Quindi, in attesa della prossima edizione già confermata per Settembre, possiamo goderci Italian Academy 2!