X Factor, quarta puntata.

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Quarta puntata di X Factor: il traguardo del primo mese è ormai vicino ed il talent dovrebbe cominciare ad entrare nel vivo. Esce Ornella ed è la prima perdita per Morgan: uscita scontata ed ampliamente prevista, un po’ ingiusta visto che l’ interpretazione di One era stata in fin dei conti la sua migliore esibizione (e la virata rock promessa dal Castoldi sarebbe stata interessante), senza contare che a sfidarla c’era Sofia, che è brava e può fare cose carine ma fino ad adesso è stata molto molto sottotono. L’evento della serata era però un altro: l’ospitata dei Tokio Hotel. Rigoroso playback, fan urlanti stipate un po’ ovunque – fuori e dentro lo studio – e una presentazione degna di leggende viventi della musica  (che sia per “scusarsi” del boato che avevano smosso nella puntata precedente?). L’altro evento, decisamente di minore impatto (non che sia facile essere di minor impatto dei Tokio Hotel), è stato il collegamento con l’ultimo concerto dei Pooh: scenetta un po’ imbarazzante, vista la discrepanza di target e il fastidioso sapore familiare (“Ehi papà” …), ma che tutto sommato è stata meno lunga del previsto. Per quanto riguarda le esibizioni, ha debuttato ufficialmente Mario (portando La Crisi dei Bluvertigo, ben fatta ma non così riuscita come era lecito aspettarsi), mentre vola dritto dritto verso la finale Marco: canta dannatamente bene, le canzoni sono sempre azzeccatissime e – lo ripeto per l’ennesima volta – è quello che potrebbe funzionare meglio fuori da X Factor. Psycho Killer poi è stata la miglior esibizione della serata, anche trascurando il look à la Sylar che – citazione o meno – era azzeccatissimo.

PS: E Claudia Mori? A parte un (insopportabile) filmato iniziale, nessuno ha più menzionato la sfuriata, le “sgarberie” e le minacce di abbandono che avevano tenuto banco sette giorni fa e che avevano scatenato l’attenzione di tutti i media. Mah.

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– Attenzione, contiene spoiler sulla seconda stagione di Heroes. –

Post nato al solo scopo di evidenziare la mia incompetenza in campo serial: a me la seconda stagione di Heroes è piaciuta. Terminata domenica sera in chiaro su Italia1 ad un orario improponibile con una programmazione improponibile (lo so, lo dico sempre, ma dovrò pure sfogarmi XD) ha senz’altro pagato l’ormai temutissimo sciopero degli sceneggiatori con una fine che più affrettata non si poteva. Detto questo, di aspetti positivi ce ne sono stati: i nuovi personaggi, ad esempio. Fra tutti Elle Bishop/Kristen Bell (adorabile sia come personaggio che come attrice <3) e pure Monica Dawson/Dana  Davis (che non sarà amatissima dai fan, però ha dei poteri interessanti e sembra la classica gran brava ragazza).
Capitolo Peter Petrelli: per onorare il ciuffo emo, continua il suo percorso autolesionista candidandosi a personaggio più odiato di sempre (assieme a Mohinder, ovvio), prima con la storia della memoria persa, poi con la tormentata storia d’amore (ricordiamoci sempre che ha lasciato tranquillamente la fidanzata nel futuro) e infine con il passaggio al lato oscuro della forza.
Capitolo Micah: altro che cheerleader, salvate questo povero ragazzino: al di là della ridicola morte del padre, al di là del cuggino, alla fine gli è morta pure la madre già malata. Fingerò di non aver visto l’inutile morte di Niki, oltretutto confermata dall’assenza della Larter nel cast della terza stagione : la rivoglio, subito.
Capitolo Sylar: l’idea di fargli facre un’intera stagione senza poteri è stata tanto folle quanto azzeccata. Certo, rompere un paio di teste a mani nude non ha un minimo del fascino della modalità ti-apro-come-una-scatoletta, anche se il prologo del terzo volume fa ben sperare: come un novello Braccio di Ferro (._.), ha portato a se una scatoletta di spinaci. This is Villains (ehr, Criminali).